La neopromossa Avola è una delle più grandi sorprese di quest'avvio di campionato: dopo sette giornate, occupa il terzo posto nel girone I, a un solo punto dalla vetta, occupata da Reggina e Sambiase. Un avvio che difficilmente ci si sarebbe potuti aspettare per un club che due anni e mezzo fa disputava il campionato di Promozione.

Tra i grandi artefici di questa scalata fino al massimo campionato dilettantistico c'è il numero uno rossoblù Vincenzo Coffa, che ha assunto la presidenza del club della sua città nel 2022 e, dalla bassa classifica della Promozione, è riuscito a condurre la squadra fin qui. Nell'intervista rilasciata a Seried24.com, il presidente dell'Avola ha ripercorso questi anni alla guida della società, tra gli aneddoti del passato e la bellezza di questo momento, con un occhio rivolto al futuro.

Coffa ha raccontato cosa ha provato nel portare la squadra della sua città dalla Promozione fino alla Serie D: "L'emozione c'è perché da avolese non può che essere una gioia, una commozione riuscire in quattro anni a realizzare un percorso del genere e a rimettere in campo di nuovo una data che indichi quando l'Avola è stata in Serie D. Questo sicuramente è stato per me un grande traguardo".

Insieme a lui, un altro protagonista di questa scalata è stato l'allenatore Attilio Sirugo, anche lui presente dal 2022. I due sono legati da un rapporto che va al di fuori da quello calcistico e da una "profezia" di tanti anni fa: "Quando Sirugo giocava ancora a calcio, una volta l'ho fermato e gli ho detto: "Un giorno tu da allenatore e io da presidente porteremo l'Avola in Serie D".  Lui mi ha guardato come a dire: "Questo è matto, chi ha detto che io un giorno vorrò allenare". Lui poi ha intrapreso la carriera da allenatore e un giorno gli ho detto che avevo intenzione di entrare a far parte dell'Avola quando c'era Motta come presidente e gli ho chiesto se era disposto a fare l'allenatore. Dunque già c'era un'amicizia che ci legava a priori, al di fuori del rapporto calcistico, che poi comunque si è andato consolidando in questi anni, in cui Sirugo due volte mi ha consegnato le dimissioni e due volte sono state prontamente respinte. Il primo anno ci siamo salvati all'ultima giornata e lui, nel corso di quella stagione, ha messo in dubbio la sua capacità di allenare e, all'epoca, c'è stata gente in società non convinta del suo operato, mentre, secondo me, era riuscito a fare un miracolo ottenendo la salvezza con il materiale che aveva a disposizione. Infatti l'anno dopo poi l'ha dimostrato, perché con una rosa abbastanza competitiva, tramite i playoff siamo riusciti ad arrivare in Eccellenza e poi due anni dopo in Serie D".

Dopo la promozione in Serie D, il ds Cammarata ha dato l'addio all'Avola e a prendere il suo posto è stato Vittorio Strianese, una scelta ponderata del presidente Coffa e del resto della società, motivata così dal numero uno rossoblù: "Noi siamo stati sempre una società che ha fatto molta attenzione al budget, non abbiamo mai fatto spese folli per cercare di riuscire a portare i risultati che poi sono arrivati, ma cercando di lavorare prima sull'uomo, sulla persona e poi anche sulle qualità tecniche. Con cifre da capogiro riesci a portare determinati tipi di giocatori, se hai un budget contenuto devi cercare di fare il cosiddetto colpo di mercato e per fare questo devi avere dei bravi direttori. Io mi ricordo di Strianese quando era al Noto, in Serie D. Mi ricordo che stava quasi per retrocedere e sono riusciti a ottenere la salvezza con l'innesto di giocatori non tanto conosciuti dalla piazza, ma che hanno portato i risultati che tutti speravano. Poi l'ho seguito negli anni, ho visto il lavoro che ha fatto a Paternò e l'anno scorso a Milazzo e, avendo saputo che lì stavano un po' cambiando tutta la proprietà e che lui ancora non era stato confermato, l'abbiamo chiamato subito per dirgli di venire ad Avola. Per convincerlo gli abbiamo illustrato il nostro progetto e lui l'ha sposato appieno. Devo dire che è riuscito a portare quello che noi cercavamo: stiamo provando ad abbassare sempre di più l'età media della squadra, che è una delle più giovani del campionato e non a caso domenica scorsa, contro l'Enna, c'erano quattro under in campo, così come in finale playoff, a dimostrazione del fatto che puntiamo molto sui ragazzi". 

Visto il ritorno in Serie D dopo 53 anni e il calendario delle prime giornate che si è posto davanti alla neopromossa, nemmeno Coffa si sarebbe aspettato quest'inizio di campionato: "Sinceramente non mi aspettavo un avvio del genere, anche perché appena ho visto il calendario ho pensato fosse fatto apposta perché siamo una neopromossa e hanno scelto noi per questo percorso complicato, visto che qualcuno doveva passarci, dunque non pensavo di uscirne così. Conoscendo il nostro mister, conoscendo molti dei ragazzi, sapevo che avremmo fatto bene per il nostro modo di giocare, però non pensavo sino al punto di riuscire a centrare addirittura quattro vittorie consecutive in Serie D. Ci godiamo questo bel momento e speriamo che duri il più a lungo possibile".

Dopo quattro vittorie consecutive, l'Avola è attesa dal big match casalingo contro il Sambiase. Il numero uno rossoblù ha descritto così questi giorni di attesa in vista di una sfida che potrebbe entrare nella storia del club: "Per ora in città si respira un'aria di festa perché noi siamo un'isola felice, non ci sono pressioni sul fatto che si debba vincere il campionato, quindi tutto quello che sta avvenendo per ora è un sogno dal quale non vogliamo svegliarci. L'appello che posso fare alla città è quello di venire tutti a riempire il "Meno Di Pasquale", di farlo diventare una bolgia, in modo da spingere i ragazzi verso la quinta vittoria consecutiva".

Nonostante questa situazione di classifica che potrebbe permettere all'Avola di sognare in grande, il presidente non vuole lasciarsi trascinare e rimane concentrato sull'obiettivo che la società si era posta alla vigilia: "Rimaniamo con i piedi per terra, per ora il nostro obiettivo è sempre quello di una salvezza tranquilla e di raggiungere quei 38 punti il prima possibile. È chiaro che se dovessimo continuare così, di sicuro posso assicurare che non tireremo mai il freno".

Coffa sta portando avanti questo progetto da quattro anni, ma la Serie D non rappresenta il punto d'arrivo della sua gestione: "Il progetto dell'Avola per i prossimi anni ha come obiettivo quello di rimanere in questa categoria, perché io sono del parere che una città come Avola meriti la Serie D. Stiamo lavorando tanto sul marketing, sul settore giovanile, vogliamo avere la gestione dello stadio, tutti fattori che, se dovessero andare in porto, potrebbero eventualmente consentire di fare un pensierino per un salto di categoria".

Il presidente Coffa ha voluto poi chiudere l'intervista con un'esclamazione che racchiude tutto l'entusiasmo del momento: "Forza Avola sempre!".

Sezione: Interviste e Storie / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 20:15
Autore: Gabriele Mafrica
vedi letture