La nostra intervista esclusiva a Felice Pepe, presidente dell'Apice, club militante in Eccellenza Campania.
Gli infortuni, il mondo del lavoro e quella voglia di portare sempre più in alto la squadra del suo paese. Felice Pepe è un mix di emozioni tra passato, presente e soprattutto futuro. Il comune denominatore? L'Apice, squadra militante in Eccellenza Campania della quale è presidente. Da calciatore non è mai riuscito a indossare quella maglia, ma per Pepe adesso c'è l'opportunità di scrivere una pagina importante nella storia del club beneventano: "Il mio passato da calciatore si è interrotto per una serie di motivi. Innanzitutto la crescita del mondo del lavoro e poi anche una serie di infortuni che mi hanno portato a fare sempre più fatica nel nuovo calcio.
Ero un difensore centrale, ho fatto il settore giovanile dell'Empoli e ho registrato anche una presenza in Serie B con l'Avellino. Poi in C con Cavese e Milazzo, in Eccellenza con il Cervinara e in Serie D con Nola e Sarnese. Ho smesso di giocare a soli 28 anni dopo essermi operato due volte il crociato e una volta il menisco".
Ma un giovane presidente come Felice Pepe come cerca di approcciare con la squadra? Con semplici concetti ma dannatamente fondamentali: "Con programmazione e fiducia nelle persone di cui ci si circonda. Dopodiché ci vuole passione per il calcio dilettantistico e accanto ad essa anche conoscenza perché improvvisarsi in questo sport è molto pericoloso.
Io posso definirmi come un presidente passionale che vive molto la stagione. A volte mi fa anche male non poterla vivere da calciatore. D'altro canto, avendo vissuto per anni il campo da calcio, riesco a capire dei momenti positivi o negativi che possono esserci in una gestione sia dal punto di vista tecnico che morale".
Apice, Felice Pepe: "Ecco come nasce l'opportunità"
Felice Pepe e l'opportunità Apice: "Sono nato e cresciuto in questo paese e quando è arrivata l'opportunità di dargli un po' di visibilità con il calcio, insieme a una serie di amici e appassionati di calcio, abbiamo dato vita a questa società che tra l'altro rappresenta la matricola più storica della regione Campania. Siamo partiti dalla Seconda Categoria, abbiamo fatto una serie di vittorie consecutive per poi stabilizzarci in Eccellenza. Questo è il terzo anno consecutivo per un paesino di poco più di 5mila abitanti. È una bella soddisfazione potersi confrontarsi con realtà molto più blasonate con storie calcistiche di rilievo.
L'obiettivo societario dell'Apice è sempre stato quello di far conoscere questo paese anche nel massimo campionato regionale - ha proseguito Pepe -. La nostra previsione era decennale e ci siamo riusciti in quattro anni. Forse esserci riusciti troppo presto ci ha messo anche un po' in difficoltà all'inizio, però stiamo cercando di ambientarci e sicuramente anche grazie al calcio questo paese è conosciuto un po' in tutta la Campania. Per noi è motivo di grande soddisfazione".
"Apice, la classifica sorride. Mercato? Pronti ad ascoltare eventuali esigenze"
Felice Pepe, in conclusione, sulla stagione dell'Apice: "Per adesso la classifica ci sta sorridendo. Abbiamo fatto un percorso netto e positivo, ma non vogliamo fermarci. Non siamo partiti con il presupposto di dover ambire alla vittoria del campionato, ma abbiamo sempre pensato che con il lavoro sul campo potessimo sopperire alle difficoltà logistiche ed economiche della nostra zona. Ad oggi lo stiamo facendo benissimo e spero che possiamo continuare a toglierci altre soddisfazioni.
L'obiettivo principale era quello di fare meglio rispetto alla passata stagione e ci stiamo riuscendo. Anno dopo anno stiamo migliorando il nostro percorso in Eccellenza e l'obiettivo era proprio questo. È naturale che quando le cose vanno bene subito si pensa ad altro, ma noi dobbiamo restare con i piedi per terra e continuare a lavorare come è stato fatto finora che è l'unico segreto che ci permette di poter competere a questi livelli. Mercato? Su questo aspetto ci siamo affidati a una guida tecnica totale, pertanto saremo sempre pronti ad ascoltare eventuali esigenze e richieste che arrivano dal punto di vista tecnico. Però siamo anche una società che tiene tanto a quelli che sono gli impegni economici. Finché quadra il nostro bilancio ci possiamo permettere di fare delle operazioni, quando non quadra difficilmente possiamo fare operazioni di cui poi non possiamo rispondere presente".
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