A volte bisogna avere il coraggio di ricominciare. Lasciare alle spalle ciò che è stato, voltare pagina e iniziare a scrivere una nuova storia. Una pagina bianca, senza certezze, ma con nuovi obiettivi e una nuova missione. È da qui che è ripartita la Pro Patria.

Dopo una stagione conclusa con la retrocessione in Serie D, a Busto Arsizio è arrivata un’estate intensa, fatta di cambiamenti, passaggi societari e decisioni da prendere in tempi stretti. Un’estate rovente, nella quale il club ha dovuto prima di tutto ricostruire le proprie fondamenta. La Pro Patria ha salutato la presidenza di Patrizia Testa, attraversato una breve fase di Travagin e poi definito l’attuale assetto societario, composto da Estrella con il 51%, dalla Finnat e da Luca Bassi, socio di minoranza già presente. Alla presidenza è stata nominato l’avvocato Rosanna Zema.

Una nuova società, dunque, costruita in poco tempo e con tutte le difficoltà legate ai passaggi burocratici. Ma mentre fuori dal campo si lavorava per dare forma al nuovo corso, dentro si iniziava già a pensare alla squadra.

Il compito è stato affidato a Giovanni Giovanditti, responsabile dell’area tecnica, e a Raffaele Ferrara, direttore tecnico, chiamati a costruire praticamente da zero una rosa in grado di rappresentare la nuova Pro Patria. E per farlo serviva prima di tutto una guida: Mauro Zironelli.

Il lavoro silenzioso di Zironelli 

Il condottiero scelto per accompagnare la ripartenza. Un allenatore che ha fatto del lavoro quotidiano la propria filosofia, mettendo il gruppo davanti al singolo e la crescita della squadra davanti a qualsiasi risultato immediato. È anche attraverso il suo lavoro che a Busto Arsizio si è creato un ambiente nel quale i giocatori possono sentirsi protagonisti e, soprattutto, crescere. Lo ha raccontato lo stesso dopo la vittoria contro l’Arconatese: “Io ho vinto dieci anni fa il campionato di Serie D. Erano tanti anni che non trovavo dei giocatori che volevano giocare a calcio. Io sono contento perché hanno dei miglioramenti importanti. Sto trovando delle belle cose e sono contentissimo”. Parole semplici, ma che raccontano bene il momento della Pro Patria. Una squadra che fin dalle prime uscite ha mostrato compattezza, entusiasmo e voglia di lavorare. In Coppa Italia Serie D sono arrivati due turni superati, e anche in campionato il cammino è stato perfetto: quattro partite, quattro vittorie e dodici punti. 

Un avvio importante per una squadra che vuole essere protagonista nel Girone D di Serie D, con l'ambizione di lottare per il vertice e provare, passo dopo passo, a inseguire quel sogno chiamato professionismo. Ma la stagione è appena iniziata e a Busto Arsizio lo sanno bene. Per questo la parola d’ordine resta una: piedi per terra.

È la mentalità che Zironelli prova a trasmettere ogni giorno ai suoi giocatori. Allenamenti intensi, carattere, sacrificio e attenzione ai dettagli. Poi ci sono le partite, il momento in cui tutto ciò che viene preparato durante la settimana prende forma. E vedere i propri ragazzi giocare, divertirsi e riconoscersi nel lavoro fatto sul campo rappresenta forse la soddisfazione più grande per un allenatore. Perché la Pro Patria non vuole vivere guardando gli altri. Vuole concentrarsi su sé stessa, sulla propria crescita e sulla costruzione di un gruppo capace di affrontare ogni difficoltà insieme. Perché prima ancora della classifica, a fare la differenza è la squadra.

Tutti dentro il progetto

E proprio qui si trova uno degli aspetti più importanti della nuova Pro Patria. Un allenatore, per quanto possa avere idee e personalità, non è nulla senza i propri giocatori. Per questo il progetto ha coinvolto tutti, dal primo elemento arrivato durante la preparazione fino agli ultimi innesti. L'obiettivo è chiaro: portare l'intera rosa allo stesso livello di coinvolgimento, fare sentire ogni giocatore parte della squadra e avere tutti pronti nel momento del bisogno. Un concetto che nelle prime uscite stagionali ha già trovato conferma.

Tra i pali, Bajrami ha mostrato sicurezza in Coppa Italia Serie D, mentre Ryan Gnonto ha iniziato un percorso di crescita importante. Nelle ultime due gare di campionato è stato invece impiegato Lorenzo Maddalon, protagonista di un esordio rocambolesco contro il Pontedera e capace di mostrare subito personalità contro l’Arconatese regalando anche un intervento spettacolare con una sola mano sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

In difesa, il punto di riferimento è il capitano Benedetti, leader indiscusso in campo. Ma intorno a lui c’è un reparto costruito mettendo insieme caratteristiche differenti: la qualità di Cannistrà, il movimento e i gol di Arpino, la fisicità e la sicurezza di Aliata nonostante la giovane età, l’esperienza di Mapelli, la duttilità di Rossi e l’entusiasmo accompagnato dalla grinta di Boinaidi.

A centrocampo, Gianola rappresenta un altro punto di riferimento, affiancato da Biagio Morrone, uno dei perni della squadra. Poi c’è Bianchini, il giocatore che lavora per il collettivo, quello che mette le proprie energie al servizio dei compagni. Accanto a lui il giovane Gentile, un under instancabile che non si risparmia mai, e Allasufi, che dopo essersi messo in mostra nel settore giovanile ha iniziato a portare la stessa determinazione anche tra i grandi.

L'attacco instancabile

Anche davanti Zironelli ha trovato risposte importanti. Non c’è un solo protagonista, ma un reparto nel quale ognuno sta provando a lasciare il proprio segno. Forchignone lo ha fatto con il carattere, continuando a spingere anche quando i crampi avrebbero potuto fermarlo. Siega porta esperienza e quella capacità di essere un riferimento anche per i più giovani, mentre Baraye ha già mostrato di poter incidere nei momenti che contano. Nanni, invece, mette insieme leggerezza e personalità, due ingredienti che in una stagione lunga possono diventare preziosi. Poi c’è Barranco, che contro l’Arconatese si è preso il pomeriggio: un gol, un assist e una prestazione da protagonista, la prima vera firma sulla sua stagione. Una di quelle giornate che possono cambiare il modo in cui un attaccante guarda al proprio percorso. E se si parla di carattere, impossibile non tornare a Pontedera. Maistrello era appena entrato, ancora a freddo, quando si è preso la responsabilità di calciare un rigore. Un gesto che racconta molto più di un semplice episodio: la voglia di esserci, di prendersi responsabilità e di mettersi a disposizione della squadra. Nel frattempo, anche Fratini ha iniziato a scrivere la sua storia con l’esordio in Coppa Italia. Tanti volti, modi diversi di incidere, la stessa maglia. Ed è proprio questa varietà che permette a Zironelli di guardare al reparto offensivo con la consapevolezza di avere più soluzioni, ma soprattutto più giocatori pronti a sentirsi protagonisti.

Tanti giocatori, tante caratteristiche e storie diverse. Un'unica maglia e un unico progetto. È questa, forse, la fotografia più bella della nuova Pro Patria. Una squadra che non è nata già pronta, ma che si sta costruendo giorno dopo giorno. Una squadra che ha dovuto ripartire da una pagina bianca e che adesso, una riga alla volta, sta iniziando a scrivere la propria storia.

Quattro partite, quattro vittorie, dodici punti. I numeri raccontano un inizio importante, ma non cambiano la direzione. La strada è ancora lunga e il campionato ha appena cominciato a raccontare la sua storia. Il sogno del professionismo oggi è ancora lontano. Ma è proprio dai sogni che spesso nascono i progetti più belli. E a Busto Arsizio hanno deciso di tornare a sognare, senza dimenticare la realtà. Perché questa Pro Patria non vuole guardare gli altri. Vuole guardare avanti. Una partita alla volta. Un passo alla volta. Una nuova pagina alla volta.

Sezione: Girone D / Data: Mar 22 settembre 2026 alle 09:04
Autore: Alessia Albani
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