Clima rovente, una cornice di pubblico degna di categorie certamente superiori, una partita mozzafiato fatta di rimonte e contro-rimonte. E poi lui, il numero nove, che sale in cattedra per trasformare in realtà i sogni di un intero popolo. Il pomeriggio vissuto ieri dagli oltre 8.000 tifosi barlettani al “Puttilli” ha tutte le carte in regola per essere ricordato a lungo.
La sfida contro il Fasano, valida per la 31ª giornata, si presentava come un crocevia decisivo per la stagione dei biancorossi e per la vetta del girone H. In città l’entusiasmo era palpabile: fin dai primi istanti si intuiva che non sarebbe stata una partita come le altre. D'altronde la posta in palio era troppo alta. Il Barletta capolista per blindare la vetta, il Fasano per rientrare in corsa e mettere pressione agli uomini di Paci, portandosi a meno due a quattro giornate dalla fine.
Sarà stata la scenografia imponente, con un “Puttilli” vestito a festa e una curva sud trasformata in un unico mare biancorosso; sarà stata la tensione legata alla situazione di classifica e all'alta posta in palio, fatto sta che la partita, per il Barletta, ha seguito uno spartito degno di un poema epico. L’inizio favorevole, la caduta, il momento di crisi, e poi la redenzione dell’eroe e il lieto fine. Il campo non ha tradito le attese: nessuna speculazione, nessun calcolo. Barletta e Fasano hanno dato vita a una battaglia vera, senza esclusione di colpi, con un solo obiettivo condiviso: la vittoria.
Barletta-Fasano, dallo svantaggio alla rimonta firmata Malcore
Dopo il vantaggio iniziale del solito capitan Lattanzio, la gara si accende a cavallo dei due tempi. De Mori ristabilisce la parità prima dell’intervallo, poi al 60’ Penza, servito in area da Falzerano, gela il “Puttilli” portando virtualmente il Fasano a meno due dalla vetta. Passano appena cinque minuti e Paci getta nella mischia Malcore, al rientro dopo cinque giornate di squalifica in seguito agli episodi avvenuti nella partita contro l’Afragolese dello scorso 22 marzo.
Al numero nove basta un quarto d’ora per riprendersi la scena: devia di tacco, al volo, uno schema su punizione di Alma, riaccendendo lo stadio. Più del gesto tecnico - comunque splendido - colpisce il dettaglio che lo precede. Un attimo prima della battuta, Malcore è infatti immerso nella mischia dell’area fasanese; poi, d’istinto, compie tre passi laterali, si sfila dalla linea difensiva e si costruisce lo spazio perfetto per impattare al volo il tiro del compagno.
Un dettaglio che può sembrare marginale, ma che potrebbe essere stato decisivo per la promozione del Barletta. È lì che si legge tutta l’essenza del numero nove: il senso del gol, l'istinto, l’anticipo, la capacità di “sentire” la traiettoria prima ancora che il pallone parta. E quando, a tempo ormai scaduto, arriva anche l’incornata vincente su assist di Piarulli per il 3-2 finale, l’esplosione del “Puttilli” diventa inevitabile.
Dal buio alla luce: il triplice fischio consegna al Barletta una vittoria che profuma incredibilmente di Serie C, ancora una volta, firmata da Malcore. Dopo le promozioni con Cerignola (2021/22) e Casarano (2024/25), il classe 1993 potrebbe aver messo la sua firma anche su quella del Barletta. Con la doppietta al Fasano sono otto gol in undici partite in maglia biancorossa per il tre volte capocannoniere del girone H, che, a 32 anni, non ha alcuna intenzione di smettere di essere protagonista. Per conferma, chiedere agli ottomila del “Puttilli”.
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