C’è un dato che più di ogni altro racconta la stagione della Scafatese: 53 gol segnati in 25 giornate, 63 punti in classifica e una differenza reti di +38. Numeri importanti, ma ancora più interessante è il modo in cui sono arrivati. Perché l’attacco gialloblù non ha un solo padrone, un unico protagonista, ma si regge su un equilibrio quasi perfetto tra più interpreti.

Domenico Maggio, classe 1990, è il capocannoniere interno con 11 reti e rappresenta il punto di riferimento offensivo. Subito dietro, però, non c’è distanza: Roberto Convitto e Salvatore Molinaro sono entrambi a quota 8, mentre Emilio Volpicelli segue con 7 reti. In pratica quattro giocatori sono racchiusi in un margine di appena quattro gol.

Se si sommano le reti di Maggio, Convitto, Molinaro  e Volpicelli, si arriva a 34 gol complessivi, oltre la metà dell’intero bottino offensivo. A questi si aggiungono i 4 gol di Lucas Dambros, i 2 di Palmieri e i 2 di Acquadro, che completano un quadro in cui ogni reparto contribuisce alla produzione offensiva. Solo nel 2026, la Scafatese ha realizzato 16 reti nelle prime 8 partite dell’anno solare, mantenendo una media esatta di due gol a gara. In questo periodo sono andati a segno Volpicelli, Maggio, Convitto, Molinaro, Dambros, Palmieri e anche centrocampisti come Acquadro e Sicurella.

Questo significa che l’attacco non si limita al tridente titolare, ma coinvolge un gruppo ampio, capace di mantenere alta la pericolosità anche con rotazioni e cambi a gara in corso.Una divisione quasi spontanea delle responsabilità sotto porta. Nessuno è irraggiungibile e nessuno è marginale. Ogni domenica può cambiare il protagonista, ma una cosa è certa, la Scafatese segna e vince.

In un campionato dove molte squadre dipendono da un singolo finalizzatore, questo equilibrio rappresenta un vantaggio concreto. Ed è proprio questa distribuzione a rendere la squadra imprevedibile e, fin qui, estremamente efficace.

Sezione: Girone G / Data: Mer 25 febbraio 2026 alle 15:32
Autore: Mariapaola Trombetta
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