Una vita sui campi di Serie A tra mille battaglie e la voglia di non smettere mai di sognare. Claudio Terzi, ex difensore di Bologna, Siena, Palermo e Spezia, è stato per anni un calciatore di grande affidabilità con un piede educato coltivato probabilmente durante il suo lungo percorso come ha raccontato in esclusiva a Seried24.com: "La passione per il calcio nasce da bambino, come credo succeda a tanti ragazzi. Ho sempre avuto una grandissima voglia di giocare e di stare sul campo, poi con il passare degli anni quella passione è diventata qualcosa di sempre più importante, fino a trasformarsi nel mio lavoro. In realtà, da piccolino ho iniziato come attaccante esterno, poi sono passato a centrocampo, giocando sia da play che da mezzala, fino a diventare difensore centrale. Il passaggio definitivo è arrivato quando ero nell'U16 e nell'U17 del Bologna, con l'arrivo di Stefano Pioli come allenatore del settore giovanile. Da quel momento ho sempre giocato prevalentemente da difensore centrale, anche se in qualche occasione, quando ce n'era bisogno, sono tornato a centrocampo anche tra i professionisti. Ricordo, per esempio, che Iachini a Palermo mi utilizzava qualche volta da play, soprattutto a partita in corso".

Un percorso lungo, faticoso, ma che ha portato Terzi all'esordio in Serie A. Indimenticabile quel dicembre del 2002 contro il Modena: "L'esordio in Serie A è sicuramente uno di quei momenti che un calciatore non dimentica. Ero molto giovane, e arrivare a giocare nella massima categoria rappresentava il coronamento di tanti sacrifici fatti fino a quel momento. In realtà, durante quella settimana c'era stata anche la possibilità che partissi dall'inizio, perché avevamo diverse defezioni nel reparto difensivo. Poi, verso il fine settimana, alcuni compagni hanno recuperato e quindi sono partito dalla panchina. Nel finale Guidolin mi ha dato questa grande soddisfazione, permettendomi di esordire. Quindi, in un certo senso, era un momento che potevo aspettarmi, perché mi ero preparato anche per giocare dal primo minuto. È stata comunque un'emozione enorme e un passaggio importante della mia carriera, che mi ha dato ancora più motivazione per continuare a lavorare e migliorarmi".

La prima vera grande chiamata arriva dal Napoli nel 2004 quando il club campano militava in Serie C1. Terzi è stato uno dei primi calciatori dell'era De Laurentiis: "Napoli è stata un'esperienza molto formativa, soprattutto considerando il momento storico che stava attraversando la società. Parliamo di una piazza straordinaria, con una passione enorme per il calcio e con aspettative sempre molto alte. Per un ragazzo giovane vivere un ambiente del genere è qualcosa che ti fa crescere velocemente, perché impari a convivere con le pressioni e con le responsabilità. Per quanto riguarda De Laurentiis, credo che il percorso fatto dal Napoli negli anni successivi parli da solo. Ha avuto una visione imprenditoriale e ha costruito nel tempo una società capace di tornare ai massimi livelli del calcio italiano. È stata una tappa breve della mia carriera, ma sicuramente importante per il mio percorso".

Piccola curiosità: nel 2009-10, Claudio Terzi si è aggregato al Milan per la tournée negli Stati Uniti: "È stata sicuramente un'esperienza molto bella e particolare. Eravamo al termine della stagione e il Milan aveva bisogno di alcuni giocatori per completare la rosa in vista della tournée negli Stati Uniti, perché diversi elementi erano impegnati con le rispettive Nazionali. Il Direttore Sportivo del Siena, Giorgio Perinetti, ha fatto il mio nome e mi ha messo in contatto con Ariedo Braida. Quando mi è stata proposta questa opportunità ho accettato con grande entusiasmo, perché avere la possibilità di vivere un'esperienza del genere con una società come il Milan era qualcosa di importante. Ricordo un ambiente molto rilassato, anche perché la stagione era ormai conclusa. Gli allenamenti erano soprattutto partitelle e torelli, poi abbiamo disputato tre amichevoli. È stato bellissimo condividere quei giorni con giocatori del calibro di Ronaldinho, Pato e Nesta. Un'esperienza che ricordo davvero con grande piacere".

L'indimenticabile tappa di Bologna e il momento che sta attraversando la sua ex squadra: "Bologna ha rappresentato tantissimo per me, perché è la società nella quale sono cresciuto e dove ho avuto la possibilità di esordire nel calcio professionistico e in Serie A. È un ambiente al quale sono molto legato e che mi ha accompagnato in una fase fondamentale della mia crescita, prima come ragazzo e poi come calciatore. Aver avuto anche la responsabilità di indossare la fascia da capitano è stato motivo di grande orgoglio. Significa avere la fiducia dei compagni, della società e assumersi delle responsabilità importanti. Porto con me tanti ricordi belli, soprattutto legati alle persone con cui ho condiviso quegli anni, oltre naturalmente all'emozione dell'esordio e alle esperienze vissute con quella maglia.

Sicuramente non mi aspettavo un inizio di campionato così complicato, soprattutto considerando il percorso importante che il Bologna ha fatto negli ultimi anni. Però il calcio è questo, ci sono momenti nei quali le cose non vanno come vorresti e diventa fondamentale trovare le soluzioni per ripartire. Mi dispiace sempre quando un allenatore viene esonerato, perché so quanto lavoro ci sia dietro ogni settimana e quanto sia difficile riuscire a trasmettere le proprie idee in poco tempo. La società ha fatto le sue valutazioni e ha deciso di cambiare. Conosco l'ambiente di Bologna e so quanto sia importante per la città avere una squadra competitiva. Mi auguro che possa ritrovare continuità e tornare a ottenere i risultati che merita".

Dopo aver chiuso la carriera con le maglie di Spezia e Siena, Terzi ha deciso di restare nel mondo del calcio per intraprendere la carriera da allenatore: "È un'idea che è maturata nel corso degli ultimi anni da calciatore. Ho avuto la fortuna di lavorare con tanti allenatori importanti, con filosofie e metodologie differenti, e ho sempre cercato di osservare e imparare il più possibile. Quando ho smesso di giocare ho avuto l'opportunità di iniziare questo nuovo percorso allo Spezia, prima come collaboratore in Prima Squadra e successivamente nel settore giovanile, allenando l'U17 e la Primavera. Sono state esperienze fondamentali, che mi hanno permesso di iniziare a conoscere un mestiere completamente diverso da quello del calciatore. Mi piace stare sul campo, lavorare con i ragazzi e cercare di trasmettere le mie idee. So che ho ancora tanto da imparare, ma ho grande entusiasmo e voglia di crescere in questo ruolo.

Mi piace una squadra che cerchi di fare la partita, che abbia il coraggio di giocare e che provi a imporre la propria identità sia in casa che in trasferta - ha dichiarato Terzi -. Voglio una squadra aggressiva, che cerchi di riconquistare il pallone il più in alto possibile e che, quando lo perde, reagisca immediatamente con una riaggressione forte. Allo stesso tempo per me è fondamentale avere qualità nella costruzione del gioco, cercando le soluzioni giuste per arrivare negli ultimi metri e creare occasioni. Naturalmente bisogna essere organizzati in entrambe le fasi, perché non sempre puoi avere il controllo della partita e devi saper anche soffrire. Sono concetti sui quali lavoriamo quotidianamente, insieme all'intensità, all'attenzione ai dettagli e alla mentalità. Credo sia importante dare alla squadra un'identità riconoscibile, indipendentemente dall'avversario che affrontiamo".

Dalla Primavera dello Spezia alla chiamata in Serie D da parte del Ligorna: "L'opportunità è nata attraverso un confronto con il Presidente e con il Direttore. Fin dal primo colloquio mi hanno trasmesso un entusiasmo importante e soprattutto una grande voglia di fare le cose per bene. Cercavo una società ambiziosa, organizzata, nella quale poter iniziare il mio percorso da allenatore di una prima squadra. Il Ligorna arrivava da una stagione importante e ho trovato persone competenti, che vivono quotidianamente questo progetto con grande passione. C'è stata subito condivisione delle idee e degli obiettivi e questo mi ha convinto ad accettare. Sono molto contento della scelta, perché ho trovato un ambiente che mi permette di lavorare bene e una squadra che fin dal primo giorno ha dimostrato grande disponibilità".

Il nostro obiettivo è quello di continuare a crescere, cercando di migliorare ogni giorno e di dare continuità alle prestazioni. Siamo reduci da cinque vittorie nelle ultime sei partite. Naturalmente siamo contenti di questo momento, ma dobbiamo mantenere grande equilibrio. Il campionato è ancora lungo e abbiamo già visto quanto sia difficile e competitivo questo girone. Ci sono tante squadre organizzate, con giocatori di qualità, e credo che sia un campionato nel quale tutti possano mettere in difficoltà tutti. Abbiamo affrontato avversarie importanti e ogni domenica abbiamo dovuto conquistare i punti attraverso prestazioni di livello. Ci sono diverse squadre attrezzate per stare nelle prime posizioni, ma credo sia ancora presto per individuare una favorita assoluta. Noi dobbiamo pensare al nostro percorso, lavorare con intensità e cercare di essere competitivi contro chiunque. Poi vedremo dove saremo arrivati".

Terzi è un allenatore molto giovane, con tanta ambizione e con voglia di esprimere un bel calcio. Futuro? Tutti sognano la Serie A, ma per adesso il suo obiettivo è fare bene col Ligorna ."Non ho una squadra in particolare che sogno di allenare. Sicuramente ho delle ambizioni e mi piacerebbe riuscire a costruire una carriera importante da allenatore, così come ho avuto la fortuna di fare da calciatore. So benissimo che c'è ancora tanto lavoro da fare, che devo crescere e imparare, ma la voglia e l'entusiasmo sono davvero grandi. Allo stesso tempo, però, sono una persona che cerca di concentrarsi sul presente. Oggi sono al Ligorna, ho trovato un gruppo fantastico e una società che mi ha dato fiducia e voglio dare tutto me stesso per fare bene con questi ragazzi. Il mio obiettivo è quello di concentrarmi sulla stagione che stiamo vivendo, continuare a lavorare quotidianamente e cercare di ottenere i migliori risultati possibili. Poi vedremo cosa ci riserverà il futuro".

Tanti i bei ricordi vissuti da calciatore, ma per Terzi resta ancora oggi indelebile la promozione in Serie A con lo Spezia: "Sicuramente la promozione in Serie A con lo Spezia. È stato qualcosa di straordinario, un traguardo storico per la società e per tutta la città, che abbiamo raggiunto al termine di un percorso bellissimo. Aver vissuto quella stagione da capitano ha reso tutto ancora più speciale, perché sentivo una responsabilità importante nei confronti dei compagni, della società e dei tifosi. È stata una conquista costruita attraverso il lavoro, il sacrificio e la forza di un gruppo che ha sempre creduto in quello che stava facendo. Nella mia carriera ho vissuto tanti momenti importanti, dall'esordio in Serie A alle esperienze nelle diverse piazze in cui ho giocato, ma quella promozione rimane sicuramente un'emozione unica, che porterò sempre con me".

Una lunga carriera tra Serie A e Serie B non può di certo passare inosservata. Rimpianti? Terzi non ne ha: "No, sinceramente non ho rimpianti, perché sono molto contento della carriera che ho fatto. Tutto quello che è arrivato, così come quello che non è arrivato, è stato frutto delle mie scelte e di quello che sono riuscito a guadagnarmi sul campo. Ho avuto la fortuna di giocare in piazze importanti, di vincere quattro campionati e conquistare quattro promozioni, vivendo esperienze straordinarie. Ho conosciuto allenatori che mi hanno formato tantissimo, sia come calciatore sia come persona, e ho fatto parte di gruppi fantastici. Con tanti ex compagni è rimasto un rapporto di amicizia molto forte, ci sentiamo ancora spesso, con alcuni addirittura quotidianamente. Sono tutte cose che vanno oltre i risultati sportivi e che considero una parte fondamentale del mio percorso. Per questo, quando mi guardo indietro, sono davvero soddisfatto di quello che ho fatto e non cambierei nulla".

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 10:00
Autore: Gerardo Guariglia
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