Ormai da qualche settimana, Victor Ibarbo è un nuovo calciatore del Pontedera, in Serie D. Un colpo di assoluto livello per il club toscano, che ha accolto l'ex Cagliari in famiglia. Ma cosa ha inciso nella scelta di Ibarbo di voler tornare in Italia, partendo però dalla quarta serie? Intervenuto a SerieD24, è lo stesso Victor Ibarbo a rispondere a questa domanda, sottolineando ancora una volta il proprio legame con l'Italia. 

"Sono tanti fattori, ho tanti amici in Italia. Loro da tempo mi parlavano di un mio possibile ritorno qui e spingevano per questa possibilità. Tra loro c'era anche Quintieri (il ds del Pontedera) e da qui nasce la decisione. Per me è stato molto bello tornare in Italia - prosegue Ibarbo - sono contento di essere qui, sono venuto con il cuore".

Al Pontedera, l'allenatore di Ibarbo è Giuseppe Mascara, leggenda del Catania. Sull'ex attaccante, oggi allenatore dei toscani, Ibarbo svela: "Abbiamo un rapporto molto bello, l'ho incontrato ai tempi della Serie A tra Napoli e Catania, credo sia una persona con cui è possibile dialogare al meglio".

A proposito di Serie A. Inevitabilmente, il nome di Victor Ibarbo si lega a Cagliari. Cosa rappresenta per lui quella realtà? "La amo, non sarei mai dovuto andare via da lì. L'arrivo in Italia? Inizialmente dovevo andare all'Udinese - svela Ibarbo - anzi, a Udine era praticamente conclusa la trattativa, ero già un loro calciatore a tutti gli effetti. A quei tempi però - prosegue l'ex Cagliari e Roma - parlando con i miei amici colombiani Cuadrado e Zapata, mi sono reso conto che c'era un problema... in città non c'era il sole, e a me piace troppo il sole. Allora ho chiesto al presidente del Nacional di non andare, ho parlato con Pozzo e mi sono scusato, ma non ce la faccio ad andare dove non esce mai il sole. Avevo 16 anni, non me la sono sentita" - spiega Ibarbo. "Dopo poco tempo dal mio rifiuto, uscì fuori una nuova squadra italiana interessata a me, era il Cagliari. Cellino mandò il direttore Marroccu in Colombia per visionarmi, quel giorno avevamo la partita e, mentre ero in campo, si è conclusa la trattativa. Poi mandarono anche un indennizzo all'Udinese. Nel giro di venti minuti era tutto definito. Chiesi solo qualche giorno in più prima di partire per salutare la mia famiglia". 

Ancora sul Cagliari: "Lì ho lasciato il mio cuore, la amo, per me è una seconda casa e a volte mi pento di essere andato via da lì". E a questo punto arriviamo all'esperienza sfortunata di Roma, dove Ibarbo colleziona poche presenze. "Purtroppo doveva andare così, a Roma non girava benissimo, era cambiata da poco la proprietà, e forse sarebbe stato meglio non andare. Gli anni più belli della mia carriera? L'anno più bello in Serie A il 2011-2012, avevamo una grande squadra. Tutti i miei anni di Cagliari in generale per me sono comunque stati sempre molto belli, sicuramente i migliori della mia carriera. Gli allenamenti di Zeman? Molto molto duri (ride, ndr), ma andavamo tutti a mille".  

Infine, il punto sul futuro di Victor Ibarbo. "Mi piacerebbe fare il procuratore, anche per quello sono venuto in Italia. Avevo la necessità di parlare con qualche amico, vedermi con loro e studiare questo mondo". 

Intervista di Rocco Cristarella e Marco Cavallaro

Sezione: Girone D / Data: Mar 15 settembre 2026 alle 18:55
Autore: Redazione
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