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Trapani, Antonini: “Qui grazie alla mia compagna e Maradona per riportare il club dove merita”

Dalla voce di una persona si possono capire tante cose. La sua, mentre al telefono ci parla delle sue idee e dei suoi progetti racconta di un uomo sicuro di sé e determinato. Non servono tanti giri di parole perché già alla prima domanda “E’ vero che ha intenzione di rilevare il Trapani?” risponde subito dritto e schietto. “C’è una situazione molto complessa che necessità un cambiamento e il mio interesse è quello di ristrutturare completamente la società in modo che in 3 anni possa andare in Serie B“. L’autore di questa perentoria frase è Valerio Antonini, imprenditore laziale CEO della Quanton Commodities Ltd, azienda leader nel settore dei prodotti agricoli, che già da qualche giorno ha manifestato il proprio interesse nella storica società granata.Ci sono due soci– ci racconta- che non sono ben visti dalla piazza e litigano tra di loro. Con uno ho già un accordo per il 30% con l’altro sto continuando a trattare“. Non nasconde anche un po’ di fastidio perché si augura che la cosa si chiuda al più presto.

D’altronde di motivazioni per voler far tornare il Trapani grande ne ha già a sufficienza. Dalla compagna all’amore per una città nato immediatamente e poi lui, il più grande, Diego Armando Maradona, l’uomo che gli ha cambiato la vita e che lo ha spinto ad entrare nel mondo del calcio. Con questi presupposti, in effetti, è difficile non avere voglia di iniziare.

Trapani, Antonini: “Voglio una società che fra 3 anni possa competere in Serie B”

Tre anni, questo il tempo che si vuole dare Valerio Antonini per far tornare il Trapani in Serie B qualora riuscirà a formalizzare l’acquisizione. E sembra anche già sapere come fare: progetto stile Catania per vincere subito, impianti, settore giovanile e uno staff competente. Ah e ovviamente tanta determinazione. “Voglio creare una società che fra tre anni possa competere in Serie Bracconta in esclusiva ai microfoni di SerieD24.com. E’ ovvio che per fare questo ci vogliono tutta una serie di investimenti non solo legati alla struttura societaria e al parco giocatori ma anche sugli impianti e sul settore giovanile, che al momento è stato completamente abbandonato. Per fare questo e accorciare il più possibile i tempi serviranno professionisti del settore. Questo però è quello che ho in mente“.

Ma il suo disegno, se possibile, è ancora più ampio e non ferma al mero risultato sportivo. “Ho anche già formalizzato l’acquisizione della squadra di Basket. L’obiettivo è quello di creare una polisportiva, a tutti gli effetti, che possa costituire un brand Trapani serio e che possa avere continuità negli anni“.

Trapani, Antonini: “Non voglio correre rischi, voglio creare un instant team”

Per realizzare un piano così meticoloso e ben congeniato serve l’aiuto di grandi professionisti. Anche qui Antonini sembra avere le idee chiare. Da Claudio Anellucci, procuratore calcistico di grandi giocatori come Cavani e Zarate, nel ruolo di Direttore Generale al sogno di un grande ritorno. “C’è stato un direttore sportivo a Trapani, che ora è a Catania, che mi piacerebbe molto coinvolgere. Ovviamente se lui fosse interessato a tornare, Laneri. Però ancora non ne ho mai parlato con lui in maniera diretta. Ma il profilo è quello. Voglio professionisti che conoscano bene la categoria e scegliere giocatori che siano da Instant Team per vincere immediatamente il campionato. Non voglio correre rischi da questo punto di vista. Voglio fare come il Catania”.

Catania Laneri

Viste le ambiziose premesse però, una domanda sorge spontanea: quanto manca perché il sogno diventi realtà? “Ho già costituito la Holding– risponde a questo proposito Antonini- che dovrà finanziare non solo gli acquisti ma anche la gestione ordinaria delle due attività. Dobbiamo solamente trovare l’accordo con i due attuali proprietari (Marco La Rosa e Michele Mazzara n.d.r.). Con uno, quello di minoranza, abbiamo già praticamente definito tutto mentre con l’altro stiamo ancora trattando. E’ un fatto esclusivamente economico. Capisco che per lui è un’opportunità di guadagno e cercherà di lucrare il più possibile da questa situazione“.

Maradona e il suo amore per il calcio

Voce impostata, linguaggio perfetto e competenza che trapela da ogni parola. Però, quando gli chiediamo di Trapani e del suo amore per il calcio sembra sciogliersi un po’; d’altronde, ci svela, questo per lui non è un investimento come un altro. “La mia compagna è di Trapani. Ho cominciato a frequentare la città per questo motivo e ne sono rimasto completamente innamorato. Ritengo poi che con la giusta passione e competenza si possano ottenere grandi risultati. Ho aspettato che si potesse cristallizzare la mia situazione patrimoniale perché speravo che si potessero creare le condizioni per sostenere un investimento del genere”.

Trapani

Tutto questo basterebbe già a definire il profilo di un presidente passionale e attaccato alla causa. Se poi a guidarlo c’è anche la stella di uno dei più grandi giocatori della storia le cose, per Trapani, si fanno ancora più interessanti. “Sono stato per quasi 15 anni uno dei migliori amici di Diego Armando Maradona. Insieme abbiamo fatto degli investimenti importanti grazie alle sue relazioni e conoscenze. Il mio rapporto con lui è stato fondamentale per farmi innamorare del calcio e dello sport. Adesso sono un super tifoso della Lazio. Abbiamo passato momenti indimenticabili, mi ha fatto conoscere Capi di Stato, sedere al tavolo di grandi leggende dello sport e del calcio. E’ stato la luce della mia vita e a lui sarò sempre riconoscente per qualsiasi cosa farò”.

I precedenti tentativi di acquistare un club e la promessa ai tifosi granata

Due mesi fa aveva anche provato a rilevare un altro storico club ma poi qualcosa è andato storto. “A febbraio avevo provato a rilevare la Sambenedettese– ci racconta. Ma poi c’era un progetto di qualche imprenditore locale che mi ha rivolto contro l’ambiente. Hanno addirittura esposto un cartellone dove affermavano di non volermi. Ora invece la situazione è cambiata e ricevo costantemente chiamate di persone che mi chiedono di tornare. Adesso è troppo tardi, hanno perso l’occasione e si dovranno tenere quello che hanno. Possono rimanere lì a vita per quanto mi riguarda“. Avevamo detto che era uno deciso.

Il mio unico obiettivo dunque è solo realizzare il progetto del Trapani – prosegue Antonini. La situazione del Basket è definita, quella del calcio è ancora un po’ tesa e resta da convincere la parte maggioritaria a cedere le quote. Io comunque prometto che nel caso in cui riuscissi a portare a termine l’operazione il Trapani tornerà a vivere lo sport ad alti livelli. Sono determinato e deciso nel realizzare quello che ho in mente”. Ma noi quest’ultima cosa l’avevamo già intuita.

A cura di Edoardo Gregori