Ci sono partite che valgono tre punti e poi ci sono i derby, quelli che valgono una stagione intera. Domenica 1 marzo, allo stadio "Del Conero", non andrà in scena semplicemente la ventiseiesima giornata del Girone F di Serie D: sarà un pomeriggio carico di memoria, orgoglio e tensione. Ancona contro Maceratese non è solo calcio, è una questione di identità.

L’Ancona arriva a questo appuntamento con il peso delle grandi ambizioni, salda al secondo posto della classifica con 58 punti. La città sente il profumo di qualcosa di importante e il Conero, nei grandi appuntamenti, rappresenta uno scenario capace di diventare un amplificatore emotivo della gara. I dorici sanno di non potersi permettere passi falsi proprio adesso, ma sanno anche che le partite più delicate sono quelle in cui bisogna saper restare lucidi.

La stagione dei biancorossi è stata una lunga corsa fianco a fianco con il Teramo, un duello fatto di continuità e reazioni immediate. Anche l’eliminazione dalla Coppa Italia ha avuto un effetto particolare: ha tolto energie, ma ha concentrato le attenzioni sull'unico grande obiettivo. Il pareggio di Pomezia, arrivato in piena emergenza senza Kouko, Rovinelli, Battista e Proromo, ha confermato la capacità di adattamento del gruppo di Maurizi, che ha mantenuto la vetta sfruttando il passo falso del Teramo.

Resta però l'allerta infortuni: si monitorano Gerbaudo, Bonaccorsi e Pecci (alle prese con una tendinite), mentre è ufficiale il rientro di Kouko dalla squalifica.

Dall’altra parte c’è una Maceratese al decimo posto con 30 punti, reduce da mesi complicati. Per la squadra di Matteo Possanzini, il derby è molto più di una trasferta difficile: è l'occasione per cancellare l'ombra del 5-1 dell'andata, una ferita ancora aperta nel cuore della tifoseria. Nonostante le fragilità difensive mostrate in passato, il mese di febbraio ha raccontato un’altra storia. La vittoria sul Notaresco ha restituito consapevolezza. Il peso della manovra sarà sulle spalle di Mattia Gagliardi, supportato da Ciabuschi e De Angelis, mentre in difesa il capitano Lucero dovrà guidare il reparto con esperienza. Spazio anche alla linea verde, con giovani come Ciattaglia pronti a dimostrare il valore del progetto biancorosso.

Il Conero sarà un teatro vero, con il vento del mare e una cornice di pubblico pronta a spingere dal primo all’ultimo minuto. All’Ancona, che ha costruito una rosa giovane ma collaudata, i tifosi guardano con orgoglio alla crescita di elementi come il portiere Giulio Mengucci, la solidità di Enrico Rovinelli e la qualità di Matteo Gerbaudo.

Il derby arriva in un momento caldissimo del Girone F: davanti la corsa alla promozione non lascia margini, dietro nessuno può permettersi passi falsi. Ogni punto pesa, ma in una sfida così il peso raddoppia. Ancona e Maceratese si portano dietro una rivalità lunga decenni, fatta di categorie diverse, cadute e rinascite. Al Conero saranno novanta minuti che possono alimentare un sogno o riaprire vecchie ferite, ma che comunque aggiungeranno un’altra pagina intensa alla storia del calcio marchigiano.

Sezione: Girone F / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 14:56
Autore: Mariapaola Trombetta
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