Paolo Indiani ci ha preso gusto. Dopo il successo ottenuto con il Livorno lo scorso anno, l’allenatore nato a Certaldo lo ha fatto di nuovo e ha portato il Grosseto tra i professionisti dopo quattro stagioni. Per il Grifone, che in questi anni ha attraversato anche i play-out salvezza, è stata una cavalcata incredibile, che segna la vittoria di un progetto vincente. Per Indiani è la dodicesima promozione in assoluto.

Francesco Lamioni, attuale presidente del Grosseto ha appena 25 anni. Nato nell’agosto del 1999, è più giovane di almeno un terzo della rosa della sua squadra, compreso il capitano Marzierli. Ma la giovane età non gli impedisce di essere molto coraggioso e così, in estate, ha deciso di puntare forte su un allenatore che in Toscana è già una leggenda.

Gli esordi e l’esplosione con la Rondinella

A 72 anni, Paolo Indiani ha vissuto già più di metà della sua vita in panchina. Ha iniziato giovanissimo, nel 1983, a neanche trent’anni con la Sangimignanese, subito promossa in Prima Categoria. Questo successo gli ha permesso di ottenere la chiamata del Poggibonsi nel 1984, squadra del celebre comune in provincia di Siena, con cui si è messo in gioco a livelli più alti. Nell'anno successivo arriva il bis, con il Castelfiorentino condotto in Serie D. Bisogna aspettare gli anni Novanta per assistere alle promozioni numero tre e quattro. E stavolta lo fa “a casa sua”, con il Certaldo promosso due volte dalla Promozione alla Serie D.

Lascia Certaldo da profeta in patria per sbarcare nel capoluogo di regione. Ma la meta non è la Fiorentina, che in quegli anni sogna con i gol di Gabriel Omar Batistuta in Serie A, bensì i vicini di casa della Rondinella, subito condotta alla promozione in Serie C2 nel 1999. L’esperienza alla Rondinella dimostra che Indiani non è solo una sicurezza già affermata, ma anche uno che riesce a gestire il calore della grande piazza. La conferma definitiva arriva con l’esperienza alla Massese, con la quale ottiene una doppia promozione dalla Serie D alla Serie C1 in due anni. Le promozioni sono già sette, in circa vent’anni di carriera.

Il nuovo millennio e le ultime imprese

Ad inizio anni Duemila, il nome di Indiani è già scritto ed evidenziato sui taccuini di tantissimi dirigenti e presidenti in giro per l’Italia. Arrivano anche le prime esperienze fuori dalla Toscana, prima con il Crotone in C1, poi con il Perugia in Serie B. Con i calabresi si avvicina solo alla vetta, senza ottenere il passaggio di categoria mentre con gli umbri il fallimento lo costringe ad abbandonare l’esperienza dopo solo una partita.

Sceglie di rilanciarsi in Toscana con il Pontedera, condotto dalla Serie C2 alla C1 nel 2013 e con cui ha vissuto la sua esperienza più lunga sulla panchina di un club: cinque stagioni fino al 2017. Nelle ultime stagioni, poi, Indiani ha compiuto un filotto difficilmente replicabile. Quattro promozioni in Serie C in cinque anni. Nel 2022 ribalta tutti i pronostici e domina con il San Donato Tavernelle, l’anno successivo lo fa con l’Arezzo, che proverà a guidare anche tra i professionisti. Poi arriva la chiamata del Livorno, nell’annata 2024/25 e quella del Grosseto nell’annata attuale. In entrambi i casi, un campionato dominato dalle idee di gioco e vinto con più di un mese di anticipo, grazie all’idea di calcio proposto da un allenatore che può considerarsi uno dei totem della classe di allenatori usciti dalla Toscana.

Sezione: Girone E / Data: Gio 02 aprile 2026 alle 22:38
Autore: Francesco Alessandro Balducci
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