Cinque vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta: un bottino che farebbe girare la testa a chiunque, specialmente se si parla di neopromosse. Non è il caso del Sandonà, che cavalca l'onda dell'entusiasmo mantenendo, però, i piedi ben saldi a terra. Dopo essere tornata in Serie D a distanza di tredici anni dall'ultima volta, la società biancoceleste ha dato il via alla propria stagione in maniera a dir poco esaltante, come testimoniano anche gli ottimi risultati ottenuti finora.

A guidare la squadra c'è uno degli allenatori più giovani di tutta Italia: appena trentaduenne, Vincenzo Siciliano è arrivato a Sandonà nel 2023 dopo qualche stagione nel vivaio dell'Udinese. Da lì, il classe 1994 ha costruito con la società le fondamenta di un progetto vincente. Il salto di categoria conquistato lo scorso anno - arrivato dopo due secondi posti consecutivi in Eccellenza e dopo il trionfo in Coppa Italia - ha coronato un ciclo semplicemente straordinario.

Ai nostri microfoni, il giovane allenatore ci racconta l'entusiasmante cammino dei biancocelesti in questa prima fase di campionato: "L'ottimo avvio in D è frutto di un percorso che viene da lontano. Sono qui ormai da quattro anni, alleno un gruppo di ragazzi che conosco bene sia a livello umano che calcistico e questa è la mia vera fortuna".

CONTINUITÀ ALLA BASE DEL PROGETTO - Spesso, dopo determinate vittorie e salti di categoria, le società adottano la scelta di fare tabula rasa: nuovo gruppo squadra, nuovo staff tecnico e rivoluzione totale. Tutt'altra storia, invece, per il Sandonà, che ha preso la forte decisione di riconfermare lo zoccolo duro dell'organico che l'anno scorso ha conquistato la promozione in D dando un grande segnale di continuità: "È stata una scelta facile, i giocatori forti non hanno categoria. Avevamo già elementi validi che potevano fare tranquillamente la Serie D. Abbiamo fatto alcune conferme che dipendevano sia da noi che dai ragazzi, e ritengo che quelli che sono rimasti stanno dimostrando di essere all'altezza - spiega -. Poi, ovviamente, capiterà che qualche volta andranno in panchina o giocheranno un po' meno, ma sia in campo sia soprattutto negli allenamenti sono determinati. Oltre a essere ottimi giocatori sono persone di grande spessore, e questo facilita un po' tutto".

Il Sandonà sta ormai prendendo l'abitudine di ribaltare ogni pronostico, affermandosi domenica dopo domenica nel riquadro di sinistra del girone C. Siciliano, però, ci tiene a mantenere l'ambiente con i piedi per terra senza troppi proclami: "Sono ormai quattro anni che dobbiamo salvarci e che ci danno per spacciati. Siamo partiti abbastanza bene ma siamo consapevoli che stiamo affrontando una categoria diversa dall'Eccellenza in cui non esistono partite scontate. Ai ragazzi dico sempre di pensare a vincere ogni partita con quello che sappiamo fare". 

"Non penso al futuro, non guardo mai la classifica. Penso solo al prossimo avversario e a come metterlo in difficoltà - ammette -. Il nostro sogno? Non tornare in Eccellenza, il resto passa in secondo piano".

IL RAPPORTO VISCERALE CON LA PIAZZA - Dal 2023 alla guida del club, Siciliano ha i colori del Sandonà incisi nel proprio cuore: "Questa è casa mia, qui conosco tutti guidando questa squadra ormai da quattro anni. Conosco l'ambiente ma anche la gente che viene a vederci. È tutto magnifico perché riusciamo a rendere felici persone a cui siamo molto legati".

Sebbene dimostri la maturità di un veterano, Siciliano è tra i profili più giovani dell'intero panorama dilettantistico nazionale. Nonostante la giovane età, però, l'allenatore ci tiene affinchè ognuno rispetti il proprio ruolo e affinché si mantengano le dovute distanze con i giocatori all'interno del contesto lavorativo. Quando si varca la linea di campo, le gerarchie devono tornare chiare: "Credo che questa sia la cosa più difficile ma al tempo stesso la più facile perché ho la fortuna di avere ragazzi che comprendono la situazione e che mi hanno sempre aiutato. Sono consapevole, però, di essere molto diverso in campo e fuori. Sul rettangolo verde ci sono regole che vanno rispettate, non mi interessa chi conoscevo prima o chi conoscerò. Mi interessa solo il Sandonà, come ho sempre detto. Voglio vincere, e per farlo devo schierare i giocatori più forti, senza favoritismi legati alle simpatie o alle amicizie. Scelgo undici titolari ogni domenica in base a chi vedo meglio".

IL PUNTO DI RIFERIMENTO EXTRA-CALCISTICO - Nessun maestro calcistico nel suo bagaglio, ma una guida ben precisa. A dispetto del legame con la panchina, l'unico modello a cui Siciliano si sente vicino non appartiene al mondo del pallone: "Mi ispiro a Julio Velasco. A livello psicologico è il numero uno e il calcio, come tutti gli sport, è anche psicologia. Il mio punto di riferimento è lui, anche se in Italia e nel mondo si può imparare da qualsiasi allenatore. Dipende sempre da te, da come li osservi, da cosa ne trai e da quale è la tua idea. Io credo di essere aperto a tutto e di poter imparare da chiunque, perché ogni persona può insegnare qualcosa".

Futuro nel professionismo? Almeno per ora, la priorità di Siciliano è un'altra: "Il sogno di tutti gli allenatori è sempre quello di arrivare il più in alto possibile - conclude -. Il mio unico obiettivo, per ora, è quello di permettere al Sandonà di mantenere la categoria. Non penso a nient'altro".

Sezione: Interviste e Storie / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 17:15
Autore: Giovanni Indovina
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