Entusiasmo, passione e grinta sono sempre state il motore di Fabio Nisticò, ex allenatore del Bra pronto a rimettersi in gioco in una squadra che possa fargli vivere ancora forti emozioni. Nel corso della sua carriera, l'allenatore ha lavorato tanto, facendo dei sacrifici importanti: l'obiettivo però, è sempre stato quello di dare tutto, cercando di trasmettere l'adrenalina ai suoi calciatori. 

Con i giallorossi ha conquistato un traguardo importantissimo e atteso da tantissimi anni, settantasette per la precisione: la promozione in Serie C. Una favola iniziata durante il pre-campionato e proseguita con dedizione, lavoro quotidiano, intensità e un sogno preciso, chiaro fin da subito: "Sapevamo di non essere tra le favorite; anzi. L'obiettivo era la salvezza. Quando siamo andati in ritiro, però, è scattata la scintilla. Ci siamo resi conto - tra un'amichevole e un'altra, vinte con risultati netti e belle prestazioni - che se avessimo dato il 100% avremmo potuto realizzare una favola". 

Eppure a inizio stagione l'obiettivo dichiarato era la salvezza; confermato, tra l'altro durante le conferenze stampa. Quel desiderio era così forte, da volerlo tenere per sé, senza proclami ma con una grandissima convinzione: "Con i miei ragazzi ero una persona, in sala stampa un'altra. Ai microfoni predicavo calma e attenzione, ma dentro di me sapevo che ce l'avremmo fatta. Nello spogliatoio c'era un cartello: '45 punti', dopo il 5-0 contro il Vado ho detto ai miei calciatori di continuare a tenerlo appeso; ma contemporaneamente di segurmi, altrimenti saremmo caduti dal treno. Da lì è iniziata un'altra stagione".

Alla fine sogno si avvera: il Bra torna in Serie C a distanza di settanta sette anni dopo un campionato straordinario condotto con una passione fuori dal comune, una società attenta e una squadra che ha incantato per prestazioni e risultati: "Il Bra è una società fantastica, sono persone serie, stupende, motivate. Mi hanno permesso di costruire la squadra che volevo, ci hanno sostenuto e seguito, sempre. Ad Aprile abbiamo coronato il sogno, vincendo il campionato. Siamo stati la seconda squadra in D ad alzare il trofeo in cielo dopo il Livorno di Indiani: è stata un'annata incredibile".

L'anno successivo, in terza serie, la squadra lotta con coraggio e determinazione, senza mai rinunciare alla propria identità calcistica. La via maestra è sempra quella di proporre un calcio propositivo, nonostante le difficoltà. Al termine della stagione il club retrocede dopo aver perso i playout contro la Torres, l'orgoglio di aver disputato un campionato importante, però, resta: "Meritavamo la salvezza, è stato un boccone amaro. Purtroppo nel corso dell'anno abbiamo lottato con diversi problemi fisici e logistici. Lo stadio non era a norma per disputare un campionato professionistico, quindi abbiamo giocato praticamente sempre in trasferta. Il supporto dei tifosi non è mai mancato, ci sono stati vicini, soprattutto nella difficoltà: la loro passione è immensa. Avremmo dovuto avere qualche punto in più, ma abbiamo comunque raggiunta quota 38. Alla vigilia dei playout sapevamo che sarebbe stata un'impresa, la Torres era davvero forte. Non ce l'abbiamo fatta, ma abbiamo dato tutto fino alla fine senza mollare di un centimetro".

Fabio Nisticò: "La panchina mi manca, è chiaro. Ma cerco un progetto che mi entusiasmi"

L'allenatore di origini calabresi non si è limitato a un solo miracolo; durante l'avventura al Chisola nella stagione 2022/2023, infatti, ha risollevato le sorti della squadra, raggiungendo una clamorosa salvezza: "Quando sono subentrato a Novembre avevano sei punti. Ne abbiamo fatti trentasette in un girone e qualche partita. Anche lì parliamo di una società all'avanguardia, il loro settore giovanile è un gioiellino, sfornano di continuo tantissimi talenti dando loro la possibilità di esprimere le loro qualità in prima squadra".

Adesso dopo tante esperienze positive vuole guardarsi intorno con razionalità, anche se la voglia e la sua grandissima passione lo portano a desiderare un ritorno immediato in panchina. Impossibile trovare un compromesso; anche questo è Fabio Nisticò: "Ovviamente mi manca dannatamente il campo, altrimenti non potrei considerarmi un allenatore. Dopo tanto lavoro e gavetta cerco un progetto importante. Voglio restare in Serie C, ma considererei l'ipotesi di tornare in D di fronte a una proposta che mi faccia battere il cuore. Ho avuto diversi contatti, al momento mi sto guardando intorno con calma, non voglio prendere decisioni affrettate. Voglio fare una dedica speciale, se sono qui oggi è grazie a Ottavio Porta, ex Predisidente del Pozzo Maina, scomparso durante il periodo Covid. Mi ha insegnato tanto, permettendomi di crescere come uomo e calciatore". - ha concluso l'ex Bra.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 30 settembre 2026 alle 09:50
Autore: Antonino Iorfida
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