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Martina, 3.000 euro di multa e una gara a porte chiuse: la decisione del giudice sportivo

Martina

Stangata del giudice sportivo al Martina dopo il derby contro il Fasano. Il club dovrà pagare una multa salata da 3.000 euro e giocherà la prossima partita in casa a porte chiuse. Tra le motivazioni, fornite nel comunicato della Lega Nazionale Dilettanti, troviamo il lancio di materiale pirotecnico prima e durante la partita nel rettangolo di gioco. Azione che ha causato l’incendio di alcune zone del manto erboso. Inoltre, un assistente arbitrale è stato sfiorato da un accendino lanciato dal settore ospiti. Quest’ultimo, infine, è stato colpito da circa una ventina di spunti terminati sulla schiena.

giocatore madre malore
LND

Il derby tra Fasano e Martina è sempre stato molto sentito da entrambe le tifoserie. Di fatti, nella settimana antecedente alla gara fu imposta la vendita di soli cento tagliandi per i tifosi ospiti. Adesso, dunque, i sostenitori del Martina non potranno essere al fianco della squadra in occasione del match contro il Gladiator.

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Martina Calcio 1947 (fonte: Facebook)

Martina, il comunicato del giudice sportivo

Di seguito, il comunicato del giudice sportivo in merito ai provvedimenti intrapresi nei confronti del Martina. “Euro 3.000,00 e una gara a porte chiuse MARTINA CALCIO 1947“.

I motivi elencati nel comunicato che hanno portato alla decisione finale:

  • prima dell’inizio della gara, lanciavano sul terreno di gioco 1 fumogeno che incendiava una porzione del manto sintetico, danneggiandolo.
Martina Calcio 1947 (fonte: Facebook)
  • nel corso del secondo tempo, lanciavano 2 petardi, numerosi oggetti (carote, accendini) e 4 fumogeni che cadevano sul terreno di gioco (3) e sul campo per destinazione (1), incendiando e danneggiando le rispettive porzioni del manto sintetico.
  • Sempre nel corso del secondo tempo rivolgevano numerosi insulti nei confronti di un A.A, il quale veniva fatto oggetto del lancio di un accendino che gli sfiorava la testa e di circa venti sputi che lo colpivano alla schiena. Si fa obbligo di risarcire i danni se richiesti e documentati”.