Sembra uno scherzo, ma non lo è. Nel giorno in cui la Corte Federale d’Appello rende note le impietose motivazioni che hanno portato all’esclusione del Fasano dal campionato di Serie D, il presidente dello stesso club biancazzurro, Tiziano Sibilio, annuncia il suo ingresso nella dirigenza del Mesagne Calcio 2020. Con lui anche il fidato Vittorio Insanguine, direttore sportivo del Fasano. Una coincidenza temporale che ha il sapore della beffa, soprattutto per una tifoseria, quella fasanese, che ha visto cancellare in poche settimane un’intera stagione sportiva.

Da una parte, infatti, ci sono le motivazioni della giustizia federale, che fotografano un quadro di gravi irregolarità nella procedura di iscrizione: 23mila euro di quota non versati nei termini previsti, una tassa di ricorso pagata in ritardo, documentazione bancaria ritenuta insufficiente e contestazioni relative alle liberatorie dei calciatori.

Dall’altra, quasi contemporaneamente, arriva il comunicato del Mesagne Calcio 2020, società già alle prese con una situazione sportiva particolarmente difficile, che annuncia ufficialmente l’ingresso dei due dirigenti presentandoli come figure destinate a rafforzare la struttura organizzativa e gestionale.

E qui nasce l’interrogativo che inevitabilmente si pongono i sostenitori del Fasano: come può chi non è riuscito a garantire nei tempi stabiliti il versamento di poco più di 23mila euro, determinando l’esclusione di una società dalla Serie D, presentarsi oggi come una risorsa per la gestione di un altro club? Una domanda legittima, soprattutto alla luce delle motivazioni della Corte Federale d’Appello, che ha respinto le giustificazioni presentate dalla società biancazzurra, confermando la mancata ammissione al campionato.

Nel frattempo, a Mesagne, il comunicato ufficiale parla di un progetto fondato su «competenze, serietà, collaborazione e senso di appartenenza». Sibilio, in particolare, affiancherà direttamente la presidente Daniela Rini nelle attività societarie e nelle scelte organizzative, diventando un punto di riferimento nella gestione quotidiana del club. Parole e prospettive che, lette proprio nel giorno delle motivazioni della sentenza sul Fasano, assumono un significato quantomeno paradossale.

Anche perché il Mesagne non attraversa certo un momento felice. La formazione gialloblù, impegnata nel campionato di Promozione, è reduce da pesantissime sconfitte e da settimane di difficoltà organizzative e societarie. L’ultima, un clamoroso 8-0 contro il Latiano, racconta meglio di qualsiasi altra cosa la situazione.

Il diritto di Sibilio e Insanguine a intraprendere una nuova esperienza dirigenziale non è in discussione. È la tempistica, però, a lasciare senza parole. Il Fasano resta fuori dal campionato, mentre chi ne ha guidato la gestione sportiva e societaria trova spazio in un’altra realtà calcistica.

Per i tifosi biancazzurri, ancora alle prese con le conseguenze di una delle pagine più amare della storia recente del club, è difficile immaginare una beffa più grande. E mentre il Mesagne dà il benvenuto ai nuovi dirigenti, a Fasano resta una domanda che pesa più di tutte: chi risponderà davvero di quanto accaduto?
 

Sezione: News / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 09:21
Autore: Redazione
vedi letture