Certe stagioni raccontano più di tante parole. Raccontano continuità, responsabilità, presenza nei momenti chiave. Quella di Fabrizio Roberti è esattamente così: concreta, incisiva, determinante. Con 18 gol in campionato (più uno in Coppa) è il secondo miglior marcatore del girone, dietro solo a Lorusso, e rappresenta il riferimento offensivo di un Valmontone che ha costruito gran parte del proprio percorso proprio sulle sue giocate.
Non è solo una questione di numeri, ma di peso specifico. Roberti segna tanto, ma soprattutto segna quando serve: partite sbloccate, momenti complicati risolti, inerzie ribaltate. Nato a Roma nel 1993, attaccante centrale di struttura compatta e piede destro, Roberti non è un profilo improvvisato nel panorama dilettantistico. La sua carriera racconta un percorso costruito nel tempo, tra categorie importanti e piazze diverse, fino ad arrivare a diventare un punto fermo.
Nel suo passato c’è anche il calcio professionistico: tra le esperienze più significative quella con la Viterbese, che testimonia un percorso fatto anche lontano dai dilettanti. Ma è soprattutto nelle categorie intermedie e nella Serie D che Roberti ha trovato la sua dimensione ideale, trasformandosi progressivamente in un attaccante completo: meno istintivo e più consapevole, meno intermittente e più continuo. L’arrivo al Valmontone nell’estate 2024 segna una nuova fase della sua carriera: non più solo finalizzatore, ma leader tecnico e mentale.
La stagione della maturità e il peso dentro il Valmontone
Quella attuale è probabilmente una delle stagioni più complete della sua carriera. I numeri parlano chiaro, ma dietro c’è un percorso di crescita evidente. Roberti stesso lo ha ribadito con grande lucidità: “Sono soddisfatto a livello personale della stagione, ma speravamo tutti di poter fare meglio con questa squadra”. Non è un caso che i momenti migliori del Valmontone siano arrivati in parallelo con i suoi periodi più prolifici.
E poi c’è un dato che nel dilettantismo pesa quasi più dei gol stessi: la presenza. Roberti c’è sempre, si prende responsabilità, si espone. È il primo riferimento offensivo, ma anche uno dei primi a caricarsi la squadra nei momenti difficili. In una stagione in cui il Valmontone ha provato a restare agganciato alla zona playoff, la sua figura è diventata centrale anche dal punto di vista simbolico: non solo per i gol, ma per ciò che rappresenta, tra esperienza, affidabilità e identità.
Le parole del leader e i numeri di una carriera costruita nel tempo
Ci sono attaccanti che segnano. E poi ci sono quelli che, oltre ai gol, sanno spiegare una stagione. Fabrizio Roberti appartiene a questa seconda categoria. Dopo una fase complicata, i giallorossi hanno ritrovato equilibrio e risultati, e proprio in quel momento è emersa ancora di più la figura del loro numero 9 come guida emotiva del gruppo: “Ho sempre creduto che questa squadra potesse rientrare tra le prime cinque anche nei momenti più complicati”.
Dietro la stagione attuale c’è una carriera lunga e costruita passo dopo passo. Roberti ha attraversato tutte le categorie del calcio italiano, superando le 300 presenze con oltre 120 gol complessivi, confermandosi soprattutto in Serie D come attaccante continuo e affidabile. Negli ultimi anni ha mantenuto standard elevati: 11 gol con l’Avezzano nel 2023/24, 7 con la Luparense e 4 con l’Ostiamare nella stagione precedente, oltre ai 12 centri con l’Albalonga nel 2021/22. Guardando ancora più indietro emergono stagioni da protagonista assoluto, come i 25 gol con l’Ostiamare o i 29 in Eccellenza con il Trastevere. Un percorso che, passando anche dal professionismo con la Viterbese, lo ha formato fino a renderlo oggi un attaccante completo, capace di incidere nei momenti decisivi.Ora, a due giornate dalla fine, resta l’ultimo tratto di stagione, quello in cui i gol diventano ancora più pesanti. Il Valmontone guarda alla classifica con ambizione, sapendo che molto passerà ancora dai piedi del suo numero 9. Roberti ha già fatto la sua parte, e anche oltre. Ma nel calcio, soprattutto a questi livelli, c’è sempre un ultimo scatto da fare. Perché quando il pallone pesa, i giocatori veri si vedono. E Roberti, quest’anno, ha dimostrato di esserlo.
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