Protagonista di una promozione da calciatore e, subito dopo, di una stagione positiva da direttore sportivo, in una delle realtà più in ascesa del calcio dilettantistico italiano. Dal campo alla scrivania, affrontando tutte le difficoltà che una transizione di questo tipo comporta con grande entusiasmo e la volontà di continuare a crescere.
Uno dei principali protagonisti della promozione in Serie D dell'UniPomezia lo scorso anno è stato Roberto Delgado che, dopo aver trascinato via il club dall'Eccellenza da calciatore, ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo per intraprendere una nuova avventura dietro la scrivania nella massima categoria dilettantistica. Oggi direttore sportivo del club, Delgado ha raccontato alla nostra redazione la stagione del ritorno in Serie D della formazione romana: "È stata una grande stagione sotto tutti i punti di vista. Da neopromossa non era affatto semplice destreggiarsi in un girone difficilissimo come l’F che, insieme all’H, considero tra i due o tre più competitivi della categoria, con piazze e società attrezzate per categorie superiori. Ci siamo confrontati con realtà che giocano in stadi da diecimila spettatori e, per noi, raggiungere la salvezza con tre giornate d’anticipo significa aver svolto un lavoro straordinario".
Delgado: "Lavoro straordinario, società e guida tecnica hanno fatto al differenza"
Il valore del campionato disputato assume ancora più importanza se confrontato con l’esperienza di quattro anni fa, quando nella stagione 2021/22 il club romano, alla sua prima partecipazione assoluta in Serie D, non riuscì a mantenere la categoria, retrocedendo immediatamente in Eccellenza. L'UniPomezia è poi tornato nella massima categoria dilettantistica lo scorso anno, con ambizioni rinnovate e una progettualità più solida, frutto di un percorso di crescita che ha coinvolto ogni componente della società: dalla dirigenza allo staff tecnico, fino ai giocatori. Delgado individua nei fattori tecnici e organizzativi le principali differenze tra le due esperienze.
«La differenza l'ha fatta la guida tecnica, con Casciotti e il suo vice Rubino, che rappresentano il top sotto ogni aspetto, ma anche la società e il presidente, che ci ha messo nelle condizioni ideali per lavorare e per raggiungere l’obiettivo salvezza nel minor tempo possibile».
Delgado, dal campo alla scrivania
Dal campo alla scrivania. Quella intrapresa dall’ex Lazio e Potenza è una traiettoria comune a molti ex calciatori che scelgono di restare nel mondo del calcio, ma farlo nello stesso club in cui si giocava fino a poche settimane prima rappresenta inevitabilmente una sfida ancora più complessa. Dopo aver contribuito in maniera decisiva alla promozione in Serie D, realizzando oltre venti gol in Eccellenza, il classe 1986 ha deciso di chiudere la propria carriera agonistica e assumere il ruolo di direttore sportivo della società laziale.
Delgado racconta come il passaggio non sia stato privo di difficoltà, soprattutto nel rapportarsi, in veste diversa, con giocatori con i quali divideva lo spogliatoio fino a poche settimane prima: "La difficoltà maggiore nel passaggio dal campo alla scrivania è stata ritrovarmi a dover confermare, modificare o interrompere rapporti con giocatori che fino a poche settimane prima erano miei compagni di squadra. Sarò sincero: il campo mi manca, mi manca giocare. Però ho la fortuna di vivere la squadra da vicino, seguendola dalla panchina, e questo mi permette di continuare ad assaporare, almeno in parte, quelle emozioni".
Delgado: "Vogliamo alzare l'asticella, arriveranno innesti di spessore"
Archiviata una stagione più che soddisfacente, per Delgado e l’UniPomezia è già tempo di guardare avanti. La prossima annata, infatti, non sarà vissuta come una semplice stagione di consolidamento. Dopo la conferma di mister Casciotti, pronto a iniziare il suo quarto anno consecutivo sulla panchina rossoblù, e quella di diversi elementi chiave della rosa, la volontà della società è chiara: dare continuità al progetto, ma con ambizioni ancora maggiori.
"Abbiamo disputato un buon campionato, ma adesso vogliamo alzare l’asticella e provare a fare una stagione importante, cercando di restare il più in alto possibile in classifica. Poi vedremo dove potremo arrivare. Abbiamo riconfermato Buchel, che ha innalzato il livello del gruppo ed è un professionista straordinario: ha carisma, leadership e qualità tecniche che con questa categoria hanno ben poco a che vedere. Abbiamo confermato anche il capitano Federico Valle e altri ragazzi che meritavano di restare, ma arriveranno anche innesti di spessore. Sì, ci sarà qualche colpo importante".
Dopo la salvezza conquistata al ritorno in Serie D, l’intenzione dell’UniPomezia è quindi quella di compiere un ulteriore salto di qualità e inseguire traguardi sempre più ambiziosi. Se il mantenimento della categoria rappresenta oggi il miglior risultato sportivo della storia del club, la sensazione è che la dirigenza non abbia alcuna intenzione di fermarsi qui: il club laziale si candida a vivere un’estate e una stagione da assoluta protagonista.
Altre notizie - Girone F
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