Dopo una carriera tra Serie B e C, dalla scorsa stagione stiamo conoscendo sempre meglio il Mattia Mustacchio di Piacenza, che abbina all'esperienza e alla leadership dei suoi 37 anni un fisico che ne dimostra molti meno e l'entusiasmo di un esordiente. Anche quest'anno è lui il trascinatore dei biancorossi, con 7 gol e 2 assist nelle prime 9 giocate tra campionato e coppa. Ma, per uno come lui, non si può mai parlare di pancia piena: "Io non sono mai soddisfatto, neanche di me stesso - ha raccontato a SerieD24.com -. Difficilmente mi dico bravo, anche dopo una partita in cui abbiamo vinto e ho fatto doppietta. Cerco sempre di fare di più, è questa la ricetta per migliorarsi".

E sta migliorando sempre di più anche il suo Piacenza, atteso da una sfida al vertice inaspettata. Al Garilli andrà in scena il primo storico derby col Nibbiano&Valtidone, che dopo le prime nove partite della propria storia in D sta già tentando la fuga solitaria in vetta: "È chiaro che non sia una partita come tutte le altre, ma allo stesso tempo vale tre punti come tutte. Contro la prima voglio vincere per tornare sotto a mettere pressione, ma non si può parlare di gara spartiacque".

IL RAPPORTO CON PIACENZA - Da quando è arrivato, è subito sbocciato l'amore con la squadra e la tifoseria: "Io mi trovo molto ma molto bene in questo ambiente. Ho trovato ciò che mi aspettavo fin dall’inizio, perché so che è una responsabilità giocare qua. Io la sento e sto ricevendo tanto affetto in cambio. Voglio concentrarmi sul continuare a fare quello che sto facendo, alzando sempre l’asticella". Dopo i 18 gol della scorsa stagione, anche i numeri personali sono tra gli obiettivi. Ma a una condizione: "Non so se riuscirò a farne di più, quello che mi chiedo è di esserci nei momenti delicati per portare punti. Io gioco per i miei compagni e l'importante è che i miei numeri siano importanti per la squadra".

Ma il suo è un ruolo prezioso anche fuori dal campo. L'ennesima dimostrazione arriva dall'ultima partita di coppa, al termine della quale Bassanini lo ha ringraziato pubblicamente per alcuni consigli: "Mi fa piacere sentirlo, perché ci tengo. Abbiamo creato un gruppo davvero importante. Non ho mai nascosto che in futuro mi piacerebbe lavorare con i ragazzi, perché cerco umilmente di portare quella che è stata la mia esperienza. I giovani hanno il diritto e il dovere di sbagliare, ma devono farlo con convinzione, sapendo che con un errore possono migliorarsi. Noi più esperti dobbiamo prenderci le responsabilità nei momenti di difficoltà e far loro notare quello che possono fare meglio. Nell’ultima partita ho dato un paio di consigli sull’ultima scelta al Bassa, poi ne è scaturito l’assist. Fa piacere quando i ragazzi ti ascoltano provando a mettere in pratica un tuo consiglio".

IL FUOCO DENTRO - A Mustacchio piace usare questo termine per parlare del suo segreto, di ciò che lo spinge a migliorarsi anche quando nel calcio iniziano a considerarti un "vecchietto". E, per questo, di smettere non se ne parla proprio: "Qua sono buono e non rispondo con una parolaccia (ride, ndr), ma faccio il mestiere più bello del mondo e voglio continuare a farlo, perché dentro arde ancora quella fiamma. Voglio stare in campo ancora per qualche anno. Anni fa vedevo compagni smettere a 34 o 35 anni, io invece andando avanti mi sento meglio di prima. Faccio di tutto perché il mio corpo continui a permettermi queste prestazioni, mi sento bene e non voglio pormi limiti".

E non esclude nemmeno un ritorno tra i professionisti: "Voglio continuare a fare quello che sto facendo e non è questione di categoria. Ho raggiunto una forza fisica e mentale che mi fa sentire ancora all'altezza di cimentarmi in un altro campionato. Quando arriverà il momento di chiudere poi lo farò, ma chissà tra quanto".  Ad alimentare questo fuoco dentro c'è anche il peso della maglia del Piacenza: "Giocare qua comporta delle pressioni e ho fatto questa scelta perché la pressione a me piace. Se vuoi giocare in una piazza importante devi prendere queste pressioni e trasformarle in energia positiva. Rubare un po' di serenità al Nibbiano? No, non ruberei niente a nessuno. Sto bene dove sono, contento della squadra con cui gioco e dei tifosi per cui lotto".

LA SFIDA AL NIBBIANO - A mettere ulteriore pressione ci sta pensando proprio il Nibbiano&Valtidone, che arriva al derby con un sorprendente +9 sul Piacenza: "Ho grande rispetto per il Nibbiano, sta facendo un inizio di stagione molto importante. Non vedo favoriti, vedo sicuramente una bella partita. Dovremo rimanere tranquilli per non aumentare le pressioni che già ci sono. Ho imparato ad affrontare tutte le partite allo stesso modo, senza farmi influenzare dalla classifica e affrontando ogni gara come se fosse una finale. L’unica cosa che mi aspetto da noi stessi è una prestazione sul livello delle ultime".

Sarà anche sfida nella sfida con Alcibiade, dopo tante volte da avversari in passato. Il capitano del Nibbiano ha fatto i complimenti a Mustacchio per "non invecchiare mai" e il 7 del Piacenza non può che ricambiare: "Non posso che dire lo stesso di lui, perché alla fine ci ritroviamo ancora dopo tanti anni. Se anche quando scendi di categoria continui a fare queste prestazioni e raggiungere obiettivi importanti vuol dire che hai quel fuoco dentro di cui parlavo". Ora la parola passa al campo: "Non è una partita da dentro o fuori, ma ciò non toglie che siamo concentrati come se lo fosse. Però sappiamo anche che non siamo ancora a un terzo di campionato e può cambiare tutto. Rimane il fatto che sia una partita importante, contro la prima della classe e contro una squadra piacentina. La gente ci tiene tantissimo, noi nelle ultime tre siamo diventati davvero squadra e dobbiamo continuare a dimostrarlo".

Sezione: Girone B / Data: Sab 31 ottobre 2026 alle 10:30
Autore: Simone Solenghi
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