È il momento delle presentazioni ufficiali, ma soprattutto di ritrovarsi. Dopo aver svelato la nuova maglia al ristorante Idea Verde di Olgiate Olona, la Pro Patria ha acceso l’entusiasmo di piazza Santa Maria, nel cuore di Busto Arsizio, riempiendola di biancoblù e regalando ai propri tifosi una serata da vivere e custodire. Non è stata soltanto la presentazione di una squadra. Non è stata soltanto l’occasione per conoscere i calciatori che nella stagione ormai alle porte. È stata una vera e propria festa di appartenenza, il momento in cui una città e la sua squadra si sono strette ancora una volta nello stesso abbraccio.
E così, tra applausi, sorrisi ed emozioni, piazza Santa Maria si è tinta di biancoblù, pronta a spingere la Pro Patria verso una nuova stagione. A prendere la parola per fare gli onori di casa è stata la presidente Rosanna Zema, che ha accolto così: ”Le fatiche che abbiamo affrontato ci hanno portato a questo risultato. Il Sindaco è sempre stato al mio fianco e, insieme al mio comitato strategico, abbiamo svolto un lavoro importante. Non è stato facile”. L’avvocato ha di fatto ripercorso le difficoltà che hanno portato la società fino a questo punto per poi aggiungere: “La resilienza non è soltanto la capacità di reagire alle situazioni difficili, ma anche la capacità di lasciarsi alle spalle ciò che di brutto è accaduto e andare avanti, portando con sé tutto il bello. Spero che questa sia la prima di tante serate da vivere insieme”.
L’avvocato ha poi sottolineato i suoi sentimenti nel trovarsi a ricoprire questo ruolo ma soprattutto nell’essere in piazza a rappresentare la Pro Patria: “È emozionante poter parlare della Pro Patria qui, in piazza. I nostri tifosi sono una risorsa inestimabile e sono stati fondamentali. Questo è l’inizio di un percorso importante”. A conclusione: “Oggi ho sentito la società e mi hanno detto quanto siano emozionati all'idea di vivere questa realtà insieme a una tifoseria e a una piazza come Busto Arsizio. Non vedono l’ora di venire qui un giorno e vi garantiscono che vi seguiranno”.
Il messaggio arrivato da piazza Santa Maria è stato semplice, ma potente: la Pro Patria non è soltanto una squadra di calcio, è una parte dell’identità di Busto Arsizio. Una storia che affonda le proprie radici nel 1919 e che, dopo 107 anni, continua a vivere attraverso una maglia, quei colori e soprattutto attraverso le persone che li hanno amati, difesi e tramandati di generazione in generazione. E proprio quel legame indissolubile tra la città e la sua squadra è stato sottolineato dal primo cittadino bustocco, Antonelli, che ha voluto ricordare chi, nel corso degli anni, ha contribuito a mantenere accesa questa storia: “Voglio ringraziare tutte le persone che hanno permesso di dare vita a questa nuova avventura. Penso ai miei predecessori, che hanno sempre lavorato affinché questa squadra potesse continuare a giocare allo Speroni. In questi anni abbiamo vissuto momenti belli e momenti più difficili, con tanti alti e bassi. Devo ringraziare la proprietà attuale, che ha fatto tantissimo e ha scelto di continuare a portare avanti la tradizione della nostra squadra. Perché questa è passione. E quando una passione riesce a passare da una generazione all’altra, allora significa che è diventata parte di una città”.
Pro Patria, Giovanditti: "Abbiamo restituito entusiasmo. Tutti hanno scelto Busto"
Tra gli artefici di questa nuova Pro Patria, oltre alla presenza costante della società – con Luca Bassi, Finnat e il Gruppo Estrella, e naturalmente con l’avvocato Rosanna Zema – ci sono anche gli uomini che, lontano dai riflettori, hanno costruito la squadra con idee, intuizioni e giocatori. Tra questi spicca il nome del direttore dell’area tecnica Giovanni Giovanditti, protagonista di un lavoro che non si è fermato nemmeno dopo la vittoria del campionato Primavera. Una cavalcata vincente che ha lasciato spazio a una nuova sfida, quella di costruire una Pro Patria pronta ad affrontare la stagione ormai alle porte. Al suo fianco Ferrara, che dopo settimane intense e un mercato vissuto fino all’ultimo giorno si è finalmente concesso una meritata pausa. Perché dietro ogni squadra che scende in campo c’è un lavoro fatto di telefonate, trattative, idee, scelte e soprattutto tanta passione.
“Per me essere qui è un’emozione grandissima. Questa è una piazza che ho frequentato fin da adolescente e oggi poterla vivere rappresentando la Pro Patria è motivo di enorme orgoglio. Devo ringraziare tutta la proprietà per avermi dato questa grande opportunità”. Questo l’esordio di Giovanditti che poi prosegue: “Tutto è iniziato dopo la vittoria dello Scudetto con la Primavera. Sarebbe stato un peccato non dare continuità al lavoro straordinario fatto da tutte le persone che hanno contribuito a quel risultato. Spero che quest’anno possiamo riuscire a replicare qualcosa di importante. Io sono qui, mentre Raffaele Ferrara avrebbe dovuto essere con noi, ma si è preso qualche giorno di meritate ferie dopo il lavoro fatto sul mercato. Sapevo che mi avrebbe dato un grande aiuto nella costruzione della squadra e nella realizzazione delle ambizioni che questa società ha”. E a conclusione: “Credo che abbiamo dato qualcosa a tutti e, soprattutto, abbiamo contribuito a restituire entusiasmo. Abbiamo portato a Busto giocatori che hanno scelto di venire qui, sposando un progetto e un obiettivo preciso. Tutti hanno rinunciato a qualcosa per essere qui, ma lo hanno fatto perché hanno creduto nella Pro Patria. Sono convinto che quello che hanno dato a noi finora sapranno restituirlo anche in campo. Ora tocca a loro, ma sono sicuro che metteranno tutto quello che hanno per questa maglia e per questa piazza”.
Pro Patria, la squadra si presenta: “Insieme per tornare nel calcio professionistico”. E arriva Maistrello
E dopo le figure che compongono la società e la dirigenza, non potevano mancare loro: i giocatori, gli uomini chiamati a trasformare ambizioni e parole in risultati sul campo. Saranno loro, come ribadito da tutti gli esponenti della società, ad avere il compito di riportare la Pro Patria dove merita: nel calcio professionistico. A prendere per primo la parola è stato Antonio Arpino, difensore centrale classe 1995, che ha raccontato le prime sensazioni vissute in biancoblù: "Ho trovato un ambiente sano e dei ragazzi davvero bravi. La società è seria e per me sarà una bella opportunità. Cercheremo di ripagare tutto questo affetto con il massimo impegno".
A fargli eco è stato Federico Gianola, centrocampista classe 2000, colpito dall'accoglienza ricevuta dalla piazza: "L’ambiente che abbiamo trovato attorno è stato bellissimo. Vedere la curva che ci applaude è qualcosa che fa davvero piacere. Ti dà qualcosa in più, una motivazione ulteriore per lottare e, se riusciamo a portare tutto questo entusiasmo dalla nostra parte, può aiutarci davvero tanto. La Serie D è un campionato particolare, dove puoi giocare a calcio oppure trovarti a “spalare”, perché ci sono anche campi difficili e partite completamente diverse tra loro. Non dobbiamo guardare in faccia a nessuno. Quando ci sarà da mettere l’elmetto, dovremo farlo senza paura e senza tirarci indietro".
Poi è toccato a Leonardo Nanni, esterno offensivo mancino classe 1991, che ha parlato anche delle sue prime soddisfazioni con la nuova maglia e artefice di un gol spettacolare in amichevole contro l’Imperia: "Fare gol regala sempre un’emozione. Era una delle prime partite ed è stato davvero bello. È stata un’azione corale, costruita da tutta la squadra, e questo rende il gol ancora più importante. A tutti fa piacere segnare, ma il nostro obiettivo è quello di squadra. Dobbiamo andare avanti come gruppo, perché poi è insieme al gruppo che anche il singolo riesce a esaltarsi".
E infine, non per importanza, il capitano Amedeo Benedetti, che ha raccontato tutta l’emozione di un ritorno che ha il sapore di una storia che ricomincia: "Sono passati sedici anni e per me tornare qui e poter indossare nuovamente questa maglia è un’emozione grandissima. Speriamo di fare un grande campionato, perché ci sono tutti i presupposti per riuscirci. In Coppa abbiamo disputato due belle partite, ma adesso arriva il meglio. Adesso arriva il campionato e vogliamo farci trovare pronti".
Ma la serata di piazza Santa Maria ha riservato anche una sorpresa. Proprio davanti ai tifosi biancoblù è stato infatti annunciato un nuovo volto della Pro Patria: Tommy Maistrello, attaccante reduce dall’esperienza con l’Union Brescia, pronto a mettersi subito a disposizione dell’allenatore Zironelli. Un rinforzo importante per il reparto offensivo, ma soprattutto un giocatore che ha già voglia di assaporare il calore dello Speroni. Maistrello, arrivato da pochissimo, si è presentato così alla sua nuova piazza: “Sono arrivato da poco, sono convocabile per domenica e non vedo l’ora di scendere in campo”.
Pro Patria, Zironelli: "Non mi hanno presentato così neanche alla Juventus"
Dopo aver presentato la squadra, mancava soltanto il condottiero. L’uomo chiamato a guidare questo gruppo, a dare un’identità alla nuova Pro Patria e a trasformare l’entusiasmo della piazza in risultati sul campo. Il suo nome è Mauro Zironelli, protagonista di un avvio già convincente: due vittorie, prima contro la Varesina e poi contro l’Oltrepò in Coppa Italia Serie D, e il pass per il turno successivo già conquistato. Accolto dall’affetto della piazza, l’allenatore ha sorriso: “Non mi hanno presentato così neanche alla Juve. Vi ringrazio davvero, ma il ringraziamento speciale va al nostro presidente, a Luca Bassi e al Misericordioso, perché se non ci fosse stato lui oggi non saremmo qui. Ci fanno sentire ogni giorno a casa e questa è una cosa davvero importante”.
E sui suoi ragazzi, Zironelli afferma: “Credo di avere un gruppo forte, formato da ragazzi splendidi. Siamo soltanto all’inizio e non vediamo l’ora di partire. Vogliamo cercare di allungare le partite a nostro favore, provando a rubare palla agli avversari e a imporre il nostro gioco. Questo deve essere uno degli aspetti che ci renderà forti. Ho visto nei ragazzi tanta fame e non vedo l’ora di far vedere a tutti il lavoro che stanno facendo. Voglio ringraziare anche chi ha costruito questa squadra: sono stati davvero bravi. I ragazzi sono stati altrettanto bravi ad aspettarci. Quando siamo andati in ritiro eravamo appena in tredici, ma lì ho scoperto un gruppo con grandi qualità”.
L’allenatore poi prosegue: “Spero di divertirmi e di riuscire a scegliere i ragazzi nel momento giusto. Alcuni si conoscevano già tra loro e questa è una cosa bella, perché aiuta a creare un gruppo ancora più unito”.
E poi, inevitabile, è arrivata la domanda sulla “Julia Roberts”, la metafora scelta dall’allenatore per indicare il possibile protagonista della stagione. Zironelli ha mantenuto il mistero, lasciando aperta la porta a una risposta collettiva: “Spero che siano tutti loro, che riescano a ritagliarsi il proprio pezzo di partita. Speriamo che finisca come deve finire… Adesso, però, non diciamo nulla”.
La Pro Patria è pronta a cominciare la sua nuova storia. E adesso, finalmente, tocca al campo raccontarla.
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