Dopo la separazione da Luca Tiozzo e l'affidamento temporaneo della guida tecnica a Mimmo Camassa, il Taranto si prepara a tornare in campo per un appuntamento di grande importanza. Allo stadio Iacovone arriva lo Squinzano, avversario nella sfida valida per la 12ª giornata e confronto diretto in ottica classifica.

I rossoblù sono chiamati a reagire dopo la sconfitta rimediata sul campo dell'Union Bisceglie, mentre gli ospiti puntano a conquistare punti preziosi nella corsa alle posizioni di vertice. Alla vigilia del match, Camassa è intervenuto in conferenza stampa per presentare la gara e fare il punto sulla situazione in casa Taranto.

SULLA GARA E SULLA SETTIMANA DIFFICILE - "Non è stata una settimana semplice ma abbiamo cercato di alleggerirla, concentrandoci sulla testa e sul punto di vista mentale. Questo per far capire ai ragazzi il giusto senso di responsabilità nei confronti di un progetto così importante. 

SULLE SENSAZIONI DELL'ALLENATORE PER IL RUOLO CHE RICOPRE - "Sono stato chiamato in causa dalla società in quanto tesserato. Per me c'è un mix di emozioni nell'essere qui a parlare, dato che sostituisco una persona con cui passavo dalle 6 alle 10 ore al giorno. Per me è un'onore e un'onere essere stato chiamato in causa dalla società. Sono a disposizione per guidare la squadra domani, dopodomani vedremo quello che succede ma io rimango sempre a disposizione, con la stessa mentalità e sorriso che mi hanno sempre contraddistinto".

SULL'AMBIZIONE DI GUIDARE IL TARANTO IN MANIERA DEFINITIVA - "Non parlerei tanto di ambizione sinceramente, perché mi sono esclusivamente concentrato solo su quello che succederà fino a domenica pomeriggio alle 17:30/18. Non mi sono posto pensieri su cosa succederà o può succedere, nel calcio può accadere di tutto. Sono onorato di poter dare la mia mano e, veramente, non mi sono chiesto cosa possa succedere. Preferisco ragionare momento per momento".

SU UNA POSSIBILE VARIAZIONE DI MODULO - "In settimana abbiamo provato più soluzioni e, dato ciò, negli ultimi istanti prima della gara deciderò come affronte lo Squinzano. Sicuramente cercherò di mettere a proprio agio tanti calciatori, però penso che i ragazzi saranno pronti ad affrontare la gara in qualsiasi modo.

SUL PERCHÉ DELLE DIFFICOLTÀ IN TRASFERTA - "Sia io che il mister ci siamo chiesti la causa di questi blackout. Una risposta così su due piedi non è semplicissimo, ma sicuramente l'approccio mentale e la consapevolezza di trovare quella forza in più abbiamo cercato di lavorarci. Io credo che l'identità, soprattutto in trasferta, si può raggiungere quando si incomincia ad aggiungere certezze alle prestazioni. Sono i calciatori a doverle costruire e a portarle con sé. 

SE SIA MEGLIO UN CENTROCAMPO FISICO O TECNICO E DINAMICO - "Penso che la scelta, aldilà del reparto in sé, vada fatta a 360 gradi. In casa sono state delle scelte di buona fattura, perché in casa le prestazioni hanno mostrato quello. Chiaro che in trasferta possano sembrare sbagliate, ma non va preso di mira un reparto rispetto ad un altro. Credo che in quel caso bisogna valutare una prestazione complessiva".

SULL'APPROCCIO ALLA GARA E QUANTO SIA DECISIVA PER CAMASSA - "Ho guidato tutta la settimana e dovrò fare delle scelte. Mi sono prefissato di prepararla in tutta tranquillità. Ho ringraziato tutti quanti per essersi allenati oltre a quanto richiesto, quindi per me sarà difficile fino alla fine decidere. Ho chiesto a tutti quanti di avere un atteggiamento giusto nei confronti delle scelte che andremo a fare. Io so che domani chi scenderà in campo darà il massimo per questa maglia. Sul mio futuro? Sono concentrato sulla gara di domani". 

SULL'IDENTIKIT DELLA SQUADRA E SU COSA STIA MANCANDO IN CAMPO - "Non ho cercato di isolare la squadra da questa settimana, perché comunque è giusto percepirla un po' l'aria, il senso di responsabilità che passa anche dalla città e dal vivere tutto quanto, sia nei momenti belli che brutti. Onestamente per me le prestazioni in casa non sono mai mancate e mai mancheranno, grazie al supporto dei tifosi. Per quanto rivuarga le prestazioni manca un po' di pragmatismo fuori. Rivedendo le trasferte a Villacampo e a Bisceglie l'approccio non è mancato, ma se si fosse sbloccato il risultato in entrambe le gare probabilmente io non sarei seduto qui e staremmo parlando di un'altra situazione. Serve tanto pragmatismo ad un Taranto in trasferta e penso che lì possa fare il campionato che ci si è prefissati". 

SULLE RESPONSABILITÀ LEGATE AL PASSAGGIO DAL RUOLO DI COLLABORATORE A QUELLO DI ALLENATORE DELLA PRIMA SQUADRA, SPIEGANDO COME CAMBIA IL MODO DI AFFRONTARE UNA PARTITA E DI GESTIRE IL GRUPPO - "Le responsabilità aumentano sicuramente, perché vai a scegliere tante cose: la testa dei giocatori, le scelte tecniche, ma devi valutare tantissimi aspetti in più rispetto a quando fai il calciatore. Quando giochi devi pensare alla tua prestazione, a quella del tuo reparto e ai tuoi compagni. È tutto molto più semplice. Ho sempre detto quando giocavo, e spero di poterlo dire anche da allenatore, perché non mi permetto di dire di esserlo già: spero di diventarlo veramente. Le responsabilità, per chi lavora in questo settore, sono il pane quotidiano. Devono essere proprio quel motore che ti fa dare qualcosa in più e ti permette di esprimerti al meglio. Le responsabilità fanno parte di questo gioco: chi non le accetta non lo deve né praticare né farne parte". 

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 07 novembre 2026 alle 16:58
Autore: Redazione
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