Una scena di rispetto solenne che fotografa l'emozione di chi ama il neroverde. Marco Criaco, calciatore del Pordedone fin dalle giovanili, tornato recentemente per riportare la squadra in alto ha (ri)consegnato la fascia a Salvatore Burrai, appena arrivato dopo l'annuncio del ritiro dal calcio.  

La storia del calciatore calabrese rende ancora più significativo il gesto, visto che l'ex Cosenza è partito da bambino, iniziando proprio dai ramarri la sua avventura. Di fronte, però, a una leggenda non ci ha pensato due volte, scegliendo di affidargli la guida di uno spogliatoio che punta a tornare in Serie D.

Del resto, Burrai aveva deciso di smettere, appendendo gli scarpini al chiodo. La chiamata del Pordenone, però, lo ha fatto tornare sui suoi passi. Una scelta di cuore dettata dalla voglia di dare tutto per un club con cui ha addirittura sognato la Serie A. Il presente si chiama Eccellenza, ma l'identità non appartiene a nessuna categoria; anzi, vive di luce propria negli occhi di chi continua a lottare per un futuro migliore. 

Di fronte a questi gesti il calcio si riapproria della propria essenza, lasciando da parte competizione e individualismi e conservando unicamente i valori più sani dello sport: il rispetto, l'amicizia e gli obiettivi comuni. 

A Pordenone si sogna, soprattutto grazie a due grandi uomini come Criaco e Burrai, capitani di una nave da condurre in porti più importanti. Ci sarà da soffrire, lottare, ma l'appartenenza, l'amore per la maglia, il sudore e l'impegno non mancheranno. Chissà, però, chi calcerà le punizioni... Entrambi i calciatori sono ottimi tiratori, forse solo in quel caso ci sarà modo di discutere.

Sezione: News / Data: Sab 05 settembre 2026 alle 17:00
Autore: Antonino Iorfida
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