Per il Ds Carlo Musa, reduce dall'esperienza con il Foggia, è tempo di primi bilanci. Il giovane dirigente, che ha già alle spalle diverse avventure in terza serie, è intervenuto a SerieD24 per fare il punto della situazione, partendo ovviamente da una considerazione finale sul campionato vissuto dalle parti dello Zaccheria: "Quando sono arrivato lo scorso 10 luglio c'era da fare i conti con la penalizzazione, è nato tutto quasi a sorpresa con l'ex presidente Canonico. All'inizio è stato difficile perché c'era tanta diffidenza, soprattutto per le vicende che avevano colpito il club nei mesi precedenti".
La stagione parte quindi sotto la gestione targata Delio Rossi, un incontro che Musa descrive così: "Mi ha fatto piacere poter lavorare accanto a lui, mi ha aiutato tanto. È stata sicuramente una bella palestra per la mia carriera". Il cammino in campionato del Foggia, soprattutto all'inizio, stenta però a decollare. Da qui la decisione di procedere con il primo cambio in panchina: "Dopo lunghe e attente riflessioni abbiamo deciso, di comune accordo, di provare a dare una sterzata, ed è così che è arrivata la scelta di Barilari".
I rossoneri cambiano passo, arrivando a collezionare anche un pareggio importante contro il Catania. Fino a una serata che Musa indica come decisiva: "Eravamo riusciti a tirarci fuori dalla zona di pericolo dopo la vittoria con il Giugliano, grazie a un successo importante". Una notte significativa, che coincide anche con il ritorno allo Zaccheria dei tifosi dopo una lunga assenza a causa dei contrasti con la gestione targata Canonico: "Nella prima fase della stagione eravamo soli, c'era una grande spaccatura tra la tifoseria e la proprietà. Non abbiamo vissuto la città, io per primo ho vissuto poco la piazza di Foggia, forse solo nella parte finale. Ma c'è da dire che eravamo riusciti a trovare anche un po' di equilibrio, con Barilari la squadra stava iniziando a piacere, dal silenzio dello stadio si era arrivati ad avere un po' di tifo".
Entusiasmo generato soprattutto dal cambio di proprietà, con l'avvento del duo Casillo e De Vitto: "Devo fare una premessa, per un dirigente non è mai semplice lavorare dopo un passaggio societario. Cambiano tante dinamiche, ancor di più se ci si ritrova in pieno calciomercato. Le nostre strategie sono cambiate rapidamente, e questo aspetto ha sicuramente complicato un po' le cose. Sono aumentate le aspettative ma forse si è perso anche un po' di equilibrio. Erroneamente si è arrivati a pensare che il Foggia dovesse vincere obbligatoriamente tutte le partite, quando in realtà il percorso restava assolutamente complesso".
Il Ds Musa: "Troppa frenesia in determinate situazioni"
Tra i rimpianti di Musa c'è, forse, anche la mancata decisione di salutare prima il Foggia: "Dopo il cambio societario avrei dovuto mettere subito alcune cose in chiaro e concludere anticipatamente il mio rapporto. Con la nuova proprietà c'è sempre stato un rapporto di stima, ma probabilmente le nostre idee non collimavano totalmente. Ho capito che per poter lavorare bene deve esserci unione di intenti. Ma sceglierei ancora questo club, per me è stata una bellissima sfida, oltre che una grande opportunità. Mi dispiace solo per il finale".
Dopo la separazione, avvenuta lo scorso febbraio, il club rossonero ha infatti vissuto mesi decisamente complessi, culminati con la retrocessione in Serie D: "Speravo in un esito diverso. Ma la frenesia e la confusione che ho visto in quelle settimane purtroppo lasciavano presagire questo epilogo negativo. Troppi cambiamenti in panchina e con i Ds. Così è difficile raggiungere i risultati".
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