Inizierà lunedì 9 marzo l'ormai celebre Torneo di Viareggio, vetrina nazionale ed internazionale per un grande numero di giovani talenti. Sono tanti, infatti, gli atleti approdati nel mondo del professionismo anche grazie alla kermesse, giunta ormai alla settantaseiesima edizione.
A due giorni dal suo inizio Luigi Barbiero, coordinatore del Dipartimento Interregionale LND, si è pronunciato ai microfoni di Antenna Sud in merito alla prestigiosa manifestazione.
Tra le squadre protagoniste anche la Rappresentativa Serie D, che ha radunato ventitré talenti dei nove gironi: “Per il ventesimo anno consecutivo la Serie D presenta una rappresentativa che prenderà parte a questa manifestazione. Si tratta di un anniversario importante, dal 2006 si sono alternate tante squadre che hanno raggiunto diversi risultati. Abbiamo avuto la fortuna e l’opportunità di far crescere i ragazzi delle nostre società confrontandosi con squadre importanti e blasonate anche a livello europeo. La rappresentativa, nel corso degli anni, ha giocato tante volte contro le formazioni Primavera di Milan, Inter, Juve, Roma Anderlecht e Stella Rossa".
"È una manifestazione affascinante che ultimamente ha perso la caratura tecnica per l’assenza delle migliori squadre italiane. Nonostante tutto noi abbiamo la possibilità di presentare tutti gli anni una rosa di ventitré ragazzi e tutti gli anni molti di loro vanno a firmare con società professionistiche - prosegue Barbiero -. Quest’anno, in particolare, abbiamo avuto il piacere di vedere in Serie A ragazzi che hanno fatto raduni e che hanno giocato il Torneo di Viareggio. Parlo di Iannoni del Sassuolo, Prati del Torino e Cham del Verona. Questa è la soddisfazione più grande per noi”
La Rappresentativa Serie D, però, mostra meno intesa rispetto alle formazioni appartenenti agli altri club. Gli atleti selezionati da Giuliano Giannichedda, inevitabilmente, non hanno avuto modo di instaurare quel rapporto che riescono a stringere, invece, quei giovani giocatori che giocano insieme dall'inizio della stagione. Questo, almeno nelle fasi iniziali, spesso si rivela un handicap: “Questo è uno dei pochi problemi che presenta questa formazione ma ciò non toglie che il progetto rimane valido anche perché, a prescindere da chi lo segue o lo porta avanti, è l’unica vetrina nazionale e internazionale che permette ai nostri ragazzi di poter essere osservati e seguiti in gare importanti. Abbiamo fatto finora tre amichevoli di preparazione a questa edizione. Abbiamo giocato contro l’Inter Under 18 e abbiamo vinto. Contro la Roma Under 18, che è prima in classifica nel campionato nazionale, abbiamo perso 2-1, mentre contro la formazione Primavera del Como abbiamo pareggiato".
"Le regole di Viareggio cambiano a secondo degli anni. Adesso sono 3/4 anni che si gioca sotto età rispetto all’ultima annata di obbligatorietà in Serie D ma quest'anno abbiamo la fortuna che tanti tecnici e tante società fanno giocare i classe 2008. Questa per noi è una risorsa importante perché dà al nostro tecnico Giannichedda la possibilità di scegliere. Dal momento in cui iniziamo i raduni verso fine novembre al momento in cui iniziamo le amichevoli a gennaio, il mercato dei professionisti è aperto e tanti ragazzi vanno via. Questo per noi è motivo di grande soddisfazione, a differenza di tanti che possono pensare che questa situazione ci dispiaccia. Quest’anno nei due raduni territoriali tredici dei ragazzi convocati tredici sono finiti nei professionisti, di cui sette nelle formazioni Primavera di Serie A. Nonostante tutto, Giannichedda ha allestito una squadra che sicuramente ben figurerà in questo torneo. Ormai è consolidato che noi riusciamo ad arrivare tra gli ottavi e i quarti, col crescere delle partite riusciamo a colmare quel gap con le squadre che si allenano tutto l’anno”.
Barbiero si è anche espresso in merito all'ipotesi di una Serie D con otto gironi: “Come ho avuto modo di annunciare ai vostri microfoni l’anno scorso, noi abbiamo lavorato ad un progetto che prevede la riduzione dei gironi per dare una valenza certa di promozione. Il Presidente Federale ha convocato un tavolo per presentare un progetto di riforma dei campionati professionistici. Quella che abbiamo elaborato è direttamente correlata al numero di retrocessioni stabilito dalla Serie C. Nell’ipotesi in cui dovessero rimanere queste le retrocessioni, noi abbiamo una proposta che presenteremo ai presidenti delle società che prevede un numero di partite maggiore a quelle attuali. Il progetto al momento non è accantonato ma è in stand-by perché dobbiamo valutare per bene la ricaduta del calcio professionistico rispetto a noi e soprattutto in che tempistiche avverrà questa ricaduta. Perché se riguarda anche noi dovremo adeguarci. Se non ci toccherà possiamo anche pensare di partire e rimodulare rispetto a quella che avevamo pensato”.
“Il problema della territorialità non esiste. Esiste un’idea di poter schierare in campo calciatori sotto età di un anno che possano avere un rendimento particolare tanto da essere convocati in occasione dei raduni o delle amichevoli della rappresentativa. Vedo che con la riforma del lavoro sportivo c’è stato una sorta di via libera al giovane anche più giovane rispetto all’obbligatorietà e questo è un tema che sta prendendo piede - conclude -. Quest’anno avevamo quasi cento giocatori convocabili per la rappresentativa, magari non tutti titolari dall’inizio ma comunque utilizzati in pianta stabile dalle società. Questo vuol dire che la mentalità che propende all’utilizzo dei giovani sta crescendo e si sta sviluppando. Questo deve essere un obiettivo per tutte le squadre alla luce anche degli incentivi premianti che diamo alle società”.
Autore: Giovanni Indovina
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