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Dalla rinascita all’accordo con Esciua: il cammino di Paolo Toccafondi e del Livorno

Il 5 e 5 è la torta di ceci che ogni livornese mangia accompagnata da un panino, delle melanzane e un bicchiere di spuma. Il nome affonda le radici nei lontani anni ’30, quando il prezzo corrispondeva a 5 lire di pane e 5 di torta di ceci. Un panino, semplice, che va oltre la normale funzione alimentare, riflesso di generazioni e testimone di storie infinite sulla lunga tavola del lungomare livornese. Come quella di Paolo Toccafondi. Perché è proprio mangiando un 5 e 5, seduto sull’unico cartone rimasto all’Armando Picchi, ultimo testimone di un glorioso passato infranto, che è iniziato il suo percorso da presidente dell’Unione Sportiva Livorno nell’estate del 2021. E sempre con il 5 e 5, due anni dopo, Toccafondi ha chiuso il cammino in amaranto. Quell’unico cartone nell’atrio però ha lasciato spazio a occhi lucidi ed applausi.

La rinascita dell’Unione Sportiva Livorno di Toccafondi

E dopo quel 5 e 5, il percorso di Paolo Toccafondi nel tondino della tribuna dell’Armando Picchi non è stato affatto semplice. Una società costruita in fretta, dove inizialmente era difficile trovare persino un tavolino sul quale poter firmare un contratto. Tuttavia, la barca amaranto nel primo anno dopo il fallimento è stata spinta dal vento di un entusiasmo che all’Ardenza i tifosi non respiravano da anni. Così, Toccafondi ha formato la squadra per il campionato di Eccellenza. Un girone dominato senza grandi problemi, con la formazione amaranto che ha vissuto sempre sulla vetta della classifica.

Poi, l’arrivo di Andrea Luci nel mese di gennaio, accompagnato qualche settimana dopo dalle dimissioni del primo allenatore dell’Unione Sportiva Livorno, Francesco Buglio. Una navigazione rapida, che ha portato la società nel mese di maggio dentro al porto dei playoff validi per accedere alla Serie D. Dalla partita persa davanti a 7mila persone contro il Tau fino allo spareggio nazionale perso sul campo di Pomezia. Se dovessimo chiedere al presidente del club quale sia stato il periodo più difficile, probabilmente nella mente di Toccafondi si proietterebbero le immagini dei giocatori stesi a metà campo. Mani sul volto, inghiottiti dall’ombra di poter vivere un altro anno nel campionato di Eccellenza.

La Serie D e le difficoltà del campionato amaranto

Come ci si rialza sapendo di aver fallito un obiettivo prefissato ad inizio stagione? Senza troppi giri di parole. Perché Paolo Toccafondi è così. Piaccia o meno. La scaltrezza accentuata dal suo accento toscano e la continua percezione di saper rimboccarsi le maniche davanti a tutte le situazioni. Caratteristiche che lo hanno contraddistinto in ogni chilometro del suo cammino all’ombra dell’Armando Picchi. Il Livorno da quel pomeriggio di Pomezia si è rialzato. Lo ha fatto in Serie D, con il desiderio di vivere l’ultimo anno nei dilettanti proiettandosi nuovamente nei professionisti. O almeno, era quello che speravano i tifosi.

Le difficoltà sono rimaste. Toccafondi, da quel tondino che accoglie i presidenti della società amaranto, vedeva una squadra incapace di battersi con costanza per rimanere nelle posizioni più alte. Così, sono arrivati i due esoneri di Collacchioni, seguiti dal capitolo firmato Vincenzo Esposito, la completa rivoluzione della rosa fino al terzo ritorno di Collacchioni, con lo spogliatoio che nel frattempo è scivolato dalla terza alla quinta posizione del girone E di Serie D. “Per la prima volta in due anni mi sono arrabbiato. Fino al 30 di giugno ci sono io. Contro il Tau non mi è piaciuto assolutamente l’atteggiamento della squadra. E in questo modo i playoff non ce li giochiamo“. Pochi giri di parole. Perché Paolo Toccafondi è così.

CALCIO US LIVORNO 1915 VS CITTà DI CASTELLO 3-0 19-02-2023

L’inizio di una nuova era

No, non è il testo della canzone di Jovanotti. Ma l’orizzonte che attende l’Unione Sportiva Livorno alla fine di questo campionato di Serie D. L’inizio di una nuova era. Perché dopo due anni, dal 30 giugno 2023, Paolo Toccafondi non sarà più dentro al tondino della tribuna dell’Ardenza. “Lascerò la società soltanto quando avrò la certezza di averla messa in mani sicure, senza un filo di debito” ha sostenuto più volte il presidente amaranto. Quella certezza si è presentata con Joel Esciua, broker brasiliano pronto ad investire nel Livorno per riportarlo nei professionisti. Stretta di mano, affare fatto. Certo, nel percorso di Paolo Toccafondi a Livorno sono arrivate critiche e sospiri di delusione legati ad un dominio del campionato mai arrivato. Ma dal lontano 14 agosto 2021, quando per la prima volta si trovò davanti agli occhi le facce cariche di speranza dei tifosi amaranto, Toccafondi è riuscito a riaccendere la luce della passione che si era totalmente spenta dopo il fallimento. Permettere ai livornesi di parlare soltanto di questioni legate al campo, senza troppe preoccupazioni. 600 giorni dopo, quell’unico cartone nell’atrio ha lasciato spazio a occhi lucidi ed applausi. Toccafondi è sempre lì, con in mano il suo 5 e 5, eterno testimone di storie e rinascite sulla tavola dei livornesi. Le cose però sono cambiate. A Livorno è tornata la speranza. E una nuova era sta per cominciare.

A cura di Jacopo Morelli