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Livorno, Collacchioni torna a parlare: “Settimana intensa, adesso vogliamo solo giocare”

Livorno Collacchioni

Livorno (Facebook)

Io sono ancora qua“. Sarebbe il ritornello di Vasco Rossi a riflettere al meglio la settimana di Lorenzo Collacchioni sulle coste livornesi. Eh già. Dopo sei giorni che hanno visto l’allenatore amaranto abbandonare la panchina dell’Armando Picchi per poi tornare dopo neanche ventiquattro ore su richiesta della squadra, il Livorno si prepara ad affrontare una delle partite più importanti della propria stagione. “Contro l’Arezzo potremmo dimostrare agli scettici chi siamo davvero” ha sostenuto Collacchioni alla vigilia della sfida.

Livorno, Collacchioni: “Settimana intensa, adesso voglio giocare”

Livorno
La tifoseria del Livorno

Durante la conferenza stampa Lorenzo Collacchioni non si lascia trasportare dal gesto della squadra o dal fatto di essere ancora sulla panchina del Livorno. Di fronte a sé ha i giornalisti, ma nel riflesso dei suoi occhi si legge l’unica volontà presente nell’animo dell’allenatore amaranto: quella di tornare in campo per scrivere un capitolo decisivo nella storia della stagione in Serie D. “Devo fare la conferenza per rispetto e la faccio volentieri, ma io ho solo voglia domani di andare ad Arezzo e giocarmela al massimo. A livello personale è stata una settimana intensa, l’unico pensiero però è tornare in campo. Come la vivo? Non voglio andare troppo a fondo. Le scelte si fanno per tanti motivi e gli allenatori sono i primi a pagare. Io sono davvero più carico di prima. Che io sia stato il privilegiato mi riempie d’orgoglio. I ragazzi potevano non fare niente, invece hanno voluto fare qualcosa. E nel campo così come nella vita è questo che conta. Dobbiamo quindi avere la testa libera: domani giocheremo per una città“.

“Vogliamo dare delle risposte a noi stessi e alla città”

Pressione, voglia di riscatto. Dopo un evento del genere nella testa di un allenatore passano mille cose. La scossa di cui il Livorno aveva bisogno è arrivata. Nell’ultimo periodo è mancato sul campo dell’Armando Picchi quel tassello del carattere che ha permesso agli amaranto di vincere le partite anche senza splendere tatticamente. Adesso la squadra si è caricata sulle spalle le proprie responsabilità. “Tante chiacchiere servono a poco. Contro l’Arezzo è un match importante per dimostrare agli scettici che siamo altro. Giochiamo anche per noi stessi e domani c’è da pensare poco, dobbiamo mettere dentro tutto nei novanta minuti”.

C’è grande volontà di fare una partita al massimo, punto. Viviamo questa vigilia per cercare di dare delle risposte: a noi stessi e a tutta la città. Partiamo in 27, ho convocato tutti perché giocheremo in 27, non ci sono disponibili o indisponibili. Anche se a Livorno non siamo soltanto in 27. La formazione la decido prima della partita. Non sono nella condizione di fare tanti calcoli, c’è solo da dare il massimo“. La scossa è arrivata. Adesso starà al Livorno attaccare la spina. E, per destino o coincidenza, lo farà contro l’avversario più difficile che potesse capitare.