15 Giugno 2022

Athletic Carpi, Sabbadini: “Questa squadra non può fare un campionato anonimo”

Il nuovo Direttore Sportivo è reduce dall'esperienza con la Sambenedettese

Nelle scorse ore l’Athletic Carpi, attraverso un’intervista andata poi in onda sui social ufficiali del club biancorosso, ha presentato il nuovo Direttore Sportivo Matteo Sabbadini.

Dalla scelta ricaduta sull’Athletic Carpi fino ai primi indizi di mercato.

Athletic Carpi, Sabbadini: “Opportunità che non potevo rifiutare”

“Cosa mi ha spinto a scegliere questa piazza? Penso che non sia io a dover dire cosa è il Carpi nel calcio”. Dichiara il Direttore: “Ha fatto il calcio vero, è una piazza importantissima e come tale ci ho messo un secondo a decidere. Non potevo rifiutare. Per quanto riguarda il mio arrivo, ho fatto una chiacchierata con il Presidente Lazzaretti, che reputo Presidente ma anche primo tifoso, e mi ha convinto ad accettare. Lui è molto carico, vuole fare le cose fatte bene. Vogliamo provare a fare un anno importante”.

“Insieme al Presidente Lazzaretti e all’allenatore Bagatti, stiamo valutando parecchi profili. E’ normale che, guardando da fuori la scorsa annata, secondo me l’Athletic Carpi non può arrivare a 30 punti dalle prime”. Nella scorsa stagione infatti, i ragazzi di Bagatti hanno concluso il girone D di Serie D in 5ª posizione con 58 punti, a meno 29 dalla capolista, poi vincitrice del girone, Rimini. “Il Carpi non può fare un campionato anonimo ma deve provare, a prescindere dal budget, a stare davanti e magari  provare  a giocarsi qualcosa nell’ultimo mese. Stiamo facendo valutazioni e la rima impressione è che cambieremo abbastanza”.

Le due promozioni a Ravenna e l’importanza del gruppo

“A Ravenna abbiamo fatto due promozioni e al livello di budget non eravamo quelli che dovevano vincere. Quelle due esperienze mi hanno fatto capire che, prima dei calciatori, è necessario avere giocatori importanti sotto l’aspetto umano. Non possiamo sbagliarli, quello che conta più di tutto è il gruppo”.

“Venendo in una piazza così bisogna creare un gruppo forte, coeso. A partire dalla società fino ad arrivare all’ultimo dei magazzinieri. Dobbiamo stringerci tutti intorno alle difficoltà, perché tanto le difficoltà ci saranno, e dobbiamo sbagliare il meno possibile. Però, fondamentale per me è il gruppo,avere giocatori che dal lato umano devono essere i migliori”.

A cura di Davide Balestra