1 Gennaio 2024

Dal sogno Serie A all’incubo Serie D: il 2023 della Reggina |FOCUS

Il 2023 della squadra amaranto

Reggina

Sta per volgere al termine un 2023 non sicuramente positivo per la Reggina. Un anno brutto per gli amaranto sta per finire: dall’ultima partita del 2022 giocata e vinta per 1-0 ad Ascoli nel giorno di Santo Stefano sembra passata una vita, ma è passato solo un anno. Quella partita chiuse il 2022 e aprì le porte al 2023 con la squadra amaranto guidata da Pippo Inzaghi seconda in classifica, con il sogno chiamato Serie A a “portata di mano”. Esattamente un anno dopo la Serie B scende in campo ma la Reggina no, in riva allo stretto adesso si gioca in serie D dopo dieci anni dall’ultima volta. Campionato nel quale la “nuova” Reggina (LFA Reggio Calabria) chiuderà una delle annate più tristi della gloriosa storia amaranto.

Reggina

La cavalcata sul campo per i play-off e il baratro del fallimento

La prima parte del 2023, ovviamente, si apre con la Reggina seconda in Serie B dopo una prima parte di stagione straordinaria. Ma già da subito si percepisce che qualcosa si è rotto. La formazione di Pippo Inzaghi incomincia a perdere punti e brillantezza, il bel gioco che aveva fatto divertire ed esaltare un po’ tutta la piazza, svanisce con il passare delle giornate. Dopo qualche mese la squadra passa dal secondo posto a ritrovarsi a lottare per un posto nei play off. Inoltre, qualcuno incomincia a parlare di problemi societari. Voci che rimbombano nella testa di calciatori e tifosi ma tutto ciò viene messo in secondo piano.

La stagione va avanti e la Reggina di cuore e di volontà spinta dalla sua gente sempre al seguito, riesce a conquistare un posto nei play-off all’ultima giornata battendo l’Ascoli per 1-0 grazie al gol di Luigi Canotto che fa esplodere di gioia un “Granillo” praticamente sold-out. Il sogno allora continua, la squadra calabrese va a giocarsi il primo turno dei play off a Bolzano contro il SüdTirol. Ma la speranza svanisce dopo 90’ minuti: la Reggina perde, così si conclude la stagione (sul campo) “agrodolce” dei calabresi. Si apre di fatto un estate infernale (e non per le temperature): sorgono dei problemi nell’iscrizione al campionato 2023/2024 e la Reggina viene esclusa dal campionato.

La nuova società e la ripartenza dalla Serie D

Conclusasi un’estate tremenda la Reggina 1914 di fatto non si iscrive al campionato di Serie B. Viene data a Reggio Calabria, dalla FIGC, la possibilità di iscrivere una squadra in sovrannumero nel campionato di Serie D per rappresentare la città. L’amministrazione fa partire il bando pubblico, che assegna il titolo sportivo ad una nuova società. Il bando viene vinto dalla Fenice Amaranto (rinominata LFA Reggio Calabria) con a capo Virgilio Minniti e Antonino Ballarino. La nuova società inserisce nel suo organigramma sportivo Giuseppe Bonanno e Maurizio Pellegrino, che hanno l’incarico di costruire una squadra competitiva per provare a vincere fin da subito. Viene scelto l’allenatore, Bruno Trocini e arrivano calciatori importanti come Barillà, Salandria e Provazza oltre ai vari Mungo, Zanchi e Ingegneri. Per completare un organico forte. La squadra, si ritrova in mezzo a tantissime difficoltà e non riesce ad incidere sul campionato come potrebbe.

Reggina trocini

Pesano sicuramente l’assenza di preparazione e il conseguirsi di partite ogni tre giorni. Ora la LFA Reggio Calabria si ritrova lontana 15 punti dalla vetta. È chiaro come sia difficile per gli amaranto poter entrare nella lotta per la promozione diretta, visto il passo incredibile di Trapani, Siracusa e Vibonese. La squadra comunque sembra aver trovato la quadra e ha chiuso il 2023 con 4 vittorie di fila. Adesso il popolo amaranto chiede innanzitutto che la società acquisisca, appena possibile, il marchio e la storia della Reggina 1914. Oltre a sperare nel ritorno il prima possibile nel professionismo, dopo lo scoramento e la sofferenza per un altro fallimento che ha spezzato i sogni e le speranza di un’intera città, passata in pochi mesi dal sognare la A alla Serie D.

A cura di Andrea Benedetto