La Pistoiese si presenta al primo impegno infrasettimanale della stagione da capolista del girone D a punteggio pieno dopo due vittorie. I toscani sono una delle favoritissime alla vittoria finale e lo sanno. Alla guida degli orange, poi, c'è Pierpaolo Bisoli, che per anni ha allenato tra Serie B e Lega Pro, con esperienze interessanti anche in Serie A.

Alla vigilia di Pistoiese-Arconatese, gara casalinga in cui il "gigante" affronta la neopromossa, Bisoli ha messo in guardia la sua squadra, facendo il punto della situazione. Un focus tra ciò che la Pistoiese è stata fino ad ora e ciò che può diventare. "La perfezione non si raggiunge mai: si può sempre migliorare. Domenica, nel primo tempo, ci siamo andati vicino. Il problema è pensare che quella di domani possa essere una partita facile ma non lo è. Dobbiamo ripetere tutto quello che abbiamo fatto di buono e mettere in pratica tutto ciò che sappiamo fare. Sarà una partita che anche io ho voglia di vedere, perché voglio vedere come reagiscono dopo una prestazione ottimale e vedere a che condizione siamo".

La gestione delle forze è un tema centrale nella mente di Bisoli, a cui si somma anche il gradito ritorno di Federico Russo, trequartista e attaccante classe 1997 che finora è rimasto forzatamente lontano dal campo. "Farò dei cambi, perché ci sono dei piccoli problemi. Dopo la partita di domenica scorsa abbiamo avuto dei piccoli problemi: tanti piccoli affaticamenti. Il termine "turnover" è una spesso abusato, ma in una partita così ravvicinata devo avere delle certezze e non so se i quattro calciatori che sono usciti malconci dalla partita di domenica possano essere in panchina o addirittura saranno fuori. Devo valutare, ma credo sia anche giusto dare spazio anche a chi ha giocato meno. Voglio che tutti i 22 di movimento abbiano una buona condizione ed è giusto è giusto dare anche a loro.

Vi anticipo che abbiamo avuto l'idoneità per Russo, che ora è a tutti gli effetti un calciatore della Pistoiese. Ci fa piacere che sia rientrato oltre che come calciatore, anche per un discorso umano perché non è normale che un ragazzo così giovane abbia passato momenti così particolari e difficili. Ho intenzione di portarlo in panchina, perché già questo può accorciare i tempi di rientro. Lui ha passato tanti mesi in difficoltà mentale e l’entusiasmo che arriva dalla partita, dallo stare vicino ai compagni e ai tifosi è una medicina. Ci sta che domani possa essere in panchina, perché lui non ha avuto un infortunio muscolare o tecnico di quelli che capitano ai calciatori. Ha avuto qualcosa che poteva compromettere la sua carriera e la medicina che credo sia più giusta sia dargli squadra entusiasmo tifosi e partita".

C'è spazio anche per l'analisi dell'avversario e, sopratutto, per spiegare il piano di gara che Bisoli ha in mente: "Ogni squadra ha una propria caratteristica che va rispettata. Ogni partita è difficile, bisogna rispettare tutti, avere un po’ di timore, ma anche la consapevolezza che siamo una squadra forte. Noi non snobbiamo nessuno, abbiamo grande umiltà e rispetto per gli avversari. L'Arconatese è una squadra che gioca con un blocco basso e sarà un po' difficile trovare spazi, ma io non mi lamento: ognuno deve mettere in campo le proprie qualità ed è giusto che le sfrutti. Sta a noi scardinare le qualità dell'Arconatese e, se siamo bravi, alzare i ritmi, perché più alziamo i ritmi più gli avversari vanno in difficoltà. Bisogna rispettare quello che deciderà di fare contro di noi e starà a noi trovare la soluzione. Io stesso ho adottato il blocco basso in passato, in categorie superiori e contro squadre diverse: ognuno deve mettere a frutto le proprie qualità. Non dobbiamo cercare alibi se non troviamo spazi o se ci faranno fallo sistematico. Sono situazioni che vanno allenate in settimane e analizzate in allenamento così che diventi più facile. Dal punto di visto tattico, credo che questa squadra possa indossare tanti abiti e domenica lo abbiamo visto perché abbiamo sorpreso gli avversari giocando con una difesa a tre quando nessuno se lo sarebbe aspettato. Potremmo riproporlo ancora".

Il fattore mentale sarà decisivo, per approcciare bene alla partita: "Il problema non è solo dei calciatori giovani, ma anche dei calciatori più esperti che potrebbero pensare che, dopo due grandi prestazioni, la terza sia più semplice. Questo credo che non avverrà perché, alla fine della partita di domenica, mi sono arrabbiato tanto. Abbiamo fatto un patto e sanno che io vado a cercare sempre il lato negativo, perché il positivo glielo danno i tifosi, i procuratori, i giornalisti. Domenica, qualcosa abbiamo sbagliato. Credo che per la mia mentalità questo non possa avvenire. Se avviene, come avviene in tutte le squadre del mondo, dobbiamo comunque cercare di imitarlo".

Sezione: Girone D / Data: Mer 16 settembre 2026 alle 09:24
Autore: Redazione
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