Reggina-Acireale sarà una partita dai mille volti: i padroni di casa cercheranno di ottenere l'intera posta in palio, sarebbe importantissimo per continuare a coltivare ambizioni di vertice; i siciliani, invece hanno disperato bisogno di punti per lasciare la zona retrocessione diretta. Si prevede, quindi, un match agguerrito, con entrambi i club pronti a sfruttare le vulnerabilità avversarie.

Non sarò il solito sabato pomeriggio soprattutto per Ciccio Cozza, allenatore granata ma ex capitano dei calabresi. La sua figura è legata indissolubilmente ai colori amaranto, del resto basta chiedere a chiunque abbia seguito la Serie A degli anni duemila per creare un'associazione tanto automatica quanto romantica. 

Il calcio italiano era nell'epoca del suo massimo splendore e le imprese delle più piccole facevano clamore. Un Granillo ruggente e quel ragazzo con la dieci sulla schiena riuscivano a spaventare anche i più grandi: gli innumerevoli campioni che, una volta entrati in quello stadio, sapevano che non sarebbe stata una passeggiata di salute.

Cozza ha scritto pagine importanti della storia amaranto, dalle reti nei derby contro il Messina a quella contro l'Atalanta nello spareggio salvezza, per questo il suo ritorno nello stadio che lo ha visto crescere calcisticamente e diventare un idolo assoluto non potrà mai essere banale. Sabato, però, difenderà i colori dell'Acireale, provando a fare uno sgambetto alla "sua" Reggina. Possiamo però immaginare lo stato d'animo di chi sa che quel club sarà un avversario da battere, ma mai un nemico. Non si possono cancellare pagine di vita in un attimo, ma l'allenatore granata è un professionista esemplare ed è consapevole che, qualunque sia il risultato, non potrà cambiare ciò che è stato. 

Adesso testa al campo: i punti in palio sono pesanti e il campionato sta per finire, non c'è più tempo per rimediare ad eventuali passi falsi. Lo sanno entrambe le squadre che daranno sicuramente vita a uno spettacolo avvincente. 

© foto di Giacomo Morini
Sezione: Girone I / Data: Gio 19 marzo 2026 alle 09:04
Autore: Antonino Iorfida
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