Un viaggio tra passione e dedizione: la storia di Roberto Vagnoni non solo allenatore ma anche uomo di fatica e impegno
L'intervista con Roberto Vagnoni, allenatore del Notaresco, offre uno sguardo approfondito sulle attuali prestazioni della squadra nel campionato di Serie D. Vagnoni discute delle sfide e delle opportunità che la sua squadra sta affrontando, evidenziando l'importanza di una mentalità unita e del supporto della società.
Il cammino del Notaresco in Serie D sta andando bene. L'allenatore come prima cosa ringrazia la società, il presidente e tutti. Per il momento, facendo mille scongiuri, il suo lavoro sta riuscendo alla grande. Vagnoni sottolinea l'importanza di "costruire una certa mentalità", evitando di concentrarsi su chi si trova in fondo alla classifica. "Per me è fondamentale instaurare nel gruppo la giusta mentalità e costruire una squadra unita con giocatori di esperienza come Infantino, Formiconi e altri." Grazie ai buoni risultati ottenuti in Coppa Italia contro Giulianova e Teramo, la squadra ha acquisito fiducia. "Abbiamo una buona squadra. Se ci saranno dei momenti difficili, bisognerà gestirli e uscirne tutti insieme nella maniera giusta”.
Vagnoni prosegue parlando del budget ridotto della squadra, dicendo: "Abbiamo un budget rispetto agli altri davvero ridimensionato. Però la società fa le cose per bene, sono molto attenti." Questo ha permesso di attrarre "giocatori bravi che possono stare in un contesto come quello di Notaresco perché è una famiglia e si sentono tranquilli." Molti di questi giocatori, afferma, "preferiscono stare lì piuttosto che andare in una piazza più importante dove magari hanno più soddisfazione quando si vince, ma anche più stress e contestazioni."
Vagnoni osserva che il campionato è iniziato da diverse giornate ma che ora si godono questo buon momento e parlare di un obiettivo finale è ancora molto presto. Tuttavia ammette: "Adesso, il Notaresco sarà "attenzionato di più dagli avversari visto i risultati positivi della squadra".
Dalla fabbrica al campo: il doppio impegno di Vagnoni
Vagnoni non è solo un allenatore; da quando ha iniziato a muovere i primi passi nel calcio, lavora anche come operaio in un'azienda metalmeccanica del territorio marchigiano. "Ho una carriera di 15 anni in tutte le categorie. Ogni anno è una scuola e il fatto di lavorare e allenare è veramente significativo per me." Riconosce il contributo dei suoi collaboratori: "Devo tanto ai miei collaboratori che mi aiutano nella gestione della squadra, quando arrivo al campo mi preparano dei video in supporti agli allenamenti."
La gestione del lavoro e dell'allenamento è diventata "molto naturale" per lui, e riflette: "Quando sento dire a un ragazzo di vent’anni che è stanco, penso sempre ai tanti sacrifici che ho fatto in passato e che continuo a fare e cerco di motivarlo." Infine, sottolinea l'importanza di una corretta alimentazione per chi vuole diventare un calciatore e farne un lavoro: “Io continuo ad allenarmi ogni giorno per mantenermi in forma soprattutto per combattere il crescere degli anni (ride ndr)”.
Dallo spogliatoio al campo: la sfida nella gestione psicologica nel calcio
In conclusione, abbiamo toccato il tema psicologico e della gestione dello spogliatoio. Aspetto fondamentale nella realtà di oggi. "Gestire l'aspetto psicologico con i giocatori, soprattutto quelli giovani, è una sfida." Vagnoni spiega che i ragazzi di 17-18 anni si ritrovano in un campionato davvero importante." È fondamentale non bruciare le tappe: "Se un ragazzo è bravo a 18 anni, non c'è bisogno che sia fuori quota, va introdotto perché è giusto." La creazione di un buon spogliatoio avviene, quando si mandano messaggi identici a tutti e non si fanno figli e figliastri. "Io alleno tutti e 22, non solo 11-12. Tratto tutti alla stessa maniera e questo messaggio porta a fare spogliatoio." Se ci si concentra solo su un numero ridotto di giocatori, avverte, "quando poi non si vince qualcosa viene fuori e quindi lo spogliatoio lo fai con i messaggi giusti."
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