7 Gennaio 2023

Totò Di Natale: “Spero che il Napoli vinca il campionato. Italia? Non parlerei di involuzione”

Napoli, Messi, il Mondiale in Sudafrica e l'Udinese. Antonio 'Totò' Di Natale, oggi vicepresidente dell'Orvietana, si racconta ai microfoni di seried24.com

Vedere Antonio ‘Totò’ Di Natale dietro ad una scrivania, piuttosto che dentro l’area di rigore, fa di certo uno strano effetto. “Questa si sta rivelando una bellissima esperienza” esordisce Totò che, nella veste di vicepresidente dell’Orvietana, si è raccontato ai microfoni di seried24.com.

Uno dei più grandi calciatori della storia dell’Udinese, autore di giocate strabilianti condite da 311 sigilli in carriera. Di questi, ben 209 gli permettono di posizionarsi al sesto posto nella classifica dei marcatori della nostra Serie A: semplicemente Totò Di Natale, un giocatore formidabile, tra i più forti e decisivi dell’ultima decade. A confermare ciò, oltre ai numeri, ci sono le classifiche marcatori della stagione 09/10 e 10/11, entrambe vinte rispettivamente con 29 e 28 reti.

Totò Di Natale

Orvietana, Totò Di Natale: “Bella piazza, trovate basi su cui poter lavorare”

Partiamo dalla fine. Dopo le esperienze con lo Spezia, che lo vedono collaboratore tecnico nel 2018 e allenatore della formazione Under-17 nel 2019; nel 2021 viene nominato come nuovo allenatore della Carrarese in Serie C. Al termine di questa avventura, Antonio Di Natale decide di cambiare ruolo. “Dopo essere stato allenatore, questa si sta rivelando una bellissima esperienza. – esordisce Totò – Essere Vice Presidente a Orvieto mi sta dando la possibilità di crescere a livello personale e anche di mettermi in gioco in una veste in cui ancora non mi ero mai trovato”. Una sfida importante, affascinante, in una piazza che lo ha accolto benissimo. “Orvieto è una bella piazza e una bellissima città, in cui sono stato accolto molto calorosamente e in cui ho trovato buone basi su cui poter lavorare, per puntare a migliorare e a raggiungere gli obiettivi preposti all’inizio di questo percorso”.

“Allenatore? Voglio mantenere la linea intrapresa”

Nominato il 29 settembre scorso, Antonio Di Natale esclude, per il momento, un ritorno in panchina. “Sono molto felice del ruolo che mi trovo ad occupare. – spiega Totò – Ho vissuto una bella esperienza da allenatore, ma momentaneamente voglio mantenere la linea intrapresa, il ruolo e le responsabilità che ne derivano. Vorrei sviluppare bene ogni mio progetto. – Nella vita però, come nel calcio, nulla è certo – È pur vero che nella vita non si sa mai, e in un futuro non posso sapere se e come le cose cambieranno”.

di natale orvietana
Antonio Di Natale diventa il Vice Presidente dell’Orvietana nel girone E

Totò Di Natale: “Juve? Bella trattativa, ma Udinese scelta di vita”

Dal debutto tra i professionisti in Empoli-Cremonese del ’97,  fino al 15 maggio del 2016, ultima gara da giocatore dell’Udinese. Quasi sette anni fa, Antonio ‘Totò’ Di Natale, diede l’addio al calcio giocato. In che modo? Ovviamente segnando. Nonostante la sconfitta, arrivata nell’ultima giornata in favore del Carpi, il numero 10 riuscì a realizzare un’ultima rete: il penalty, trasformato ai danni di Colombi, si palesò come il miglior saluto al calcio. A quello sport che ad oggi, e per sempre, lo incorona come uno dei più forti della sua generazione.

Un talento, classe ’77, che ha più volte raccontato di esser stato vicino alla Juventus. Ma non solo. “La trattativa con la Juve è ormai storia conosciuta, ne ho parlato già svariate volte. – spiega – È stata una bella trattativa, ma la mia carriera con l’Udinese è stata una vera e propria scelta di vita. Ho deciso di non accettare la proposta per quella ragione”. Un ruolo centrale lo ha avuto proprio Giampaolo Pozzo, Presidente del club friulano. Anche per questo, quindi, Antonio Di Natale rifiuta le ‘avance’ di tanti top club. “Con Pozzo ho trovato una famiglia, una vera e propria casa e per tale motivo ogni altra proposta pervenuta, perché ce ne sono state, anche da altri grandi club, non è mai stata presa in considerazione per me”.

“Con Sanchez ci siamo divertiti. Napoli? Non è un rimpianto”

Antonio Di Natale ha scritto la storia della Serie A ma anche, e soprattutto, dell’Udinese. Dal 2008 al 2011 ha avuto con sé un compagno di reparto superlativo: il cileno Alexis Sanchez. “Ci sentiamo ancora, molto spesso. È un grandissimo giocatore, con cui ho condiviso alcuni anni all’Udinese e sarebbe stato difficile non fare grandi cose insieme. Ci siamo sicuramente divertiti”

Un aspetto, volontariamente non sottolineato, è il luogo di nascita. Con ogni probabilità, tutti gli appassionati sanno che Antonio Di Natale è nato a Napoli e, a maggior ragione, tutti hanno ben presente la famosa scelta di non giocare contro gli azzurri. Il legame con i partenopei è troppo forte, nonostante non ci abbia mai militato. Può essere un rimpianto? Ce lo spiega il diretto interessato. “Come già detto, decidere di rimanere a Udine è stata una vera e propria scelta di vita e per tale motivo non mi sono mai guardato troppo intorno, né mi sono mai fermato a immaginarmi di andare altrove. Perciò no, non la vedo come un rimpianto. Vero è che Napoli è la mia città, la seguirò e tiferò sempre”.

Totò Di Natale

Totò Di Natale: “Messi il più forte che ci sia, se lo meritava”

Terminati da appena 18 giorni, i Mondiali di Qatar 2022 hanno visto trionfare l’Argentina. Una squadra,  quella della ‘Selección’, capace di alzare al cielo la Coppa Del Mondo e guidata, soprattutto, dall’extraterrestre di Rosario: Lionel Andrés Messi Cuccittini. O più semplicemente, Leo Messi. “C’erano tante squadre ben organizzate e che avrebbero potuto vincere il Mondiale. – spiega Di Natale che, come gran parte degli appassionati, non vedeva i ragazzi di Lionel Scaloni come possibili vincitori –  L’Argentina, per la sua struttura organizzativa me la sarei aspettata più 3° o 4°, è vero che la differenza l’ha fatta senz’altro il gruppo e la presenza di una personalità importante come Messi, il giocatore più forte che ci sia. Sono contento che comunque ci siano riusciti, proprio per Messi, che se lo meritava senz’altro”.

Con le divise numero 7 e 26, ad innalzare la Coppa del Mondo a Lusail, c’erano anche due ex Udinese: rispettivamente Rodrigo De Paul e Nahuel Molina. “Sarò sincero, non li conosco così bene da averli sentiti. Mi congratulo con loro per la vittoria del Mondiale e per le belle partite giocate”.

“Nazionale? Non parlerei di involuzione. Macedonia partita secca e sfortunata”

Grande assente, per la seconda edizione consecutiva, è stata l’Italia di Roberto Mancini. La Nazionale, che ha (nuovamente) guardato i Mondiali da casa, sta adesso vivendo un percorso di crescita. “La nostra Nazionale sta affrontando un percorso. – spiega Totò Di Natale. Una fase, quella attuale, dove avranno un ruolo importante i giovani – È un momento di crescita e di progressione che Mister Mancini sta gestendo bene, cercando di portare forze nuove e giovani, che sicuramente sono necessari e fanno la differenza nel calcio di oggi”.  Quella azzurra non è una fase calante, anzi. “Non palerei di involuzione guardando i risultati, contro la Macedonia è stata una partita secca e sfortunata, come altre volte e in altre partite è capitato, ma la Nazionale e con essa Mancini stanno mettendo in atto i giusti interventi e il giusto percorso per riprendersi, ne sono convinto”.

Mondiale 2010, Totò Di Natale: “Ricordo amaro, mancato qualcosa”

Sono 42 le presenze e ben 11 le reti realizzate con la maglia azzurra: dalla prima realizzata nel 2004 alla Repubblica Ceca fino alla marcatura rifilata alla Spagna in Euro 2012 (che, tra le altre, resta la prima e unica subita dagli iberici in quell’edizione). Anche con la Nazionale Totò Di Natale ha vissuto esperienze importanti e, visto il periodo Mondiale, decidiamo quindi di riviere il suo ultimo Mondiale.

Johannesburg, 24 giungo 2010: la Slovacchia, grazie alla doppietta di Vittek e la rete di Kopunel, supera l’Italia sul punteggio di 3-2 e certifica difatti la disfatta azzurra. Inutili, ai fini del risultato, le reti di Di Natale e Quagliarella. Parole, quelle appena citate, che rimbombano nella testa di ogni italiano. “Il Mondiale del 2010 è sicuramente un ricordo un po’ amaro. – racconta Di Natale – C’è poco da dire, quando le cose non vanno non ci si può nascondere dietro a inutili scuse. L’onda della vittoria del 2006 ci aveva fatto sperare e pensare di essere pronti, ma evidentemente qualcosa è mancato ed è innegabile”.

Antonio Di Natale

“Sottil? Scelta giusta, con l’Udinese sta facendo benissimo”

Lasciamo il Sudafrica e torniamo in Italia. Dopo una partenza da urlo, l’Udinese di Andrea Sottil chiude il 2022 con sei vittorie, altrettanti pareggi e tre sconfitte, queste ultime maturate con Milan, Torino e Napoli. Insomma, non le ultime arrivate. “Sottil sta facendo benissimo con l’Udinese e a riguardo non avevo dubbi. – Classe ’74, lo scorso anno in Serie B, Andrea Sottil è riuscito subito ad imporre le sue idee di calcio – Ho seguito il suo percorso lo scorso anno con l’Ascoli, dove ha fatto sempre bene. Secondo me è stata giusta la scelta fatta da Pozzo, sicuramente dovrà crescere e avrà ancora da imparare, ma è innegabile che il percorso fatto finora stia dando ottimi risultati”.

“Vi dico in chi mi rivedo. Napoli? Campionato sarebbe bello per la città”

Appesi gli scarpini al chiodo, Antonio Di Natale non ha fatto troppa fatica a trovare qualcuno che gli assomigliasse. Al contrario.Mertens e Insigne nomina Totò. “Per caratteristiche, come simili mi ritrovo in loro, sono i due giocatori che per modo di gioco, capacità fisiche e tattiche li vedo molto simili a me e il mio modo di giocare”.

Totò Di Natale

Ieri, mercoledì 4 gennaio, la rete di Edin Dzeko ha consegnato 3 punti all’Inter e, allo stesso modo, ha sancito la prima sconfitta stagionale del Napoli. Nonostante la battuta d’arresto, i campani restano primi a quota 41 e di ciò, Antonio Di Natale, può esserne solo che felice. “Ovviamente sono molto felice di come sta andando. – Interessante, adesso, sarà vedere Milan, Juventus e Inter. Le tre big del campionato, infatti, non sembrano intenzionate a mollare un centimetro – Tutte e tre le squadre che hai nominato sono squadre importanti che sanno fare bene e in genere il girone di ritorno è un campionato a parte, molte volte anche più difficile di quello di andata, perciò è ancora tutto da vedere”.

Guidato da un allenatore importante come Luciano Spalletti, gli azzurri devono cercare di mantenere il primato. “Mi auguro che il Napoli con Mister Spalletti, che è la persona giusta alla guida della squadra, possa riuscire a mantenere il primo posto fino all’ultima giornata e quindi a conquistare il campionato. Sarebbe bello per la città di Napoli e tutti i napoletani tornare a vincere quel titolo che manca dai tempi di Maradona”.

A cura di Davide Balestra