Dopo aver rilevato il Trapani Calcio nel 2023 e il basket nel 2024, riportando grande entusiasmo in città, i rapporti tra il presidente Valerio Antonini e le istituzioni locali, le federazioni sportive nazionali e la piazza si sono rapidamente compromessi trasformandosi in una complessa vicenda politica e giudiziaria.

LA ROTTURA CON L’AMBIENTE E LA RICERCA DI NUOVI INVESTIMENTI - Ai microfoni di Be.Pi TV Antonini ha parlato della tossicità dell’ambiente trapanese e della volontà di trovare un ambiente sereno: “Mi sto guardando intorno perché voglio fare un nuovo investimento. Ho deciso di comprare una nuova società e di portare avanti il Trapani Calcio così come lo sto portando avanti adesso. Voglio investire in qualcosa di diverso, perché a Trapani in questo momento non ho né sponsor né tifosi, non ho niente. Sono soldi che sto mettendo io da solo”.

Il presidente ha rivelato di essere già a buon punto nella trattativa per acquistare il nuovo club: “Ho già fatto incontri avanzati con due società, siamo in una fase avanzata di studio e approfondimento. Da qui a fine anno entreremo in una nuova realtà. Voglio tornare a respirare un'aria di sport in tranquillità in un ambiente nuovo, eliminando tutta questa porcheria che c’è a Trapani”.

IL NUOVO STADIO E L’ACCORDO COL COMUNE - Antonini ha parlato inoltre dei massicci investimenti per l’adeguamento dell’impianto di Mokarta. L’obiettivo è ottenere una concessione ventennale per garantire al club un impianto a norma anche per i campionati professionistici: “Indipendentemente da come finirà la mia avventura a Trapani lascerò il titolo vivo e vegeto. Lascerò una squadra con un impianto tutto suo. Abbiamo presentato la richiesta di incontro al Comune di Erice per fare uno stadio da 4800 posti che possa consentire al Trapani Calcio di avere con una concessione rivista per almeno altri 20 anni uno stadio funzionale per allenamenti, partite e anche per fare la Serie C”.

IL FUTURO DEL TRAPANI - L’attuale numero uno dei granata ha criticato l’operato delle precedenti società, sottolineando la sua intenzione di non abbandonare velocemente il club: “Io non scappo. Di solito i ladri, come mi hanno descritto qua a Trapani, scappano e se ne vanno. Qui ne hanno avuti tanti di ladri che hanno fatto fallire più volte la società. Io non sono mai scappato perché sono una persona perbene che è stata truffata. Non voglio lasciare la società fallita”.

Infine, l’imprenditore romano ha svelato anche novità sul futuro della squadra: “Prima di vendere le squadre di Trapani dobbiamo aspettare le sentenze, perché ci sono richieste di risarcimento danni milionarie. Tra le quattro sentenze principali tra calcio e basket con le federazioni e con le istituzioni trapanesi girano una cinquantina di milioni di euro di risarcimento”.

Per l’ambiente trapanese non si prospetta dunque un periodo semplice. La squadra, attualmente terzultima nel Girone I, è reduce da un avvio di stagione piuttosto complicato. Nella sfida di domenica, 1° novembre, contro l’Enna sarà fondamentale ritrovare la vittoria non solo per la classifica, ma anche per il morale della piazza e dei giocatori.

Sezione: News / Data: Sab 31 ottobre 2026 alle 18:12
Autore: Nicolò Ferrario
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