Il Manfredonia alza l’asticella e si prepara alla stagione 2026/2027. La società sipontina ha presentato squadra e progetto alla città, in una serata che ha rappresentato il primo vero abbraccio tra il nuovo gruppo, la tifoseria e il “Miramare”. Un momento utile anche per tracciare la linea in vista dell’esordio stagionale, dopo un’estate caratterizzata da diversi movimenti di mercato e dalla volontà del club di costruire una rosa competitiva per il girone H di Serie D.

La squadra è stata affidata ad Andrea Ciaramella, reduce dall’esperienza sulla panchina dell’Afragolese. Intorno al nuovo allenatore, il club del patron Gianni Rotice ha lavorato per rafforzare l’organico con un mix di esperienza e giovani. Tra i primi innesti dell’estate c'erano stati Matias Castro, attaccante classe 1991 reduce dalle esperienze con Sancataldese e Gelbison, e Andrea Orlandi, esterno offensivo classe 2002 proveniente dalla Fidelis Andria. A loro si è aggiunto il difensore francese Guillaume Gigliotti, classe 1989 ed ex Nardò, profilo dalla grande esperienza anche tra i professionisti. 

Il Manfredonia ha lavorato però anche in prospettiva. Tra i pali è arrivato Gabriel Fajt, portiere classe 2008 cresciuto nel settore giovanile della Reggiana, mentre a centrocampo è stato ingaggiato Sebastian Giacomazzi, classe 2006, figlio dell’ex Lecce Guillermo Giacomazzi e reduce dall’esperienza con il Novoli.Successivamente il club ha rinforzato ulteriormente il reparto offensivo con Antonio Santarpia, ala sinistra classe 2000 proveniente dal Martina, e il centrocampo con il giovane Samuele Desiato, classe 2006 proveniente dal Trento. Nel corso dell’estate non sono mancati anche alcuni cambiamenti in corsa: per Castro e Giacomazzi, infatti, ad agosto, a seguito del ritiro, si è andati verso la risoluzione consensuale. Il grande colpo delle ultime settimane è stato invece Miguel Angel Sainz-Maza, centrocampista offensivo spagnolo classe 1993 reduce dalla Varesina e con un lunghissimo passato tra Serie B e Serie C. Un innesto di esperienza e qualità per una squadra che vuole provare a recitare un ruolo importante nel prossimo campionato. 

Manfredonia, Rotice: “Abbiamo fatto più di quello che dovevamo fare, ora mi attendo la risposta di tutti”

A raccontare le ambizioni del nuovo Manfredonia è stato innanzitutto il patron Gianni Rotice, che ha sottolineato l’importanza del rapporto tra squadra e città: “Era giusto presentarsi alla città, vivere con la città questo momento magico di inizio stagione perché è un progetto che ogni anno cresce e, come cresce il progetto, è logico che il brand debba sempre più stare in tutti i posti: nel campo, tra i tifosi, tra la gente. I ragazzi devono toccare con mano e vivere le sensazioni di appartenere a un gruppo importante, a una città importante e quindi ci auguriamo che sabato si inizi alla grande”.

Poi sul “Miramare” e sul progetto legato allo stadio: “Lo stadio è una bomboniera perché anche qui ci sono stati sacrifici privati. Adesso ci attendiamo l’ultimo step con l’aiuto dell’amministrazione per cercare di ampliare i due settori delle curve, per far venire più gente e cercare anche di giocare il pomeriggio. Siamo sulla buona strada, a piccoli passi penso che anche questo si riuscirà a fare. È questo veramente che la casa del calcio, la casa del Manfredonia Calcio, può diventare: dalla prima squadra ai giovanili alle scuole calcio, quell’elemento sociale nel quale sia lo sport, tutto ciò che ruota intorno allo sport, ma anche tutto ciò che si vive nel mondo sociale va a integrarsi”. Rotice si è quindi soffermato sugli investimenti sostenuti dalla società e sull’innalzamento dell’asticella: “Dovevamo partire, siamo partiti allestendo una squadra importante, confermando quello che è il nucleo forte dell’anno scorso, aggiungendo altri nomi importanti e poi aggiungendo sempre più nomi, tra cui l’ultimo Maza, ancora più importante, proprio per far sì che la squadra diventi competitiva. Adesso il campo dirà la sua, ma abbiamo dato il massimo, abbiamo fatto il massimo e adesso ci attendiamo i giusti risultati”.

Infine, il patron ha ribadito la necessità di far convivere ambizioni sportive e sostenibilità: “È un progetto, quello del Manfredonia, che va oltre il campo. L’ho sempre detto e quest’anno lo si vede in maniera ancora più importante: cresce il brand, crescono anche le attività che ruotano attorno al pallone. È un’azienda il Manfredonia Calcio e come tutte le aziende va vissuta e controllata, mantenendo sempre il rapporto tra l’aspetto tecnico e il risultato finanziario, proprio per non andare a finire, come la storia poi ci insegna, in maniera disastrosa. Dobbiamo conseguire i risultati ma stare sempre attenti ai conti. E poi mi auguro che veramente lo stadio si riempia e ci siano sottoscrizioni di abbonamenti perché noi abbiamo fatto di più di quello che dovevamo fare, adesso mi attendo la risposta da tutti”.

Sainz-Maza: “Non sono venuto qui a passeggiare, voglio fare la differenza”

Uno dei simboli del nuovo progetto è Miguel Angel Sainz-Maza. Lo spagnolo, arrivato dopo l’esperienza con la Varesina, ha spiegato i motivi che lo hanno convinto ad accettare la proposta del Manfredonia. “Di sicuro l’ho scelto soprattutto per la piazza, la società e anche perché mi avevano parlato bene. Un mio ex compagno mi ha parlato bene della squadra, del mister. Per fortuna tutto quello che mi ha detto si è avverato. Basta solo iniziare bene, con entusiasmo e fare le cose per bene”.

Sainz-Maza non nasconde le proprie ambizioni personali: “Darò il massimo, aiuterò i giovani con la mia esperienza e la squadra, che ha bisogno di dare sempre una mano. Di sicuro non sono venuto qua a passeggiare, voglio fare la differenza”.

L’impatto con il nuovo spogliatoio è stato positivo: “I ragazzi sono molto bravi. C’è un grande gruppo e comunque per fare bene è la cosa più importante, secondo me, per quello che ho vissuto in questi anni di carriera. C’è anche tanta qualità e allora speriamo di trasmetterlo in campo e fare le cose per bene”.

Ciaramella: “Questa squadra inizia già ad avere un’identità”

Soddisfatto per la risposta della città anche l’allenatore Andrea Ciaramella, pronto a guidare il Manfredonia nella nuova stagione. “Abbiamo visto oggi un’atmosfera già da campionato, già da gare ufficiali; abbiamo visto l’amore che questa piazza, questa tifoseria riesce a trasmetterci e ci siamo tutti quanti inorgogliti di far parte di questa grande famiglia che è il Manfredonia Calcio”. La testa è però già rivolta alla prima partita ufficiale: “Ci teniamo a iniziare con il piede giusto. Lo facciamo contro una delle squadre più attrezzate del girone, un derby, una partita molto sentita e noi sicuramente ci faremo trovare pronti, perché ci teniamo tantissimo a regalare una gioia innanzitutto alla società, al presidente Rotice, a tutti quelli che hanno lavorato in questo mese e soprattutto nella costruzione di questa squadra e alla tifoseria. Dare già sabato un segnale importante per noi potrebbe essere un inizio che fa creare ancora più entusiasmo, quello giusto per fare una stagione esaltante, una stagione che regali tante emozioni a questa gente”. Dopo oltre un mese di preparazione, Ciaramella vede già i primi risultati del lavoro svolto: “La squadra dopo più di un mese di ritiro inizia già ad avere un’identità. È chiaro che all’inizio è sempre un po’ complicato, soprattutto quando dai delle idee nuove, quando cerchi di fare un calcio diverso da quello che erano abituati a fare. Però vedo tanta predisposizione, tanta voglia di mettere in pratica le idee, mettere in pratica i principi che stiamo cercando di dare io e il mio staff alla squadra. All’inizio si può anche un pochettino faticare, ma alla lunga io penso che se lavori bene verrai sempre ripagato”.

Tanti i giocatori di esperienza arrivati per innalzare il livello della rosa, ma l'allenatore mette davanti a tutto il collettivo: “La squadra è sempre un corpo solo, un’anima sola, un cuore solo, quindi bisogna lavorare con tutti allo stesso modo, cercare di dare sempre un’identità precisa, perché se mancano dei giocatori importanti non ci possiamo far trovare poi, diciamo, spiazzati perché non abbiamo gli uomini guida. Allora cerchiamo di dare, di indottrinare tutti allo stesso modo. È chiaro che i giocatori importanti sono sempre quelli che fanno crescere i giovani, portano per mano un po’ tutti gli altri del gruppo, i tre quattro leader che ogni squadra ha, e quest’anno, grazie a Dio, ho dei leader veramente importanti, giocatori che hanno calcato palcoscenici diversi, campi diversi. Questo fa sì che la squadra faccia anche uno step in avanti rispetto all’anno scorso dal punto di vista della personalità e in questo campionato così difficile com’è il girone H di Serie D ci servono giocatori così”. La rosa, tuttavia, potrebbe non essere ancora definitivamente chiusa: “Siamo pronti. Cercheremo strada facendo anche di capire se questa squadra va ancora rinforzata, puntellata, con pochi ritocchi che credo siano necessari proprio in virtù del discorso che ho fatto prima: non farci trovare magari spiazzati se capita qualche infortunio, qualche squalifica. Avere dei sostituti degni, all’altezza dei titolari, dà sicuramente anche un’identità precisa. È un modo per poter avere sempre una squadra non snaturata, ma avere sempre la stessa forza e consistenza di squadra”.

Sezione: Girone H / Data: Mar 25 agosto 2026 alle 09:56
Autore: Mariapaola Trombetta
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