L'intervista di SerieD24.com a Simone Biagi, centrocampista della Pistoiese, atteso alla sua seconda finale consecutiva di Coppa Italia Serie D.
La storia, nel calcio, a volte bussa due volte alla stessa porta, e non sempre lo fa per rassicurare. Ci sono partite che tornano, si ripresentano, chiedono di essere rigiocate. Ma tornare non è mai un gesto neutro: significa anche rimettere in gioco ciò che hai già conquistato, accettare la possibilità di un epilogo diverso. Lo sa bene Simone Biagi, centrocampista della Pistoiese, atteso alla sua seconda finale consecutiva di Coppa Italia Serie D.
Nel corso della chiacchierata ai nostri microfoni è emersa prepotentemente la sua storia. O, per lo meno, un pezzo della sua storia: l’ultimo, ma forse anche il più significativo. Uno spaccato di vita che unisce sfide, cadute e trionfi, con la Coppa Italia, incredibilmente, come filo conduttore. Dopo quella vinta lo scorso anno da giocatore del Ravenna contro il Guidonia, il classe 1997 sarà infatti chiamato tra qualche settimana a disputare un’altra finale, questa volta con la maglia arancione della Pistoiese. Superato il Club Milano in semifinale, proprio grazie a un gol di Biagi nella gara d’andata, ora solo l’ostacolo Ancona separa la Pistoiese dalla conquista del trofeo.
Due squadre di livello, a caccia della vetta nei rispettivi gironi e del salto di categoria. Una sfida che si preannuncia tutta da vivere: "Sono contento, fare una finale di una competizione così importante è un obiettivo bello e mai da dare per scontato. Segnare in semifinale lo è stato ancora di più. Ancona è una piazza importante, una squadra forte e blasonata: sarà una bella partita. Quando una squadra arriva in finale significa che ha una rosa lunga e ampia e che ha lavorato bene".
La Coppa Italia Serie D, nel percepito popolare, è forse una competizione bistrattata, o quantomeno vista in maniera ambigua. Sarà perché il percorso è lungo ed è difficile vederne la fine, o perché spezza la settimana con trasferte a volte molto impegnative, ma è una competizione che forse non riceve le dovute attenzioni. Biagi, però, non è dello stesso avviso. Abbiamo infatti chiesto al classe 1997 un parere su quella che sta ormai diventando la "sua" competizione.
"Forse la Coppa Italia viene vista in maniera ambigua più dai giocatori stessi che dalle società. Nei club in cui ho giocato io c’è sempre stata molta attenzione per questa competizione. Ed è bella anche per noi giocatori, perché ti confronti con avversari di altri gironi che altrimenti non incontreresti mai. La reputo un trofeo importante, anche perché non so quanti trofei un giocatore riesca a vincere nell’arco della carriera. Noi giocatori di Serie D abbiamo campionato e coppa, non giochiamo altre competizioni: quindi è, a tutti gli effetti, la nostra Champions League".
Biagi, il "Carpe diem" e il nuovo capitolo in maglia Pistoiese
Le parole di Biagi fanno molto riflettere sulla sua attitudine. Dalle sue frasi traspare una razionalità che appartiene ad una persona che ha compreso il valore del tempo e dell’attimo. Gli ultimi anni della sua carriera, in effetti, sembrano ricalcare la classica trama del cammino dell’eroe: una sfida dopo l’altra, per riconquistare ciò che gli è stato tolto. Nel suo caso, l'evento che ha innescato la storia è stato l’infortunio di due stagioni fa, quando giocava in Serie C con il Latina.
Uno stop più lungo del previsto, che ha finito per condizionare la sua esperienza nei professionisti. Dopo ogni salita c’è però una discesa, e, tornato nei dilettanti, Biagi sembra ora riprendersi tutto, poco alla volta. Prima la finale di Coppa vinta con il Ravenna e la conseguente promozione, poi un’altra finale, come se il destino avesse un debito da saldare con il centrocampista. Più razionalmente, è semplicemente così che vanno le cose. Il calcio, e lo sport in generale, in quanto metafora della vita, è fatto di momenti belli e brutti, di picchi e di cadute. Per questo è fondamentale cogliere l’attimo e massimizzare le emozioni: qualcosa che Simone ha imparato a comprendere.
Dopo il dolce epilogo con il Ravenna della passata stagione, Biagi ha scelto di rimanere in Serie D, sposando l’ambizioso progetto Pistoiese, club che punta al ritorno nei professionisti. Dopo un buon avvio con Andreucci in panchina, la società ha però deciso di dare una svolta, affidando la guida tecnica a Cristiano Lucarelli. Il centrocampista ci ha quindi raccontato la sua esperienza in questi mesi e il cambio di allenatore.
"Qui a Pistoia mi sono trovato bene sin da subito. Forse ci abbiamo messo un po’ troppo a ingranare, e il cambio di allenatore ci ha dato una scossa. Dispiace però, perché quando c’è un cambio in panchina la responsabilità è di tutti, anche se il primo a pagare è stato mister Andreucci. Ora siamo in fiducia, abbiamo meccanismi diversi ai quali ci stiamo adattando e che ci piacciono: questo modulo ci dà una grossa spinta".
Biagi: "Futuro? Il mio obiettivo è tornare nei professionisti"
Metodista, distruttore, rifinitore: Biagi è un centrocampista totale, e l'arrivo di Lucarelli ne ha valorizzato le caratteristiche. Il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-3 lo ha infatti sollevato da alcuni compiti di copertura sulle fasce, lasciandogli maggiore libertà offensiva. Il numero 10 ci parla proprio del nuovo ruolo ricoperto dall’arrivo dell'ex Livorno. "Mi sento più libero con questo modulo, mi trovo meglio con il 4-3-3 perché ho più possibilità di inserirmi. Mi adatto a qualsiasi sistema, ma prima magari dovevo prestare maggiore attenzione alla fase difensiva".
Reduce da quattro vittorie consecutive e a meno cinque punti dalla capolista Lentigione, il prossimo mese e mezzo sarà cruciale per la stagione di Biagi e della Pistoiese. La sfida contro il Piacenza, la finale di Coppa Italia, lo scontro diretto proprio con il Lentigione: il destino degli orange passa dai prossimi appuntamenti. Per Biagi è una sorta di déjà vu, avendo già vissuto una situazione simile la scorsa stagione con il Ravenna.
"Ora arriva un momento cruciale e bisognerà dimostrare che squadra siamo, pensando passo dopo passo. Nel prossimo mese e mezzo si deciderà la stagione, un po’ come l’anno scorso, ora che ci penso, quando con il Ravenna avevamo la finale di Coppa Italia e lo scontro diretto con il Forlì molto ravvicinati. Speriamo che l’esito in Coppa sia lo stesso, ma diverso quello in campionato (ride, n.d.r). Mi aspettavo equilibrio in vetta: il Lentigione è un’ottima squadra, molto fastidiosa, così come il Desenzano. Il livello del girone si è alzato molto con l’arrivo delle lombarde, ma confrontarmi con squadre forti mi piace: vincere così sarebbe ancora più bello».
Infine, chiediamo a Biagi che step rappresenti Pistoia nella sua carriera. Dopo la sfortunata esperienza in Serie C e l’ottima stagione a Ravenna, il classe 1997 si prepara a un altro finale di stagione vissuto, comunque vada, ad alti livelli. Il centrocampista ci ha quindi svelato le sue ambizioni future:
"Questo è un momento importante per la mia carriera, perché ho deciso di rimanere in categoria nonostante avessi offerte dalla Serie C. Un conto è fare la Serie C con l’obiettivo di salvarti, un altro è fare la Serie D per vincerla. Al di là delle categorie, è più stimolante lottare per obiettivi alti. Futuro? Il mio obiettivo è tornare tra i professionisti, magari anche con la Pistoiese: non sarebbe male!".
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