Il Melfi, insieme al Modica, è la prima squadra dell'annata 2025/26 a conquistare la promozione in Serie D: ai lucani è bastato il pareggio tra le mura amiche contro il Vultur per conquistare il titolo con tre giornate d'anticipo, avendo dieci punti di vantaggio sull'Angelo Cristofaro Oppido. I gialloverdi tornano nel massimo campionato dilettantistico, categoria che aveva lasciato nella stagione 2016/17, dopo la retrocessione dalla Lega Pro e la mancata iscrizione.

La squadra ha festeggiato con i tifosi e nel post gara l'allenatore Leonardo Dibenedetto e il vicecapitano Giovanni Bongermino hanno rilasciato della dichiarazioni ai microfoni del club. Le prime parole dell'allenatore sono stati dei ringraziamenti un po' verso tutti: "L’emozione è tanta. Sappiamo dove siamo partiti: sono arrivato il 7 gennaio e la squadra era prima, ma con una partita in più, quindi potenzialmente seconda. Già dal primo allenamento ho capito che avevo un gruppo forte, fatto di uomini veri, che hanno sempre dato tutto. Ringrazio anche tutto il mio staff, perché il merito è di tutti. Ringrazio anche mia moglie, mia figlia, ma soprattutto mio figlio, perché io stavo lavorando in una società professionistica e lui mi ha spronato finché accettassi. La chiamata del Melfi è stata importante, conoscevo già qualche giocatore di questa squadra, che mi ha spinto affinché accettassi quest’opportunità. Devo ringraziare tutte queste persone e, come dicevo, è un’emozione vedere questa cornice di pubblico, che non ci ha mai lasciato giocare fuori casa, ci hanno sempre supportato e sono stati sempre il nostro dodicesimo uomo dappertutto".

Il vicecapitano, invece, ha espresso parole al miele per il proprio allenatore: "Ho dei pensieri troppo forti per esprimerli, per me lui è un professionista vero, serio e ci ha portato a questa vittoria, dopo un periodo non bello, perché dopo Brienza nello spogliatoio non si poteva entrare, questa è la realtà. Con il suo arrivo, invece, abbiamo rimesso le cose in ordine e abbiamo vinto il campionato con tre giornate d’anticipo, cosa che non pensava nessuno".

Ha ripreso, poi, la parola Dibenedetto, che ha raccontato un aneddoto e ha speso due parole su colui che, a detta sua, è il vero fuoriclasse del Melfi: "Quando sono arrivato, prima della partita contro il Tricarico, ho incontrato il Direttore generale Daniele Lovecchio e mi ha detto: “Ti devo chiedere una cosa: so che è impossibile, ma vogliamo festeggiare contro il Vultur” ed è stato di buon auspicio. Ho mantenuto la promessa, abbiamo festeggiato nell’ultima partita in casa della stagione e penso che sia stato il giusto epilogo. Voglio esprimere due parole su quello che per me è il nostro fuoriclasse: il presidente, che, anche nei momenti di difficoltà, come un buon padre di famiglia, ci è stato vicino, ci ha supportato, è sempre stato presente, ci ha spronato e se io ho avuto l’onore di allenare questi ragazzi, tutti forti, sicuramente è merito suo, che ha costruito una squadra di questo calibro. Quando vado ad allenare una squadra studio anche la storia della città e Melfi ha una storia importante. Ho rivisto le interviste del presidente di luglio, dove diceva che quest’anno l’obiettivo era solo uno, così come me l’ha ripetuto nello spogliatoio la prima volta che ci siamo incontrati: dovevamo vincere, non avevamo alternative e noi, con questi splendidi ragazzi, siamo riusciti a mantenere la promessa".

Sezione: Mondo Dilettanti / Data: Lun 16 marzo 2026 alle 09:53
Autore: Gabriele Mafrica
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