L’incertezza sull’iscrizione al campionato, le difficoltà iniziali, i risultati in crescita e le ultime tre gare decisive. Il Ragusa, nonostante le numerose incognite di inizio stagione, ha disputato un buon campionato nel girone I, che lo vede attualmente al 12° posto in classifica, a +1 sulla zona playout. In vista del delicato finale di stagione, con le ultime tre gare da disputare contro Sancataldese, Acireale e Athletic Palermo, la società - tramite un comunicato ufficiale pubblicato oggi sui canali social del club - ha voluto chiamare a raccolta i tifosi.
Nella nota, il Ragusa ha dapprima tracciato una panoramica generale sulla stagione, evidenziando le difficoltà iniziali che hanno inciso anche sui risultati nei primi mesi, per poi rivolgere un appello ai propri sostenitori in vista del finale. Un comunicato che trasmette trasparenza e senso di appartenenza, per un club che ora punta alla salvezza diretta. Di seguito, il comunicato ufficiale.
Ragusa, il club chiama a raccolta i tifosi: il comunicato ufficiale
"Il Ragusa Calcio fa il punto della situazione alla luce delle ultime tre gare del Campionato di Serie D, per rendere partecipi tifosi, cittadini, sponsor e Amministrazione Comunale sul percorso della Stagione 2025/2026. Siamo partiti con tante incertezze, su tutte l’iscrizione a questo Campionato che fino ai primi giorni di luglio 2025 sembrava un miraggio per poi perfezionarsi il 09 luglio 2025.
Nonostante le liberatorie ottenute, l’iscrizione omologata, il mercato dei calciatori è iniziato il 27 agosto con i primi tesseramenti. Un budget di modeste dimensioni, molti giovani in cerca dell’occasione della vita. La società, nella costruzione della squadra, ha dovuto barcamenarsi nella scelta di profili promettenti ma dai costi contenuti che avessero alcune peculiarità: sposare un progetto di crescita personale oltre che calcistica, avere fame agonistica e voglia di lottare.
L’inizio campionato, a causa della scarsa preparazione per via dei tempi ristretti, non ha dato i suoi frutti nell’immediato; ci sono voluti mesi, dedizione, impegno, abnegazione e perseveranza affinché arrivassero dei risultati positivi e alcune vittorie, con le prime della classe, hanno dato vita al cammino della squadra che ad oggi (a tre partite dalla fine) è al dodicesimo posto con 32 punti (ossia salva senza playout) a solo un punto di distacco da tre dirette concorrenti; impensabile ad inizio stagione dai tifosi e sostenitori in generale.
Per una squadra giovane è scontato il percorso di crescita che alterna momenti di grande entusiasmo ad altri di profonda crisi emotiva, dovuta all’inesperienza; una sorta di montagne russe caratterizzata da infortuni pesanti, da battute di arresto sui risultati ma quello che non è venuto mai meno è stata la voglia di farcela e l’atteggiamento giusto nel difendere la maglia.
Un’organizzazione fatta da poche persone, nessun volontario, ogni scelta condivisa in modo trasparente con la proprietà, con i tifosi più rappresentativi. Chiunque decide di fare questo lavoro, sa che nel calcio sono più i dolori che le gioie, soprattutto quando le compagini societarie sono fatte da poche persone che ogni anno decidono di proseguire perché la passione che li accomuna è più forte delle sfide che li attendono. Il pericolo però è sempre dietro l’angolo, non quello dove si calcia la palla ma alle responsabilità di chi lavora, alla gestione oculata e senza sprechi. Nonostante questo, le critiche sono sempre all’ordine del giorno; chiunque si sente autorizzato a demolire il lavoro altrui, spesso non conoscendo cosa si cela dietro il lavoro di persone che si assumono l’onere di determinate scelte con senso di responsabilità e dedizione.
Ogni lavoro ha le sue criticità ma chi sceglie il calcio sposa una causa, i suoi colori, i tifosi, le amministrazioni comunali e diventa parte integrante di quel luogo dove sceglie di mettere le radici. Il Ragusa Calcio è diventata una famiglia allargata e come ogni buon padre di famiglia, cerca di proteggerla, rassicurarla e allontanarla dai pericoli. Purtroppo non sempre ci si riesce.
Ora è arrivato il momento cruciale, una sorta di roulette russa; abbiamo bisogno del sostegno di tutti e non delle critiche né tantomeno dei processi alle intenzioni ma solo del vostro calore, delle vostre grida perché dobbiamo crederci tutti insieme. Mettiamoci alla prova, ognuno per il suo ambito ed insieme facciamo la differenza.
Il Ragusa Calcio, nelle figure di calciatori, dirigenti, collaboratori, chiede il massimo sostegno e una massiccia dose di positività per l’ambiente perché il sentimento che ci accomuna è il gran bene a questo Club storico che nei momenti difficili ha tirato fuori gli artigli come solo un’Aquila sa fare. Non è ancora il tempo della resa bensì dell’unione, ora più che mai.
E’ FINITA, SI DICE ALLA FINE!
Autore: Vincenzo Antonazzo
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