I sogni sono stimolanti perché a differenza delle scorciatoie non concedono una pausa, scelte semplici e sonni tranquilli. La carriera di Massimo Goh è un percorso di resilienza, forza mentale e un incredibile voglia di stupire. Durante la sua avventura nel Mondo del calcio si è ritrovato spesso a compiere diversi sacrifici: tra esperienze all'estero e il coraggio di ripartire anche da 0 pur di raggiungere i suoi obiettivi. L'attaccante è stato lanciato da Mario Spinelli, uno che di talento se ne intende, avendo scoperto diverse promesse poi rivelatesi certezze: il direttore generale dell'Acquaviva ha puntato su di lui nel mercato di gennaio, indovinando l'ennesimo affare della sua onorata carriera.
L'avventura di Goh inizia, però, quando lui ha solo nove anni. Nella sua testa pensa ovviamente a divertirsi, sempre con grandissima umiltà, e a destreggiarsi tra pallone e musica. Le sue qualità vengono notate dalla Juventus e lì cambia prospettiva: "La Juventus è un sogno, allenarsi in un club del genere ti fa crescere come calciatore e come uomo. A nove anni, poi, respirare l'aria di Vinovo e vedere i campioni della prima squadra è un privilegio e una sensazione impossibile da descrivere".
Poi, però, c'è una selezione naturale che avviene in ogni club, specie in quelli importanti. E così sei costretto a ricominciare, l'attaccante italo-ivoriano accetta la chiamata di un club ucraino, l'Arsenal Kiev, complice la presenza di "Penna Bianca", Fabrizio Ravanelli. La presenza della leggenda bianconera è decisiva e il calciatore riparte dall'Est Europa, nonostante la vittoria del campionato di Serie D con la Virtus Verona: "Lui è stato importantissimo in questa scelta. Lo conoscevo bene, visto che mi aveva allenato nelle giovanili. Provenivo da un'annata importante in quarta serie, ma ho voluto provare questa esperienza. Purtroppo le cose non sono andate bene, la squadra non viveva un momento felice dal punto di vista economico e quindi non mi è stato possibile giocare".
La sua voglia di provare a giocare in una lega estera viene soddisfatta pochi anni dopo. Nella stagione 2021/2022, infatti, il calciatore si trasferisce in Romania, al CSC 1599 Selimbar, squadra che disputa la Serie B (Liga 2): "Sono rimasto positivamente sorpreso dalla competitività e dalla professionalità. L'esperienza è stata molto bella e mi ha permesso di giocare molto. Ho trovato strutture all'avanguardia e tanta attenzione mediatica, un clima sano e tanta passione da parte dei tifosi. Mi sono trovato bene, ma non nascondo che ho sentito la lontananza dall'Italia. Un fattore che mi ha portato a tornare a casa".
Massimo Goh, l'orgoglio di essere italiano e la lotta al razzismo: "Mi sento più italiano che ivoriano. I fischi durante Cavese-Catanzaro? Ci sono rimasto male. Ma i tifosi giallorossi mi sono stati vicini"
Purtroppo nel calcio, così come in tantissimi ambiti bisogna continuare a parlare di razzismo. Una tematica che ci troviamo costretti ad affrontare, nonostante anni di sensibilizzazione, civiltà e inclusione. Massimo Goh ha sempre dichiarato di sentirsi italiano al 100%, trasmettendo valori positivi e tanto amore nei confronti del paese in cui è nato e cresciuto.
Durante Cavese-Catanzaro, incontro di Serie C, è stato "beccato" da qualche tifoso ospite. Una brutta scena che ha fatto, però, emergere i valori di una comunità, quella giallorossa: da sempre ospitale e cordiale. Al termine della gara, infatti, i sostenitori calabresi hanno dimostrato la loro vicinanza al calciatore: "Inutile fingere, ci sono rimasto molto male. Anche perché ho giocato per dieci minuti, quindi non ho capito il senso di quella contestazione. Comunque va detto che cinque/sei persone non classificano un'intera comunità; anzi. Molti tifosi del Catanzaro mi hanno scritto, trasmettendomi tutta la loro vicinanza e solidarietà. Io mi sento più italiano che ivoriano, quindi è normale provare tristezza dopo una cosa del genere"
La rinascita ad Acquaviva e il futuro: "Avevo tanta voglia di rivalsa. L'allenatore e i compagni mi hanno trasmesso subito fiducia. Lavoro sempre al massimo per raggiungere traguardi importanti"
Dopo alcune difficoltà incontrate nelle ultime stagioni, Goh ha deciso di ripartire dall'Acquaviva. Arrivato nel mese di gennaio, il calciatore si è messo subito a disposizione della squadra, ricambiando la fiducia ricevuta a suon di reti e ottime prestazioni. Il suo bottino totale è di dieci reti in pochi mesi, uno score importante che dimostra le sue immense qualità e la sua volontà di raggiungere vette sempre più alte: "Avevo tanta fame e voglia di rivalsa. All'esordio ho segnato contro il Brindisi, ma non è stato comunque semplice. Infatti ringrazio i miei compagni e il mio allenatore, dopo quella rete ho avuto qualche difficoltà: ambiente nuovo, tattiche e schemi da imparare velocemente, ma non mi sono abbattuto, anzi. Ho lavorato su me stesso, cercando sempre di migliorare".
Un mantra che lo ha accompagnato sempre: lavorare sodo per perfezionarsi senza mai montarsi la testa. Il suo futuro segue sempre la stessa linea, quella di un ragazzo che non ha mai smesso di sognare, senza cullarsi, senza accontentarsi di alcuni momenti vissuti al top: "C'è sempre qualcosa da rivedere, da migliorare. In tanti anni ho compreso meglio le mie qualità, ma non rinuncio a lavorare su altri aspetti, oltre a cercare di perfezionare ciò che conosco. Per me quello è l'importante. Sono sempre pronto a dimostrare il mio talento, dando il massimo per raggiungere traguardi importanti".
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