In occasione della conferenza stampa di oggi, indetta per chiarire la posizione del Presidente Matt Rizzetta in relazione agli impegni futuri da sostenere con il Campobasso, l'imprenditore italo-americano, tra i temi trattati, non ha potuto non parlare della trattativa per l'acquisizione della Reggina. Tema delicato che nelle ultime settimane è diventato rovente, viste le difficoltà derivanti dalle legislazioni vigenti sulla multiproprietà e dagli interessi intorno alla piazza di Reggio Calabria.

Le sue parole sono state utili a capire le sue motivazioni legate alle contrattazioni con la società del patron Ballarino, un mix di legami sentimentali e opportunità di business, concetto chiave da lui più volte rimarcato: "Ho un rapporto e dei legami familiari con Reggio Calabria: sono cresciuto seguendo la Reggina ai tempi della Serie A, quella di Amoruso, Cozza, Modesto e Taibi, seguendo le loro storiche salvezze. Non posso far finta di non fregarmene di una piazza del genere, perché non è così. I calabresi e i reggini mi piacciono, hanno il sangue bollente proprio come me; loro vogliono vincere, esattamente come voglio vincere io. Sono qui a dirvi la verità: quella della Reggina è un'opzione che ho preso in considerazione. Ho visto nel club un'opportunità simile a quella del Napoli nel 2004 dopo il fallimento: una piazza con una potenzialità enorme. Per questo, tramite un gruppo, abbiamo deciso di valutare la situazione."

Come detto precedentemente, qualora il club amaranto dovesse passare nelle mani di Rizzetta e ottenere la promozione in Serie C si creerebbe un problema legato alla mulitprorietà. Il Presidente del Campobasso per rassicurare tutti è intervenuto parlando di una soluzione che gioverebbe ad entrambe le società: "Se dovesse incidere la norma sulla multiproprietà — che so essere la vostra preoccupazione principale — abbiamo già programmato e previsto tutto in ogni scenario. C'è già una garanzia per il futuro calcistico di Campobasso, sia che rimanga io come presidente, sia che ci sia qualcun altro. Questa è una mia responsabilità: più di ogni tornaconto economico, a me interessa l'eredità che lascerò. Nel mio piccolo, se dovessi mai lasciare il Campobasso, lo farei solo in mani sicure, solide e con un futuro ambizioso. Voglio essere ricordato come un presidente che ha vinto e ha fatto le cose in modo corretto e onesto. Se succederà, le soluzioni sono pronte, perché ormai mi conoscete: io non gioco per partecipare, gioco per vincere. Se dovessimo trovarci ad affrontare la norma sulla multiproprietà, abbiamo già programmato tre soluzioni: la prima è la mia permanenza qui a Campobasso senza alcun cambio; la seconda è un mio impegno esclusivamente consultivo ed esterno, tramite aziende collegate; la terza sarebbe un'eventuale cessione, ma in quel caso la società rimarrebbe in mani sicure, affidata a una persona di famiglia che abbiamo già individuato. Avremmo comunque un intero anno per valutare tutto a mente fredda."7

L'imprenditore italo-americano ha poi spiegato di non poter entrare nei dettagli della trattativa. Vista l'esistenza di un patto di riservatezza: "Ci sono patti di riservatezza da rispettare, quindi sulle cifre o sullo stato delle trattative non posso fare nomi. Se si arrivasse a una cessione, la soluzione l'abbiamo già trovata fuori regione con un gruppo solido, che non porterà avanti il progetto solo per un anno o due. Sceglierò io la persona più adatta e non lascerò mai la società a qualcuno di più debole." 

Infine, l'ultimo argomento trattato da Rizzetta riguarda gli scenari relativi a un possibile fallimento dell'acquisizione della Reggina, ribadendo il suo forte legame sentimentale con Reggio Calabria e le potenzialità economiche della piazza calabrese: "Se dovesse saltare l'acquisizione della Reggina, non mi dirigerei verso altre società a caso. Io sono un imprenditore che deve metterci il cuore e la passione, altrimenti è impossibile creare valore. Ricevo chiamate da tutta Italia, ma se non c'è un legame genuino non sposo un progetto, nonostante le forze economiche a disposizione. Per me esistono solo due piazze oltre a Campobasso. Una è Napoli, per motivi anche sentimentali e strategici, legata a un progetto stratosferico che unisce calcio e basket con l'appoggio di fondi plurimiliardari. Ma sia chiaro: in quel caso non sarei io a finanziare tutto, e non posso dire a dei fondi internazionali di spostare miliardi da un'opportunità all'altra.L'altra piazza è Reggio Calabria, che per me è casa. Nella vita non puoi avere due mogli, ma puoi avere due case: Reggio e Campobasso lo sono. Non capisco certe polemiche, non sto mancando di rispetto a nessuno: ho il sangue meridionale e ho un legame familiare forte con la terra calabrese, ma questo non cancella i sacrifici enormi e l'amore genuino che ho dimostrato per Campobasso, dove ormai mi sento in famiglia. Quando abbiamo valutato l'investimento sulla Reggina, oltre a essere una scelta sentimentale per vari motivi che non sto qui a pubblicizzare, sapevamo di parlare di una piazza importante, che può contare su circa 5 milioni di emigrati all'estero."

Sezione: Girone I / Data: Gio 11 giugno 2026 alle 13:20
Autore: Antonino Iorfida
vedi letture