La neopromossa Avola è una delle sorprese di quest'avvio di campionato di Serie D: i siciliani occupano il quarto posto della classifica del girone I, a quota dodici punti, solo tre in meno rispetto alla capolista Reggina. Tra i protagonisti di questo ritorno in grande stile nel massimo campionato dilettantistico, c'è sicuramente il direttore sportivo Vittorio Strianese.

L'ex Paternò, dopo l'esperienza al Milazzo della passata stagione, ha scelto la piazza di Avola, nonostante non fosse l'unica opportunità che gli si fosse posta davanti durante l'estate. Strianese, grazie alla collaborazione con la società e lo staff tecnico, è riuscito, in poco tempo, a costruire una squadra che sta stupendo. Nell'intervista rilasciata a Seried24.com, il ds rossoblù ha raccontato questa sua nuova avventura, affrontando tante sfaccettature, dal suo arrivo al quarto posto attuale, passando per il calciomercato estivo e il rapporto speciale con l'allenatore Attilio Sirugo. 

Una volta dato l'addio a Milazzo, Strianese ha spiegato perché ha scelto di sposare il progetto avolese: "Dopo l'esperienza di Milazzo ho ritenuto opportuno cambiare: avevo anche altre trattative in atto e poi mi si è presentata questa opportunità dell'Avola. Ho accettato perché ho conosciuto delle persone, come il presidente Vincenzo Coffa, il dg Marco Cannarella, l'ad Salvatore Montagno e il dirigente Lino Elicona, che mi hanno garantito un progetto serio e le condizioni per poter lavorare con tranquillità e serenità".

Avendo ottenuto la promozione solo a metà giugno, l'Avola ha avuto meno tempo per programmare la nuova stagione rispetto a quasi tutte le altre squadrre del girone: "L'Avola è partita in ritardo perché ha vinto i playoff e c'è stato bisogno un lavoro certosino insieme al resto della società e all'allenatore. Abbiamo cercato di costruire la rosa pezzo dopo pezzo, partendo dallo zoccolo duro che ha vinto i playoff, formando una squadra che potesse far divertire la gente e che potesse dimostrare il valore sia umano che tecnico. Ci siamo riusciti perché non abbiamo avuto fretta, abbiamo fatto delle scelte molto ponderate, anche grazie alla società, e abbiamo preso dei ragazzi adatti al nostro progetto".

Un avvio di campionato del genere è stato sorprendente soprattutto per il calendario che i rossoblù si sono trovati di fronte nelle prime quattro giornate, ma il ds Strianese, già alla vigilia, portava con sé una consapevolezza importante: "Bisogna essere sempre positivi e credere in quello che si fa, nel proprio lavoro e nella propria professionalità. Sicuramente ero convinto di fare un ottimo campionato, ma non pensavo di partire così forte, perché le prime quattro giornate erano contro Igea Virtus, Trapani, Reggina e Nissa. Perciò la partenza, da neopromossi, poteva essere negativa, perché abbiamo affrontato quattro squadre che dovrebbero puntare fino alla fine per vincere il campionato. Tanti addetti ai lavori, tante persone ci davano già spacciati per queste partite. Dicevano che avremmo fatto zero punti, invece ne abbiamo fatto sei. La squadra ha preso consapevolezza per cercare di continuare a fare bene, anche perché dopo le due vittorie nelle prime quattro partite, poi sono arrivati altri due successi contro delle squadre che sono nostre dirette concorrenti, come il Castrum Favara e il Ragusa. Noi siamo partiti con l'obiettivo ben preciso di fare molto bene di cercare di mantenere quell'entusiasmo nella città, che c'era già dalla vittoria dei playoff. Perciò noi eravamo consapevoli di avere quella positività, quella voglia da parte di tutti di iniziare bene".

Il rapporto tra il ds e l'allenatore Attilio Sirugo non è nato negli ultimi mesi, ma ha radici che risalgono a diversi anni fa: "Se io sono ad Avola è anche perché ho ritrovato persone che conoscevo. Tra questi c'è Attilio Sirugo, che conoscevo già dal 2013/2014, quando io ero il direttore sportivo del Noto e lui ancora giocava, in Promozione proprio ad Avola, ma stava per concludere la sua carriera da calciatore. Mi è apparso già da allora una persona che poteva diventare un allenatore e in questi anni, dalla Promozione fino alla vittoria dei playoff di Eccellenza, ha dimostrato di meritarsi la Serie D, perché ha fatto tanti sacrifici ed era giusto che la riconoscenza più bella che gli si potesse dare era quella di allenare la squadra della sua città anche in questa categoria".

Strianese, durante l'intervista, ha rilasciato parole al miele per i suoi ragazzi, che stanno lavorando al meglio per questa società: "Il gruppo squadra è straordinario, serio e unito e sta dando tutto per la maglia, per la città, per la tifoseria. Sta dimostrando veramente di meritarsi parole di grande elogio e di grande professionalità. Si tratta di una squadra molto giovane, la media è di 23-24 anni, però abbiamo delle persone che sono degli uomini guida, come il capitano Antonio Butera, Emmanuele Tedesco, Galesio e qualche altro giocatore che hanno delle esperienze in categorie importanti e cercano di essere la spina dorsale di questa bella realtà. Ovviamente l'allenatore e il suo staff stanno facendo, secondo me, un grandissimo lavoro anche a livello organizzativo e di competenze e io credo che quest'incessante lavoro quotidiano, alla fine, ripaga sempre".

Nonostante l'ottimo avvio, il ds rossoblù ha preferito non sbilanciarsi troppo sulle ambizioni del club, sia in campionato sia in Coppa Italia, dove l'Avola sarà protagonista mercoledì 7 ottobre contro il Modica: "Noi vogliamo sempre fare bene e dimostrare che non siamo in questa posizione per caso. In Coppa Italia cercheremo di passare il turno e andare avanti, se c'è la possibilità. In campionato vogliamo fare bene, vogliamo continuare a vivere giornata dopo giornata, perché a noi piace così. Ogni partita, per noi, è una finale e la affrontiamo sempre allo stesso modo, con grande attenzione, con grande voglia di portare a casa sempre un risultato positivo. Io ci tengo ancora a ringraziare la società, che mi ha dato la possibilità di lavorare e di costruire una squadra degna della città di Avola e di questa tifoseria".

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mar 06 ottobre 2026 alle 18:20
Autore: Gabriele Mafrica
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