Ci sono voluti più di cinquanta anni di attesa, ma l'Avola è tornato alla vittoria in Serie D e lo ha fatto con un "giant kill" non da poco. Il nome Trapani spaventa, nonostante i granata abbiano perso le prime due giornate di campionato. E la vittoria ottenuta dall'Avola non può passare inosservata. Non lo ha fatto, nella mente dell'allenatore dei rossoblu, Attilio Sirugo, che dopo la partita ha voluto fare il punto della situazione raccontando non solo la partita che la sua squadra ha disputato, ma tutto il percorso che l'ha condotta a questa vittoria.

"Penso, con tutta umiltà, che la vittoria sia meritata. Anche sofferta, perché non puoi pensare di vincere senza soffrire contro una squadra forte e organizzata come il Trapani, però i ragazzi l'hanno voluta. Secondo me questa vittoria è anche figlia di domenica scorsa, perché in questa settimana i ragazzi hanno accumulato un po' di rabbia, un po' di veleno, perché magari probabilmente si aspettavano qualcosa di più e hanno avuto la reazione giusta. Hanno capito che se vuoi portare punti a casa in questo campionato, devi mantenere la concentrazione altissima per 100 minuti. Quello che era stato fatto di buono a Barcellona non è bastato. Sapevano che bisognava fare un'altra prestazione superlativa per battere questo Trapani".

Uno spazio importante lo merita anche la preparazione alla partita e il lungo digiuno di un club come l'Avola dalla Serie D: il 1973 l'ultima volta che la squadra siciliana ha preso parte alla categoria. "Già da martedì ho visto una voglia incredibile di tornare subito in campo a riprendersi qualcosa di positivo. Dopo 53 anni di attesa, l'abbiamo fatto davanti a un pubblico che, nonostante il maltempo, ci è stato vicino e ci ha spinto. Avevo detto ai ragazzi che c'era bisogno di veicolare in campo l'energia che sarebbe arrivata dagli spalti".

Infine, spazio anche alle dediche e alla valorizzazione del gruppo: "Mi ha fatto piacere che, al gol così importante di Langella, sia stata mostrata la maglia di Francesco Palermo. Questa vittoria la vogliamo dedicare a lui. I ragazzi hanno creato un gruppo incredibile di ragazzi per bene, di grandi lavoratori, e quando un loro compagno importante per noi domenica purtroppo ha riportato la rottura del crociato, si sono stretti attorno a Francesco e gli auguriamo di tornare presto, perché comunque il suo percorso continua con noi".

Sezione: Girone I / Data: Lun 14 settembre 2026 alle 09:38
Autore: Francesco Alessandro Balducci
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