La pressione sa condizionare negativamente i calciatori, ma in certi casi e in base a come la si gestisce, sa anche rivelarsi un vero e proprio privilegio. Lo sa bene Faizal Bangal, attaccante della Turris e della nazionale mozambicana reduce da diverse stagioni in Serie D disputate nel nord Italia tra Scanzorosciate, Caravaggio, Alcione Milano, Luparense e, infine, Mestre.
L'obiettivo per la stagione appena iniziata, come dichiarato dallo stesso Bangal ai nostri microfoni, era inizialmente quello di salutare almeno momentaneamente l'Italia per dare il via a un nuovo capitolo della propria carriera all'estero. A metà agosto, però, la chiamata della Turris e la possibilità di vivere in prima persona il panorama dilettantistico meridionale hanno convinto il classe '95 a proseguire la propria avventura italiana.
“Ho aspettato tanto prima di scegliere la nuova squadra perché attendevo un’opportunità fuori dall’Italia. Verso metà agosto, poi, tra una squadra estera e la Turris ho scelto la Turris. Mi ha chiamato Giampà e mi sono subito reso disponibile, volevo provare già da un paio di anni un’esperienza nel Sud Italia - racconta ai nostri microfoni il centravanti -. Con il Mozambico sono abituato a giocare davanti a un pubblico di 30/40 mila persone, mentre in Italia mi stavo abituando ai 300/400 spettatori. Era una cosa tosta da accettare mentalmente e quindi, quando è arrivata la proposta della Turris, ho colto la palla al balzo”.
La fase di ambientamento si è rivelata parecchio agevole. L'organico ha accolto con piacere l'esperto centravanti, che in maglia biancorossa non vuole porsi limiti: “Il gruppo è composto da tanti bravi ragazzi, mi sto trovando bene con tutti. Siamo una squadra forte, ragioniamo partita dopo partita ma vogliamo sognare”.
"IL CLIMA CAMPANO MI FA SENTIRE VIVO" - La prima gara di campionato ha dimostrato a Bangal quanto il pubblico possa rivelarsi determinante. Il 4-3 a discapito del Martina deciso da una rete allo scadere ne è la prova: “Tra il calcio del Sud e quello del Nord c'è una bella differenza. Il pubblico di Torre del Greco è parecchio caldo anche per via del fatto che il calcio in città è mancato per oltre un anno e mezzo. Questo è il tipo di clima che ti fa sentire vivo”.
Tra giovani in rampa di lancio e attaccanti esperti, la qualità, nel reparto offensivo biancorosso, non manca affatto. Per Bangal, però, questo può solo rivelarsi uno stimolo in più: “La competitività è la benzina del nostro lavoro, non ha senso allenarsi con la sicurezza di giocare”.
Adesso, però, facciamo un passo indietro e ripercorriamo le tappe più importanti della prestigiosa carriera di Faizal Bangal, oggi trentunenne e più in forma che mai.
L'ARRIVO IN ITALIA E LE PRIME VOLTE TRA I GRANDI - Ad accogliere in Italia il centravanti è stata Bergamo, negli ultimi anni al centro del panorama calcistico nazionale e non solo. Oltre venti anni fa, la città lombarda e l'Atalanta non godevano dell'appeal attuale, anche se il vivaio ha sempre sfornato un importante numero di talenti e conquistato grandi risultati a livello giovanile, come ricorda lo stesso centravanti africano: "Quando sono arrivato a Bergamo, mi sono iscritto in una scuola calcio del posto prima di andare all’Atalanta sei mesi dopo e fare tutta la trafila del settore giovanile - prosegue -. Il vivaio nerazzurro è sempre stato uno dei migliori di tutta Italia. Crescere lì mi ha aiutato parecchio, dentro e fuori dal campo”.
Tra i professionisti, Bangal ha collezionato 24 presenze e sole 2 reti, entrambe in Coppa Italia Serie C. L'avventura tra i grandi del classe '95 - all'epoca ventenne - non è stata proprio da ricordare, come ci ha raccontato lui stesso: “Se avessi avuto la testa di oggi, in C sarebbe andata diversamente. Lo step dal settore giovanile alla C è stato particolare. Essere catapultato in una squadra con ambizioni e idee di gioco diverse da una formazione giovanile ti condiziona eccome. Non a caso, i giovani fanno spesso fatica a rendere”.
IL RITORNO IN ITALIA E LA ROTTURA DEL CROCIATO - Alle stagioni in Serie C ne è seguita una nella massima serie albanese. 32 apparizioni e 4 reti in maglia Teuta per lui, che al termine dell'avventura è tornato all'Atalanta. L'intenzione del centravanti e del club era quella di trovare una nuova sistemazione che facesse al caso suo, ma nessuna trattativa è andata in porto. Di conseguenza, Bangal è rimasto a Bergamo per l'intera annata senza mai trovare minutaggio: “Sono rimasto oltre un anno fuori rosa all’Atalanta, mi allenavo da solo a Zingonia e non è stato semplice. Il calcio ti eleva ma sa anche dimenticarti facilmente. Dopo quell’anno, sono dovuto ripartire da zero”.
A dargli fiducia e a fare affidamento su di lui, per primo, è stato lo Scanzorosciate, che gli ha dato l'occasione di misurarsi per la prima volta con la Serie D: “Avevo bisogno di ritrovare minutaggio e sono stato accolto in giallorosso. È stata la soluzione migliore per ripartire”.
L'approccio con la massima serie dilettantistica non è stato soddisfacente ma, con il tempo, Bangal è riuscito a ritrovare la migliore condizione possibile, tornando anche a far gol. 50 le presenze con lo Scanzorosciate, condite da 5 reti. A seguire, con Caravaggio e Alcione Milano, ha incrementato il proprio rendimento iniziando a garantire maggiore affidabilità, sotto l'aspetto realizzativo e non solo.
Nel 2023 Bangal si trasferisce alla Luparense. L'avvio è parecchio emblematico e non ha bisogno di ulteriori commenti: in 9 gare, il centravanti mette a segno 6 reti fornendo 4 assist ai compagni. Basta una gara in nazionale, però, per cambiare tutto e mettere alla prova la forza di Bangal, ancora una volta. In occasione della sfida tra il suo Mozambico e il Botswana, infatti, rimedia la rottura del legamento crociato. Si spengono, così, i suoi sogni di partecipare alla Coppa d'Africa: “Quell'episodio mi ha segnato tanto, è stato forse il momento più difficile della mia carriera. Venivo da una super annata, avevo iniziato bene il mio campionato e a dicembre iniziava la Coppa d’Africa. Quell'infortunio mi ha tenuto fuori per tutto l’anno”.
L'EMOZIONE DI RAPPRESENTARE LA PROPRIA GENTE - Dopo la Luparense, Bangal approda al Mestre. Il rientro in campo, stavolta, sorride al classe '95, autore di venti reti nell'arco di due stagioni. Il suo rendimento in fase offensiva gli vale diverse altre presenze con la selezione africana e, soprattutto, la convocazione per la Coppa d'Africa 2025, a cui l'attaccante prende parte collezionando anche una rete, speciale non solo per lui ma per l'intero Mozambico: "Rappresentare il Mozambico è sempre emozionante. Fare parte di quei 25/30 giocatori convocati regolarmente in un paese di 30 milioni di abitanti è un grande onore. Per quelle due settimane ti senti giocatore, visti anche i compagni con cui condividi lo spogliatoio".
"Segnare in Coppa d’Africa è stata la ciliegina sulla torta di un percorso stupendo - racconta Bangal -. È coinciso con la prima storica vittoria in nazionale del Mozambico e mi emoziona pensare di aver contribuito a fare la storia”.
LA NUOVA SFIDA IN CAMPANIA - Con cinque punti, la Turris occupa oggi la settima posizione nel girone H. Reduce da una vittoria e due pareggi, il club biancorosso è ancora imbattuto e affila le armi in vista della trasferta di domenica fra le mura del Brindisi.
Bangal non ha ancora trovato la via del primo gol stagionale, seppur abbia già lasciato il segno fornendo l'assist vincente a Lo Iacono in occasione della gara contro il Martina, vinta al 96' per 4-3. Da parte sua, però, filtra il massimo ottimismo sotto questo aspetto: “Sono sempre convinto che gli obiettivi personali e quelli di squadra vadano di pari passo - conclude -. Abbiamo una squadra forte e sono tranquillo perché so che i numeri arriveranno”.
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