Igea Virtus-Reggina, meno uno alla sfida che potrebbe decidere le sorti del girone I. L'attesa sta finendo e terminate le consuete dichiarazioni che hanno anticipato questa delicata vigilia si passa alle analisi degli allenatori. Torrisi è consapevole di non poter sbagliare: la posta in palio è troppo alta e la Reggina, reduce da tre stagioni tra i dilettanti, non può più permettersi passi falsi, il professionismo rappresenta l'obiettivo minimo per una piazza importante come Reggio Calabria.

Il condottiero amaranto sintetizza il momento e le sensazioni del giorno prima: "Sappiamo quanto sia importante questa partita per il nostro obiettivo finale. Siamo sereni e consapevoli di quella che sarà la partita. Conosciamo la nostra forza e sappiamo che incontriamo un avversario che, a prescindere dalla penalizzazione ha fatto cose straordinarie. Dobbiamo basarci su questo, anche perché siamo stati costruiti per questo genere di partite".

La settimana che ha anticipato la gara è stata caratterizzata dagli interventi della dirigenza e dei calciatori dell'Igea Virtus, questo in seguito alla penalizzazione di cinque punti che ha cambiato la classifica del club siciliano. Torrisi dice la sua sulle motivazioni dei suoi avversari: "Leggo un po’ la stampa e ho visto, per quel poco che mi riguarda, che per l’Igea è la partita più importante degli ultimi vent’anni: posso anche condividerlo, perché una squadra che fino a pochi giorni fa coltivava il sogno di provare ad andare in Serie C, oggi si ritrova in una posizione di classifica dove non può più sbagliare. Lo stato d’animo è giusto che sia questo, ma in campo vanno i giocatori e io penso di avere una squadra abbastanza forte e capace di giocare una partita dominante a livello psicologico, dove dobbiamo essere tatticamente perfetti e dobbiamo essere bravi a gestire emotivamente la gara."

Il pensiero del condottiero amaranto non può, quindi, non analizzare il precedente: la sconfitta subita al Granillo; una debacle emotiva che ha permesso ai siciliani di guadagnare punti e fiducia ai danni di una Reggina che in quel momento sembrava aver perso la bussola: "La partita dell’andata dice tanto, soprattutto per quanto riguarda fiducia e autostima, tratti fondamentali contro un avversario che ha dimostrato di avere mezzi importanti in questo campionato. In quella partita, però, eravamo lontani parenti di quello che siamo diventati. Si trattatava della mia seconda gara alla guida della Reggina, dunque eravamo in piena fase di cambiamento e, nonostante quella squadra avesse poco di ciò che ha ora, abbiamo preso un gol su una nostra disattenzione e non abbiamo mai subito l’Igea, quindi questo ci fa ben sperare per far capire a noi stessi quanto possiamo far bene domani".

Sezione: Girone I / Data: Sab 14 marzo 2026 alle 13:57
Autore: Antonino Iorfida
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