Il dibattito sulla futura governance della FIGC entra nel vivo dopo la mossa della Lega Serie A, che ha ufficialmente avanzato il nome di Giovanni Malagò per la presidenza federale. Sulla questione è intervenuto Giancarlo Abete, attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti e figura di spicco nel panorama politico-sportivo, che ha espresso forti perplessità sul metodo utilizzato per arrivare a questa designazione. Secondo Abete, l'ordine delle priorità dovrebbe essere invertito, mettendo al centro del tavolo le riforme necessarie per il sistema calcio prima di discutere dei profili chiamati a guidarlo.

"Chiederò al consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò dalle società della Lega di A. Ovvero, attraverso una condivisione della candidatura, presentarmi prima nella logica di discussione dei contenuti per poi valutare quale è il punto di caduta dei nomi". Così Giancarlo Abete, presidente della Lnd, a margine della cerimonia di consegna del premio Bearzot, al Coni, in merito alla elezioni del nuovo presidente federale.

Abete ha sottolineato come la candidatura dell'ex Presidente del CONI rappresenti un'accelerazione improvvisa rispetto a un percorso che avrebbe dovuto basarsi sulla condivisione. "Io pensavo fosse più opportuno partire dall’incontro tra le componenti, valutare il documento del presidente Gravina e capire quali responsabilità ognuno intenda prendersi in relazione al futuro della Federazione", ha spiegato il numero uno della LND. Per Abete, l’obiettivo primario resta quello di arrivare a un programma comune: "Ben vengano altre proposte e disponibilità, perché l'obiettivo è confluire in una candidatura unica legata a un progetto condiviso; se questo non avvenisse, si deciderà in sede elettorale".

Nel merito dei contenuti, Abete ha richiamato l'attenzione sulla sostenibilità del sistema e sul ruolo fondamentale della Lega Dilettanti, che rappresenta la base del movimento con oltre un milione di tesserati. Analizzando le criticità emerse nel documento federale, ha toccato temi caldi come l'eccesso di professionismo e la valorizzazione dei giovani italiani. "Sostenibilità, utilizzo degli utili fiscali legati ai giochi e alle scommesse, valorizzazione dei giovani calciatori: sono queste le questioni su cui dobbiamo esprimerci", ha ribadito Abete, lanciando anche un monito sulla stabilità delle istituzioni calcistiche: "Ricordo che dal 2010 ad oggi in Lega Serie A si sono succedute 11 persone tra presidenti e commissari; serve continuità per lo sviluppo dell'attività giovanile".

Infine, l'ex presidente FIGC ha voluto rimarcare l'autonomia dello sport rispetto alle dinamiche della politica partitica, allontanando le voci di possibili influenze esterne sulla sua posizione o su quella della Lega Dilettanti. "Non sono un soggetto politico di nessun partito. L’ordinamento sportivo richiede il massimo livello di autodeterminazione e rispetto per le istituzioni della Repubblica secondo il cerimoniale", ha concluso, ribadendo che la disponibilità della LND al tavolo delle trattative servirà a garantire una pluralità di posizioni a difesa della base del calcio italiano.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 13 aprile 2026 alle 20:35
Autore: Andrea Delle Noci
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