“Mi sto godendo questi giorni emozionanti, mercoledì sera dopo la partita abbiamo festeggiato tutti insieme fino a tardi. Qua a Millesimo sto vivendo gli anni più belli della mia carriera, ringrazio il paese e il presidente Levratto. Anno dopo anno è cresciuta la mentalità di tutto il club; solo il duro lavoro ci ha permesso di centrare questa tripla promozione”.

C’è anche un po’ di Argentina nella storica impresa del Millesimo, piccolo club dell’entroterra savonese che conta poco più di 3000 abitanti. Grande protagonista della scalata dalla Prima Categoria alla Serie D della società ligure è il trequartista classe 1989 Ricardo Villar, numero dieci dai piedi educati che vanta alle spalle anche un passato tra Cesena, Udinese, Cremonese e Triestina, oltreché diverse esperienze nella seconda e terza divisione argentina.

Il fantasista giallorosso ha vinto il titolo di capocannoniere per due annate consecutive, in Prima Categoria e in Promozione. Mercoledì ha realizzato una splendida punizione, valsa l’aritmetica promozione in Serie D con tre turni d’anticipo. “Abbiamo vissuto una serata fantastica, insieme a un pubblico straordinario. Io sono molto credente, per questo penso che Dio mi abbia mandato qua per portare il Millesimo in alto; tutto torna se nella vita fai le cose al massimo, i miei sacrifici sono stati ripagati”.

Villar ha subito trovato nella piccola società della Val Bormida un’oasi felice, per lui e la sua famiglia. “Sono arrivato a Millesimo tre anni fa, dopo un’esperienza in Puglia; il paese ci ha accolto come se fossimo a casa nostra, non potevamo davvero chiedere di meglio. Da quando sono arrivato ho anche iniziato a lavorare nell’azienda del presidente come carpentiere: divido la mia giornata tra lavoro e calcio, un’esperienza nuova per me”.

Villar: “Contento di aver realizzato il mio sogno. Sanchez e Di Natale due fenomeni”

Ricardo Villar arriva in Italia giovanissimo, a 14 anni, ed entra nel settore giovanile della Reggina, per poi trasferirsi al Cesena, dove esordisce in Serie B a soli 17 anni. Ricordo i miei inizi di carriera in Argentina con mio papà come allenatore, mi faceva lavorare sulla tecnica anche cinque ore al giorno. Da giovanissimo, mi sono trasferito in Italia con tutta la mia famiglia e ho avuto la fortuna di poter realizzare il sogno di diventare calciatore”.

A Udine Villar sfiora più volte l’esordio in prima squadra, vivendo comunque da vicino un gruppo formato da grandi campioni. “Io giocavo in Primavera, ma nella stagione 2009/10 mi aggregavo spesso alla prima squadra. Con Sanchez avevo un bellissimo rapporto: uscivamo spesso insieme per andare al cinema, in allenamento poteva giocare solo a tre tocchi se no saltava tutti. Di Natale, invece, mi parlava sempre in napoletano e io non capivo mai nulla (ride, ndr); mi fermavo con lui a fine seduta per fargli i cross, non sbagliava mai un colpo e Handanović doveva sempre raccogliere il pallone infondo alla rete”. 

Villar: “La fede? Inculcata dalla mia famiglia. Cresciuto nel mito di Aimar e Ortega”

La fede per Villar ha sempre rappresentato una sorta di guida, un riferimento nei momenti bui. Sono sempre stato credente grazie alla mia famiglia, da piccolo ho frequentato diverse scuole religiose in Argentina. La religione non mi ha fatto mai mollare, rafforzando la mia mentalità. Credo che Dio abbia un piano per tutti noi, nei momenti difficili la fede mi ha dato la forza di non arrendermi”.

Il classe 1989 incarna alla perfezione la definizione di fantasista, quel giocatore dotato di un estro e una tecnica superiori alla media. “Penso che l’allenamento e il duro lavoro siano fondamentali per migliorare, ma allo stesso tempo una certa magia nel tocco di palla e una determinata visione di gioco sono un qualcosa di innato, che hai o non hai. Io ho sempre ammirato Aimar e Ortega, due fuoriclasse assoluti per noi argentini. Se devo citare un grande calciatore italiano dico Baggio, sono cresciuto guardando i suoi video”.

Millesimo, Villar: “Mi entusiasma un futuro in Serie D”

A 37 anni, il numero dieci giallorosso gioca ancora con la passione di un ragazzino e adesso lo aspetta la Serie D. Io punto sempre a fare del mio meglio, giocando per vincere; non mi piace vivacchiare, per questo con il presidente ci troviamo a meraviglia, anche lui è un vincente. Confrontarmi con un livello ancora più alto mi entusiasma; so benissimo che gli anni passano e devo prendermi cura del mio corpo, ma voglio regalare altre gioie a tutta Millesimo”.

Oggi Villar è anche il responsabile tecnico del settore giovanile della società del presidente Levratto. “Mi piace vedere e seguire da vicino i giovani che si affacciano al mondo del calcio. Un domani mi piacerebbe prendere il patentino e iniziare ad allenare. Mi vedo sempre, anche in futuro, qua a Millesimo. Io e la mia famiglia abbiamo trovato una seconda casa, sarò per sempre grato alla società e a tutto l’ambiente, non ci hanno mai fatto mancare nulla”.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Sab 28 marzo 2026 alle 10:55
Autore: Loris Berretta
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