Matteo Barzotti si prende la scena e trascina il Varese alla prima vittoria stagionale. Sul campo del Pontedera è arrivato un netto 3-0, con l’attaccante protagonista assoluto: tutte le reti biancorosse portano la sua firma. Un successo che permette alla squadra di Andrea Ciceri di sbloccarsi dopo le prime tre giornate e di salire a quota cinque punti nel Girone D.

Per Barzotti, però, quella di Pontedera non è stata una tripletta come le altre. A 34 anni, infatti, è stata la prima della sua carriera. Una giornata da ricordare anche per il pallone della partita, che l’attaccante ha potuto portare a casa dopo averlo fatto firmare da tutti i compagni.

Il traguardo arriva in un momento particolare per il centravanti del Varese. Barzotti è infatti rientrato da un’operazione al ginocchio e, come spiegato da Ciceri nel post-partita, è stato utilizzato in tutte e tre le gare disputate dalla squadra nell’arco di una settimana. "Lo abbiamo spremuto", ha raccontato scherzando l’allenatore, sottolineando però quanto il Varese avesse bisogno del suo lavoro e del suo senso del gol.

A Pontedera l’attaccante ha risposto presente. Prima il colpo di testa che ha sbloccato la partita, poi il raddoppio nella ripresa e infine il calcio di rigore che gli ha permesso di completare la tripletta. Tre gol diversi per modalità di realizzazione, tutti decisivi per consegnare al Varese i primi tre punti della stagione.

La giornata ha avuto anche una dedica speciale. Barzotti ha scelto di dedicare il pallone della sua prima tripletta alla figlia Camilla, nata lo scorso 31 luglio: "Mi ha portato fortuna per questa vittoria importante", ha raccontato nel post-partita.

Dopo tre giornate caratterizzate da due pareggi e una sconfitta, il Varese ritrova così la vittoria e soprattutto il suo centravanti. Per Barzotti, invece, il 3-0 di Pontedera rappresenta una pagina particolare della sua carriera: la prima tripletta a 34 anni, arrivata proprio nel momento in cui la squadra aveva più bisogno dei suoi gol.

Sezione: Girone D / Data: Lun 21 settembre 2026 alle 13:52
Autore: Luigi Mattia Caiazzo
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