Non si è mai troppo piccoli per sognare. È questa l'unicità della Serie D, che dà spazio a realtà storiche e blasonate e a quelle più periferiche e meno note. In campo però tutto questo si azzera, che si giochi in stadi che hanno visto la Serie A o in semplici campi di provincia. E allora è possibile che anche la squadra di un paese di 400 abitanti delle vallate piacentine vinca la sua prima partita all'esordio nella categoria.

Sta iniziando a far parlare di sè il Nibbiano&Valtidone, che ha vinto per 1-0 all'esordio nel girone B sul campo del Club Milano. Una vittoria che chiude un cerchio aperto nel lontano 2012, da chi ancora oggi è l'anima di questa favola: "È stato molto emozionante, è stata una prima volta storica nell'anno del nostro centenario - ha raccontato a SerieD24.com Filippo Alberici, vicepresidente e figlio del presidente Valter - .Siamo una realtà di un paese di 400 abitanti, sembra una favola essere arrivati a giocare queste partite. Sentiamo di aver scritto un pezzo di storia del calcio dilettantistico piacentino, se ce lo avessero detto quando siamo partiti non ci avrebbe creduto nessuno". 

IL MODELLO NIBBIANO - Fondato nel 1927, il Nibbiano non aveva mai giocato al di sopra della prima categoria, fino all'inizio dell'era Alberici. Dal 2012 è cambiato tutto, con quattro promozioni consecutive e l'approdo in Eccellenza: "Siamo partiti subito con ambizione, ma già arrivare in Promozione sembrava qualcosa di incredibile. Arrivando in Eccellenza avevamo già scritto una parte importante della nostra storia. Ora la Serie D è veramente un sogno". Un traguardo costruito attraverso altri nove anni di crescita: "In Eccellenza ci siamo strutturati come società e dopo qualche anno abbiamo provato ad alzare l’asticella. Già prima del covid avevamo una squadra molto competitiva, ma c’era stata una fase di stallo con lo stop dei campionati. Dal 2023 ci abbiamo provato sempre di più". 

Un sogno che per un momento sembrava sfumato, con lo spareggio promozione perso contro la Correggese alla fine della stagione 2024/25: "Già quello sembrava l’anno buono: a un certo punto eravamo primi a +6. Siamo stati molto bravi, perché dopo aver perso una partita del genere è difficile ripetersi l’anno successivo. Invece abbiamo dominato il campionato, facendo il record di punti del nostro girone". Dalla terza categoria alla Serie D, sempre nel segno della famiglia Alberici e di un'identità che non cambia: "A gestire il club siamo noi come famiglia e tanti volontari appassionati. A parte lo staff tecnico, tutte le persone che seguono la squadra - magazzinieri, team manager, addetto stampa - sono di Nibbiano o dei paesi limitrofi e sono qui per passione. Questa è una cosa abbastanza unica in Serie D. Lo viviamo come se fosse un calcio d’altri tempi, ci viene tutto naturale: ci piace andare a vedere la partita alla domenica in famiglia e prima pranzare insieme con amici.  Non abbiamo mai pensato di rallentare o di smettere".

IL RAPPORTO COL TERRITORIO - Dalla fusione del 2016, che ha fatto del Nibbiano l'attuale Nibbiano&Valtidone, la squadra non è più solo il simbolo di un piccolo paese di 400 abitanti, ma ormai di tutta la valle: "Il nostro campo a Nibbiano ha delle criticità che non permettono l'omologazione per la Serie D. Abbiamo dei progetti in corso col comune per strutturarlo maggiormente, ma ha dei limiti importanti. Manterremo lì la Juniores nazionale, anche per mantenere il legame col paese. Ma la prima squadra giocherà a venti minuti da qua, a Borgonovo, che è stato il giusto compromesso. Avevamo alternative, ma non volevamo abbandonare il territorio". Una delle prossime sfide è diventare un punto di riferimento anche per i giovani: "Già quest’anno abbiamo una Juniores competitiva, ma se dovessimo mantenere la categoria dovremo introdurre anche gli allievi nazionali. Una cosa che ci potrebbe interessare è allargarci per valorizzare i ragazzi di tutta la Val Tidone, magari in collaborazione con altre società locali". 

E, a proposito di territorio, il girone B regalerà due derby tutti piacentini: "Domenica contro il Fiorenzuola sarà già un derby importantissimo, è il primo che giocheremo in Serie D e ha il suo fascino. Poi ci siamo già segnati la data della partita contro il Piacenza al Garilli, che sarà il punto più alto della nostra storia. Pensare che in uno stadio in cui è stata giocata la Serie A giocherà il Nibbiano sarà una soddisfazione molto grande".

TRA SOGNI E OBIETTIVI - Ora il Nibbiano spera in un'altra stagione storica, dopo l'ultima da sogno in Eccellenza: "Ci portiamo dietro momenti memorabili. Oltre alla vittoria del campionato, c'è stata la finale di coppa regionale contro l’ex Spal, che ha ancora il sostegno dei tifosi che aveva in Serie A. Abbiamo giocato in campo neutro e abbiamo portato tre pullman di tifosi, di fatto erano più del paese di Nibbiano. Dall’altra parte c’erano i loro ultras, che hanno cantato tutta la partita. Vincerla per noi è come aver conquistato un campionato a parte, era la prima volta che giocavamo una partita del genere".

E in Serie D l'obiettivo è chiaro: "Penso che abbiamo una buona squadra, io spero in una salvezza tranquilla. Abbiamo giocatori dallo scorso anno molto validi, oltre ad altri nuovi molto importanti per la Serie D. I ragazzi tengono sempre i piedi per terra, passano tempo tra di loro anche fuori dal campo e stanno bene insieme. Il gruppo è forte e quando arriveranno i momenti difficili sarà più semplice uscirne. Noi dobbiamo ragionare partita per partita senza metterci troppo avanti, possiamo essere una mina vagante". Ma nemmeno ora, il Nibbiano vuole smettere di sognare: "Il sogno è fare un campionato nella parte sinistra della classifica e consolidarci nella categoria". 

Sezione: Interviste e Storie / Data: Sab 12 settembre 2026 alle 10:00
Autore: Simone Solenghi
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