Una panchina conquistata e persa nel giro di poche ore, un allenamento diretto e una contestazione che ha cambiato improvvisamente i programmi della società. È la singolare vicenda che ha visto protagonista Gaetano Iannini, scelto dalla Nocerina per sostituire Karel Zeman dopo la sconfitta interna contro il Brindisi, ma costretto a rinunciare all’incarico ancor prima di esordire in campionato.
Martedì 13 ottobre il club rossonero aveva ufficializzato il suo arrivo. Iannini aveva raggiunto Nocera, conosciuto i calciatori e diretto il primo allenamento. In serata, però, il clamoroso dietrofront della società, arrivato dopo le proteste di una parte della tifoseria. Una vicenda seguita anche dalle dimissioni del direttore sportivo Lamazza, successivamente respinte dal club.
A distanza di alcuni giorni, Iannini ha deciso di raccontare la propria versione dei fatti in un’intervista rilasciata a Seried24.com, ripercorrendo le origini della contestazione e soffermandosi anche sul comportamento della dirigenza.
Tutto nasce da un episodio risalente al marzo del 2010, quando Iannini indossava la maglia della Nocerina. Un’esultanza dopo un gol contro il Gubbio che, secondo alcuni tifosi, sarebbe stata accompagnata da un gesto offensivo nei confronti della tribuna. Una ricostruzione che l’allenatore respinge categoricamente: "Mi viene contestata un’esultanza dell’8 marzo 2010, quando andai a festeggiare un gol contro il Gubbio sotto la tribuna. Secondo alcuni tifosi, in quell’occasione avrei fatto il gesto delle corna nei loro confronti. Ma io mi pongo una domanda: se avessi davvero compiuto un gesto così grave e offensivo verso una tifoseria tanto calda, sarei mai potuto uscire tranquillamente dal campo con le mie gambe?".
Iannini ricorda come, dopo quella partita, abbia continuato regolarmente la propria esperienza in rossonero, senza ricevere contestazioni. Non solo: sarebbe tornato a Nocera anche diversi anni più tardi: "Il martedì successivo ripresi ad allenarmi regolarmente, senza ricevere contestazioni o avere alcun problema. Giocai tutte le partite che mancavano alla fine del campionato e conquistammo la salvezza. Rimasi anche nella stagione successiva, partecipando al pre-ritiro con Auteri. E nel 2019 sono tornato a giocare a Nocera. Se davvero avessi avuto problemi così gravi con la tifoseria, come sarebbe stato possibile tornare dieci anni dopo senza che succedesse assolutamente nulla?".
Ma è soprattutto sulle ragioni della contestazione che Iannini avanza sospetti pesanti. Secondo l’allenatore, dietro l’ostilità nei suoi confronti potrebbe esserci qualcuno interessato a impedirne l’arrivo sulla panchina rossonera: "Posso accettare le critiche nei miei confronti come allenatore. Sono un tecnico emergente e capisco perfettamente che una piazza importante come Nocera possa avere delle perplessità sulla mia esperienza. Quello che non riesco ad accettare, però, è che si arrivi addirittura a organizzare una petizione per mandarmi via, tirando fuori episodi di diciassette anni fa".
Poi l’affondo: "Io sono convinto che dietro questa vicenda ci sia qualcuno. A Nocera c’è un personaggio che mi ha fatto la guerra e che, secondo me, avrebbe voluto allenare questa squadra senza riuscirci. Non faccio nomi perché non posso farli, ma questa persona c’è e continua a screditare gli allenatori che arrivano a Nocera. E non lo ha fatto soltanto con me".
I contatti con la Nocerina, peraltro, non erano cominciati soltanto nei giorni successivi all’esonero di Zeman. Già durante l’estate la società aveva individuato in Iannini il possibile allenatore, salvo poi fare marcia indietro proprio a causa delle prime proteste: "Quest’estate sono stato contattato dalla Nocerina e ho avuto due incontri con i direttori e con la proprietà. La società aveva già deciso di puntare su di me, ma poi dei tifosi, quando è uscita fuori la notizia, sono andati a contestare sotto casa del presidente".
Uno scenario ripetutosi la settimana scorsa, questa volta con un accordo ufficializzato e il primo allenamento già svolto: "Evidentemente, se mi hanno scelto per due volte, significa che hanno riconosciuto in me delle qualità umane e professionali. Questa volta sono arrivato a Nocera, ho conosciuto la squadra e ho persino diretto un allenamento. Sembrava che tutto potesse procedere normalmente. Invece, dopo il comunicato della società, sui social si è scatenata nuovamente una contestazione nei miei confronti. È stato quasi come assistere a un televoto".
Parole di amarezza anche nei confronti della società, pur accompagnate da attestati di stima verso il presidente Vicidomini, il vicepresidente Santoriello e il direttore sportivo Lamazza: "Non ho nulla di personale contro la proprietà o la dirigenza della Nocerina. Anzi, posso parlarne soltanto bene. Sono persone che lavorano tantissimo per questa società. In particolare, il presidente è una persona straordinaria, che si spende quotidianamente per la Nocerina. L’ho visto fare davvero di tutto, persino il muratore, pur di dare una mano al club".
La stima, tuttavia, non cancella la delusione per una decisione che, secondo Iannini, avrebbe evidenziato le difficoltà della società nella gestione delle pressioni esterne: "Credo, però, che la società, essendo una realtà dirigenziale giovane, non abbia avuto l’esperienza per gestire una situazione così delicata. Una società deve ascoltare e rispettare i propri tifosi, ma le decisioni sportive e tecniche devono spettare a chi la dirige e investe le proprie risorse. Non possono essere i social o le contestazioni a decidere chi debba allenare una squadra".
A pesare maggiormente, però, è stato il contenuto del comunicato con cui il club ha chiesto scusa alla tifoseria: "Ma scuse per cosa? Io non ho fatto assolutamente nulla. Mi è stato detto che non erano a conoscenza di questi presunti precedenti. Ma non li conoscevano perché, per come sono stati raccontati, non esistevano. È questo l’aspetto che mi ha dato maggiormente fastidio, perché quel comunicato rischia di far passare l’idea che io abbia realmente commesso qualcosa di grave".
Una vicenda che ha lasciato conseguenze soprattutto sul piano personale: "È una situazione che mi ha ferito profondamente, soprattutto dal punto di vista umano. Ho dei bambini e non è piacevole leggere certe accuse sulla propria persona".
Nonostante tutto, Iannini conserva un ricordo positivo dell’unica giornata trascorsa con la squadra: "Ho trovato un gruppo di ragazzi perbene, disponibili e con grandi qualità. Sono convinto che questa squadra abbia tutte le possibilità di disputare un campionato importante. Mi dispiace molto non poter lavorare con loro".
La delusione è forte, ma la voglia di tornare in panchina resta intatta. Iannini guarda avanti, senza nascondere quanto questa vicenda abbia inciso sul suo morale: "Questa storia mi ha dato una bella botta, soprattutto a livello personale. Non tanto per la perdita della panchina, quanto per il modo in cui sono stato trattato e per quello che è stato detto sul mio conto, ma nella mia vita sono caduto tante volte e mi sono sempre rialzato. Lo farò anche questa volta, senza alcun dubbio".
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