Da più di 15 anni Mauro è stabilmente tra i campi del Calcio Desenzano, cercando di portare aiuto (e un sorriso) ai bambini e ai calciatori della Prima squadra

Dalle parti del lago di Garda, quando si vede passare il pulmino bianco del Desenzano lo sanno tutti che alla guida c’è il Mauro. Dai ragazzi più piccoli che hanno tirato i primi calci a un pallone per questa società ai loro genitori, lo storico custode e magazziniere del Calcio Desenzano è una vera e propria icona.

Niente caffè alla Tommaso Starace del Napoli, perché "Quelli li prepara con la macchinetta Andrea, l’altro magazziniere alla Prima squadra, creando momenti di risate e spensieratezza", ci confida ai nostri microfoni un visibilmente emozionato Mauro. Semplicemente la sua presenza, che da più di 15 anni ha colpito tutte le persone del posto. Quasi come se fosse una mascotte anche se, quello che fa, è molto di più.

Le telecamere non fanno per lui. Come tanti altri suoi colleghi preferisce stare nelle retrovie, spesso sottovalutando l’importanza del suo lavoro. "Sono tutti i giorni qui, dalla mattina alla sera. Sistemo i campi, le reti, l’attrezzatura, la strumentazione e tengo sotto controllo i campi, che devono sempre essere sorvegliati. Poi cerco di dare ai calciatori quello di cui hanno bisogno. Ma non ci trovo nulla di speciale, faccio semplicemente il mio per il bene di Desenzano", ci spiega.

Una storia nata quasi 20 anni fa, quando Mauro ha iniziato a fare il guardalinee per la Polisportiva Desenzanese. Che poi, grazie all’aiuto di un suo amico, l’hanno portato nella società che passo dopo passo è diventata ciò che ora tutti conoscono in zona. "Da un lavoro questa è diventata una passione. Mi piace stare tra la gente, mi diverto. È come stare in famiglia". Parliamo di una figura fondamentale, spesso sottovalutata all’interno del calcio. Ma anche questa importantissima per le squadre, ancor di più per quelle che hanno l’obiettivo di entrare al più presto nella cerchia del professionismo.

Le ambizioni del Desenzano viste dall’interno: la testimonianza di Mauro

Grazie alla solidità portata dal presidente Roberto Marai e dai suoi collaboratori, anche il Calcio Desenzano sta cercando da tempo di arrivare tra i professionisti. Pure con colpi di mercato di spessore: basti pensare ai calciatori ex Serie A come Gori (attuale capitano della squadra) e Paloschi o ai più attuali Brighenti e Barwuah (fratello di Mario Balotelli). "Quando incontro le persone per strada mi chiedono sempre se ce la faremo a salire, è qualcosa che i desenzanesi aspettano tanto. Per me sarebbe bellissimo e sarei pronto a seguire la squadra ovunque".

E continua: "Diventerebbe tutto più importante e mi piacerebbe che lo stadio diventasse sempre più grande, almeno ci sarebbe sempre più gente a guardare il Desenzano", rivela Mauro. Difatti, mai come quest’anno tra le vie del paese c’è stata la sensazione di potercela fare. Non solo guardando la classifica, che vede al primo posto proprio la formazione del Garda ma soprattutto per l’atmosfera che si vive e per un gruppo solido, ben formato, guidato dall’esperto allenatore Marco Gaburro. "Io cerco di fare il mio preparando tutto al meglio possibile, facendo il mio ruolo al massimo delle mie possibilità - ci racconta il magazziniere - "Poi però sono i calciatori a dover fare il grosso del lavoro in campo". Il rapporto con loro è quello di un’amicizia vera, spontanea. "Mi salutano tutti, pure quelli che non ci sono più. E io ricambio sempre il saluto. Rido e scherzo con loro e forse lo fanno perché si ricordano di come sono stati trattati. Anche se quando si festeggia negli spogliatoi io cerco di non essere di troppo, restando un passo dietro", rivela il desenzanese.

Una bandiera del club

Parlavamo di presenza. Forse la caratteristica che meglio descrive il lavoro di Mauro per il club: "Non ho perso nemmeno una partita. In trasferta la seguo meno, visto che devo restare di guardia al campo di riscaldamento a Rivoltella del Garda. Mi dicono che sono una bandiera per il club? Se lo dicono mi fa piacere, lo accetto".

"Auguro alla squadra un buon proseguimento di stagione. E che vinca il migliore", ci saluta Mauro, lasciando trapelare un velo di scaramanzia. Dopotutto, per un desenzanese come lui la Serie C
sarebbe un sogno. E con la metamorfosi subita dalla Feralpi Salò, per il Calcio Desenzano c’è l’ambizione di riportare il lago di Garda calcistico nel più alto gradino possibile.

A cura di Simone Pagliuca

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 05 febbraio 2026 alle 10:20
Autore: Redazione
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