'A difesa del suo Atletico Ascoli'. Può essere sintetizzata così l’avventura di Matteo D'Alessandro in maglia bianconera. Il difensore di Sondrio – cresciuto nel Genoa, con 46 presenze in Serie B e circa 100 in Serie C alle spalle – lascia il club del patron Graziano Giordani dopo tre stagioni. Un addio non privo di amarezza: "Ho dato tanto alla causa e sono contento di quello che ho fatto qui. Ma speravo che il congedo fosse diverso...".

Ovvero: "Mi spiace andar via, sentivo l'Atletico Ascoli come casa mia nonostante non fossi della zona. In vent'anni anni di carriera solo in B ero stato messo in discussione. Ma ora sono sereno e pronto per una nuova avventura".

Monza, Reggiana, Reggina e Pro Vercelli sono solo alcune delle piazze attraversate dal classe '89. Il filo che lo lega all'Atletico Ascoli, però, ha una storia particolare. Arriva nel 2023 dopo aver salutato il Porto d'Ascoli (club che, nel frattempo, aveva cambiato la denominazione in San Benedetto Calcio e poi Sambenedettese Calcio). Un passaggio accompagnato da un pizzico di scetticismo iniziale, vista la rivalità locale. Diffidenze cancellate sul campo: "Non è stato facile lasciare il Porto d’Ascoli, una realtà che ho apprezzato tantissimo. Ad Ascoli però mi sono fatto conoscere a livello umano e benvolere da tutti - e aggiunge - . Mi sento ancora giovane di testa e performante. Ho voglia di dimostrare, voglio sentirmi ancora un calciatore" .

D'Alessandro ha chiuso la stagione 2025/26 con 22 presenze, un gol (al Sora) e un assist (contro il Castelfidardo). Un'annata storica per l'Atletico Ascoli di Simone Seccardini, capace di raggiungere i playoff per la prima volta.

D'Alessandro: "Atletivco Ascoli, potevamo fare ancora meglio"

Eppure, secondo l'ormai ex capitano, si poteva fare di più: "Dal mio punto di vista ce la saremmo potuta giocare per un traguardo ancora più ambizioso. Certo, forse non per il primo posto viste le corazzate del girone, ma potevamo fare meglio". L’Atletico Ascoli, infatti, ha terminato la sua avventura nei playoff al primo turno, quando ha perso 2-1 contro il Teramo

Sullo sfondo resta la realtà di un club che, per ovvie ragioni di territorialità (visto il richiamo storico dell'Ascoli Calcio), non vanta un seguito di tifosi. Una caratteristica strutturale che può avere i suoi pro e i suoi contro, soprattutto per chi ha vissuto gran parte della carriera tra i professionisti: "Non la reputo una giustificazione, ma è un fattore da mettere in conto. Più che altro, essendo il capitano della squadra, in diverse circostanze non sono rimasto felice per quanto riguarda il mio coinvolgemento".

"Parla il campo per me"

Ora però l'Atletico Ascoli è il passato. Per il difensore si apre un nuovo capitolo di una lunga carriera. Come raccontato nei giorni scorsi, Ancona e Foligno si sono già mosse ma la lista delle pretendenti potrebbe allungarsi a breve. D'Alessandro, d'altronde, ha le idee chiare: "Sono molto sereno, parla il campo. Oltre alla duttilità tattica, so di poter dare ancora molto. Cerco un progetto serio o una piazza importante". Il telefono squilla, il mercato chiama: D'Alessandro è pronto a ripartire.

Sezione: Girone F / Data: Sab 11 luglio 2026 alle 14:15
Autore: Redazione
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