Sette punti nelle prime quattro giornate, due vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. Il Real Forio ha iniziato la sua prima storica stagione in Serie D mostrando fin da subito di poter competere nella nuova categoria.

Un avvio importante per una neopromossa chiamata ad affrontare per la prima volta il girone H, ma che non sorprende del tutto il presidente Luigi Amato: "È un inizio meraviglioso e speravamo di poter cominciare in questo modo" - afferma il presidente a SerieD24. "Abbiamo lavorato tanto nella costruzione della squadra e durante il precampionato, quindi eravamo consapevoli di aver fatto un buon lavoro sia sul mercato sia dal punto di vista tecnico e tattico. Il girone H è un girone di ferro e siamo contentissimi di questa partenza".

La vittoria contro il Brindisi, arrivata all’esordio, ha rappresentato il primo segnale forte della stagione: "Ci ha dato tanta consapevolezza e l’ha data anche alla città. Vincere in quel modo contro una realtà così importante ha fatto capire che questa squadra può giocarsela anche in Serie D".

Un entusiasmo che non modifica, almeno per il momento, gli obiettivi dichiarati dal club. Già dopo la promozione Amato aveva parlato della Serie D come di un punto di partenza e il presidente continua a guardare oltre: "Vogliamo fare molto bene e portare quanto più in alto possibile i colori del Real Forio. Sono una persona testarda, voglio sempre provare a raggiungere un gradino in più e non mi accontento mai. Questo deve essere l’inizio di un percorso di crescita per la società e per una piazza che merita tanto".

Sulla possibilità di alzare già l’asticella, però, Amato preferisce mantenere prudenza: "I playoff? Sono napoletano e molto scaramantico. Il nostro primo obiettivo è raggiungere il prima possibile la quota salvezza, poi vedremo quello che potremo fare".

Alla base del buon impatto con la categoria c’è soprattutto la continuità rispetto alla squadra capace di conquistare la promozione. Il Real Forio ha confermato Carlo Sanchez e diversi protagonisti della passata stagione, intervenendo soltanto nei reparti ritenuti necessari.

"Dietro questo progetto ci sono lavoro, analisi e programmazione. Nel calcio non si costruisce nulla dalla sera alla mattina. Siamo partiti dalle nostre certezze, da un gruppo di calciatori soprattutto ischitani che rappresentano il cuore della squadra, e abbiamo inserito giocatori che conoscessero bene la categoria. Lo stesso vale per Sanchez, per i direttori Manna e Pisani e per il direttore generale Antonio Milanese. Tutto ciò che funziona non va stravolto, ma migliorato".

Una rosa che il presidente considera oggi completa, pur lasciando aperta la porta a eventuali opportunità: "Saremo sempre vigili perché vogliamo continuare a migliorarci. Al momento siamo coperti in tutti i reparti, ma nel calcio possono presentarsi occasioni che ti fanno venire l’acquolina in bocca. Se dovesse esserci un giocatore in grado di aiutarci ulteriormente nel nostro percorso di crescita, non ce lo faremo scappare".

Il salto in Serie D ha significato anche una crescita economica, logistica e organizzativa particolarmente impegnativa per una società che opera su un’isola e rappresenta un comune di circa 16 mila abitanti"Giocare a Ischia è logisticamente molto complicato. Il territorio vive soprattutto di turismo e garantire strutture e alloggi ai calciatori che arrivano da fuori comporta costi importanti, soprattutto durante l’estate. La Serie D significa anche ritiri fuori regione, trasferte e budget differenti. Sapevamo però a cosa andavamo incontro e ci eravamo preparati".

In questo percorso, secondo Amato, sarà fondamentale anche il rapporto con il territorio: "Dobbiamo riuscire a coinvolgerlo sempre di più, anche se la risposta dei tifosi è già stata straordinaria e la campagna abbonamenti ha raggiunto numeri mai visti prima".

Una crescita che assume un significato ancora maggiore considerando la storia calcistica dell’isola, per anni legata soprattutto all’Ischia Calcio"Per tanti anni le altre realtà dell’isola hanno vissuto all’ombra dell’Ischia. Adesso Forio si sta prendendo la propria scena, attraverso i risultati, l’organizzazione e la crescita della società. Avere due squadre in Serie D a dieci chilometri di distanza deve essere un motivo di orgoglio e non di tensione".

Il presidente sottolinea anche il valore simbolico del confronto con piazze molto più abituate a certi livelli: "Oggi ci confrontiamo con società e città che hanno vissuto Serie B, Serie C e professionismo. Essere allo stesso tavolo è qualcosa che ci rende enormemente orgogliosi".

Ed è proprio il professionismo il sogno che Amato non nasconde pensando al futuro del club: "Tra cinque anni mi piacerebbe vedere il Real Forio nel mondo dei grandi, nel calcio che conta. Mi auguro che si possa parlare di questa società come di una giovane realtà emergente del calcio italiano e sogno di vedere questa realtà isolana tra i professionisti".

Un’ambizione chiara, ma accompagnata dalla consapevolezza del percorso ancora da fare: "Io lavorerò in questa direzione, sapendo che nel calcio nulla è scontato. Oggi ci godiamo quello che abbiamo costruito, ma con uno sguardo rivolto a un futuro che speriamo possa essere ancora più importante".

Sezione: Interviste e Storie / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 11:42
Autore: Andrea Delle Noci
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