Il giorno dopo fa forse più male. Anche perché questa storia, così drammatica sembra assurda, quasi impensabile. Eppure eccoci qui, a leccarci le ferite e a ripartire: perché siamo italiani e il nostro orgoglio non muore mai. Lo scrisse Mameli quando realizzò l'opera più bella, quella di cui andiamo più fieri: il nostro inno nazionale.

In questa campagna, purtroppo fallimentare, le nostre ambizioni sono state coltivate anche seguendo le orme di un uomo che ha dato tutto sè stesso alla causa: Gennaro Gattuso. Un allenatore, un calciatore, un Campione del Mondo che, nel momento del bisogno, si è messo a disposizione della sua patria, lottando, come sempre, fino all'ultimo secondo.

Anche ieri, dopo la partita, un match giocato in inferiorità numerica per gran parte del tempo, si è assunto le sue responsabilità, scusandosi di fronte a tutti noi tifosi. Le sue parole non ci hanno lasciato indifferenti, mai. Perché il valore umano e la sua dedizione non potranno mai essere in discussione. 

Lo sa bene chi è più vicino a lui, è il caso di Francesco Gattuso, portiere del Vado e nipote del Commissario Tecnico della Nazionale che, dopo l'eliminazione di ieri sera ha provato a confortare suo zio con una bellissima storia condivisa su instagram: "Spero che tu sappia che sei l'ultimo che deve scusarsi. Grazie zio, grazie mister".

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 01 aprile 2026 alle 17:15
Autore: Antonino Iorfida
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